risorse per le imprese

Dal Mise 84 milioni per investimenti a Taranto, Brindisi e Lecce

di Domenico Palmiotti


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(Bloomberg)

3' di lettura

Ottantaquattro milioni riservati agli investimenti delle imprese nelle aree di Taranto, Brindisi e Lecce. Sono quelli previsti dal Mise attraverso due misure specifiche: l’accordo di programma per Taranto e la riprogrammazione di risorse non utilizzate, più altre nuove, per quelle di Brindisi e Lecce. Le due misure sono affidate al coordinamento del vice ministro Teresa Bellanova.
Per Taranto, l'accordo di programma sarà firmato a settembre. L'accordo arriva a valle dei bandi che sono rimasti aperti da metà dicembre sino ai primi di febbraio.

Il Mise vi ha riservato una dote di 29 milioni del Pon impresa nell’ambito del budget complessivo di 165 milioni. Il relativo decreto del Mise, pubblicato mesi addietro sulla “Gazzetta Ufficiale”, riguarda gli investimenti nelle aree di crisi riconosciute dalla legge 181 del 1989. Il plafond dei 165 milioni di euro proviene dal Fondo crescita sostenibile e dal Programma operativo imprese e competività 2014-2020.

L’accordo di programma è un ulteriore strumento messo in pista dal Governo per il rilancio di Taranto e affiancherà il Contratto istituzionale di sviluppo ma con un differenza: quest’ultimo (882 milioni di risorse riprogrammate di cui 465 riferiti a lavori in corso) riguarda i progetti pubblici, dalla bonifica esterna all’Ilva alle infrastrutture e al porto, mentre l’accordo è relativo alle imprese. Per Taranto, i 29 milioni sono opzionati dalla dotazione Pon imprese che complessivamente concorre con 80 milioni ai 165 totali. Gli altri 85, invece, derivano dal Fondo per la crescita. Agroalimentare, turismo e servizi tra i progetti avanzati.

Per Brindisi e Lecce, la disponibilità è di 43 milioni di riprogrammazione più 12 di nuovo budget. I settori interessati sono soprattutto quelli del manifatturiero, tessile, abbigliamento, calzaturiero, anche se non si può escludere un ampliamento sulla scorta delle nuove vocazioni territoriali (servizi e turismo) emerse in questi anni. Le scelte saranno fatte attraverso il confronto con la Regione Puglia che si è da poco avviato. Anche in questo caso si arriverà agli accordi di programma. Per Brindisi e Lecce, i 55 milioni totali resi disponibili dal Mise sono così ripartiti: 43 di precedenti stanziamenti (leggi n. 311 del 2004 e n. 80 del 2005) e 12 da risorse nazionali e comunitarie per le aree industriali di crisi non complessa a cui dovrà sommarsi il cofinanziamento regionale per circa 800mila euro.

«In ogni territorio del Paese – commenta il viceministro Bellanova – dobbiamo rafforzare le condizioni per sostenere il momento positivo che come Paese registriamo. A maggior ragione se, come in questo caso, esistono dotazioni di risorse stanziate e mai utilizzate, per le quali siamo impegnati con grande determinazione ad evitare la perenzione. Le risorse – prosegue – hanno come obiettivo investimenti produttivi per le aree colpite da crisi industriale e di sistema. Si tratta di immaginare un percorso condiviso con l'istituzione regionale e, a cascata, con i territori, volto ad attivare e a rafforzare processi di innovazione digitale e di internazionalizzazione in modo da sostenere un programma di recupero occupazionale». «D’altra parte – conclude il viceministro Bellanova – anche in settori considerati maturi, come, ad esempio, il tessile, l’abbigliamento e il calzaturiero, che nel Salento hanno vissuto una crisi fortissima, si registra la vitalità e la nascita di imprese che non si sono arrese ma, anzi, sono state capaci di riorganizzarsi e riposizionarsi e che ora, se sostenute adeguatamente proprio in questa dinamica, possono svilupparsi ulteriormente».

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