LE PAROLE DEL PREMIER

Dal «resto in politica» al «se torno al mio lavoro, soddisfatto»: quando Conte ragiona sul suo futuro

Dall’intenzione espressa alla fine dello scorso anno di restare in politica alle parole a margine degli Stati generali dell’economia, che delineano uno scenario diverso

di An.C.

default onloading pic
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto Ansa)

Dall’intenzione espressa alla fine dello scorso anno di restare in politica alle parole a margine degli Stati generali dell’economia, che delineano uno scenario diverso


2' di lettura

«Lo dico a chi mi inserisce nei sondaggi, lo dico ai miei compagni di viaggio, se a fine incarico torno alla mia occupazione sarò soddisfatto. Non c’è il problema di uno spazio da trovare per il presidente del Consiglio», risponde Conte a chi, a margine degli Stati generali dell’economia, gli chiede di una sua candidatura nel M5S o a capo di un partito. Nessuna “discesa in campo” quindi.

Un chiarimento che arriva nel giorno in cui scoppia il caso Cinque Stelle, con il quodidiano spagnolo Abc a lanciare il sasso: il presidente venezuelano Chávez avrebbe finanziato per mano dell’allora ministro degli Esteri Nicolás Maduro M5s con tre milioni e mezzo di euro. Ipotesi smentita dai vertici del Movimento, che parlano di “fake news”, e dalle autorità venezuelane. E un chiarimento, quello del capo del governo, che arriva nelle ore dello scontro tra il padre fondatore Beppe Grillo e l’ex deputato Alessandro Di Battista.

Dicembre 2019: «Resto in politica, non sarò un altro Cincinnato»

Non è la prima volta che a Conte viene chiesto come vede il suo futuro, se in politica o a esercitare la professione di avvocato, che svolgeva prima di essere chiamato a guidare il governo Cinque Stelle-Lega, nella primavera del 2018. Dicembre scorso, Conte due. «Non farò come Cincinnato, non mi ritirerò dalla politica», afferma in un’intervista a Repubblica, nella quale precisa che si può essere utile alla cosa pubblica in molti modi e in molti ruoli ma la strada è tracciata. Dopo questo «intenso coinvolgimento - spiega -, non vedo un futuro senza politica. Iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva ma non mi vedo novello Cincinnato che mi ritraggo e mi disinteresso della politica». Il riferimento è al console e dittatore romano che una volta esaurito l’incarico tornò alla vita agricola.

L’attacco di Salvini: «Conte ha sempre mentito»

Parole che segnano una frattura tra un prima e un poi: viene meno l’immagine del tecnico prestato alla politica e alle istituzioni, “surclassata” da quella di un avvocato il cui futuro sarà nella politica. Anche in quel caso, l’indicazione del premier arriva mentre nella maggioranza M5s, Pd, Italia Viva e Leu sta deflagrando una mina programmatica: la revisione del reddito di cittadinanza, oltre che di Quota 100, ovvero i due cavalli di battaglia della esperienza di governo precedente. Tanto che a stretto giro arriva la replica al veleno del suo antagonista politico più duro, Matteo Salvini. «Tutto ciò - attacca il leader leghista - dimostra che Conte ha sempre mentito, uno che non ha mai preso un voto in vita sua: gli italiani lo aspettano alle elezioni, prima che faccia danni irreparabili».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti