ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA RIUNIONE DI GIUGNO

Dal lockdown alla ripresa: i mercati attendono le prossime mosse della Fed

Le condizioni finanziarie migliorano e gli sforzi della Banca centrale Usa sembrano rallentare: in occasione della pubblicazione delle proiezioni economiche, l’attenzione sarà rivolta alle prossime mosse

di Riccardo Sorrentino

Fed: "Tassi zero fino a che l'economia non supera il coronavirus"

Le condizioni finanziarie migliorano e gli sforzi della Banca centrale Usa sembrano rallentare: in occasione della pubblicazione delle proiezioni economiche, l’attenzione sarà rivolta alle prossime mosse


3' di lettura

Le attese non sono molte elevate. L’unico “evento” della riunione di giugno della Federal reserve sembra dover essere la pubblicazione – per la prima volta da sei mesi – delle proiezioni macroeconomiche e delle previsioni dei governatori sull’andamento dei Fed Funds rates nei prossimi mesi. Gli analisti credono che i “dots” – i puntini con cui vengono visualizzate queste stime – possano indicare tassi a zero fino al 2023: le aspettative sono quindi quelle di un orientamento ancora molto espansivo della politica monetaria.

Una politica appropriata?
Espansivo quanto, però? Il punto è questo. Sono passati pochi giorni da quando i singoli componenti del Fomc, il comitato di politica monetaria, lanciavano segnali di una prossima adozione della forward guidance – l’indicazione di tempi e quantità dei prossimi interventi – con qualche apertura, sia pure in prospettiva, verso il controllo della curva dei rendimenti. Non sono misure che saranno prese questo mese, anche per l’arrivo di dati macroeconomici migliori delle attese e da confermare e valutare. Sono però ancora attuali?

Base monetaria in frenata

LA BASE MONETARIA NEL 2020

Dati in miliardi di dollari. Fonte: Fred - St. Louis Fed

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La Fed, da qualche tempo, sembra essere entrata in una modalità che potrebbe persino costituire un preludio a un tapering, una progressiva – ed eventualmente lenta – riduzione degli sforzi di politica monetaria. La base money, dopo essere aumentata a ritmi rapidissimi – fino al 16,5% in una settimana, tra il 25 marzo e il 1° aprile – ha poi rallentato vistosamente fino a tornare a ritmi di crescita simili a quelli pre-Covid.

Aspettative di inflazione in modesto recupero

ASPETTATIVE DI INFLAZIONE DI MERCATO

Dati in percentuale. Fonte: Fred-St.Louis Fed

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La situazione complessiva è infatti sembrata normalizzarsi: le aspettative di inflazione di mercato – una misura a cui la Fed dà relativo credito perché alterata da fattori che non riguardano la dinamica dei prezzi – segnalano oggi un deciso miglioramento rispetto ai minimi della seconda metà di marzo, quando i titoli a cinque anni indicavano un +0,14% e gli inflation rate swaps 5y-5y, relativi quindi al periodo 2026-2030, puntavano allo 0,86%. Gli indicatori non sono tornati ai livelli pre-Covid, e segnalano la necessità di una politica monetaria ancora espansiva, ma l’emergenza sembra superata.

Condizioni finanziarie espansive

DOLLARO, CAMBIO EFFETTIVO

Base gennaio 2006=100.Fonte: Fred - St. Louis Fed

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Anche le condizioni finanziarie sembrano migliorate. Il cambio effettivo del dollaro, che era bruscamente salito ai massimi della serie storica – calcolata con l’attuale metodologia dal 2006 – è rapidamente calato sia pure senza tornare, anche in questo caso, ai livelli precrisi. Meglio sembra essere andato il mercato azionario, che negli Usa ha un ruolo più incisivo che altrove sull’economia “reale”: l’indice Wilshire 5000 – il più completo e il più adatto per le valutazioni di politica monetaria – è tornato ai livelli di sei mesi fa.

Leggero rialzo della curva dei rendimenti

LA CURVA DEI RENDIMENTI NEL 2020

Dati in percentuale. Fonte: U.S. Department of the Treasury

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La componente più importante delle condizioni finanziarie, la curva dei rendimenti (nominali), è rapidamente scesa rispetto a inizio anno e ha corretto la parziale inversione – un possibile segno premonitore di recessione – che mostrava a marzo. Negli ultimissimi giorni ha mostrato un appiattimento nella parte a breve ma anche un marginale innalzamento per la parte a medio/lungo periodo, che molti analisti e operatori di mercati riconducono però al miglioramento delle prospettive economiche.

Dal lockdown alla ripresa
La politica finora seguita dalla Fed sembra quindi aver dato buoni frutti: le condizioni finanziarie sono sicuramente migliorate (solo parzialmente il dollaro, che però risente anche dei fattori finanziari esterni e del suo ruolo di moneta internazionale). È sufficiente? Dalla fase di lockdown le economie si stanno spostando a quella di una difficile ripresa, e il discorso della coerenza degli strumenti di politica monetaria con gli obiettivi si ripropone e va rivalutata.

Il peso dell’incertezza
Anche perché le prospettive della ripresa sono gravide di incertezza: ci sarà una seconda ondata epidemica? Se sì, quanto sarà severo il lockdown? La Fed Usa si è però mostrata, nel recente passato, particolarmente a disagio e persino imbarazzata di fronte a scenari dominati dall’incertezza (la ripresa sostenuta dell’inflazione, in quel caso) e ha finito per alimentarla lei stessa, di riflesso.

Verso un cambiamento di regime?
Oggi il mondo è di fronte a un’incertezza di tipo diverso, che richiede un approccio meno titubante. Fino a oggi è stato sufficiente promettere acquisti illimitati (open-ended) per superare il lockdown, ora occorre conciliare quella stessa determinazione - che nei mesi scorsi era effettivamente difficile - con qualche indicazione più specifica su tempi e modi degli interventi. L’auspicio di alcuni governatori per il ritorno alla forward guidance lo dimostra.

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    Riccardo SorrentinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, francese, inglese

    Argomenti: Economia internazionale, politica monetaria, dati macroeconomici, Francia

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