LA STRANA ALLEANZA CON SALVINI

Dal no ai ricollocamenti ai muri contro i migranti, le battaglie di Orban contro gli interessi italiani

di Andrea Carli


Migranti, Salvini a consiglio ministri Interni Ue

3' di lettura

È un po’ la logica de “il nemico del mio nemico è mio amico”. Se la spinta migratoria è il problema, il “nemico” che l’Italia si trova ad affrontare, allora il premier ungherese Victor Orban, profondamente sovranista e altrettanto profondamente anti-migranti, è automaticamente un alleato. «Insieme a Orban per cambiare le regole di questa Unione europea», ha detto il neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso di un comizio a Fiumicino in vista delle amministrative. Tra i sette paesi che oggi, in occasione del Consiglio Affari Interni in Lussemburgo, si sono detti contrari alla proposta della presidenza bulgara sulla riforma del regolamento di Dublino ci sono sia l’Italia sia l’Ungheria. È stato dunque il banco di prova del dialogo e della collaborazione tra i due leader.

Salvini: con Orban cambieremo le regole Ue. Ma gli interessi sono divergenti
Poco importa se sul tema migranti il leader ungherese tuteli interessi che sono divergenti, se non del tutto opposti a quelli italiani. Dietro al flop del piano Ue sui ricollocamenti dei rifugiati, che avrebbero allentato la pressione sugli Stati di primo approdo (Italia e Grecia soprattutto), c’è anche la firma del capo del governo ungherese. Bruxelles puntava a 25mila partenze dall’Italia entro settembre 2017. Ad oggi sono stati trasferiti negli altri paesi Ue solo 12mila migranti. Sul territorio italiano 174mila persone popolano il circuito dell’accoglienza.

A differenza dell’Ungheria, all’Italia serve il ricollocamento obbligatorio
L’Ungheria, ma anche la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia, per non parlare dell’Austria hanno fatto scudo a qualsiasi ipotesi di condivisione degli sforzi con chi è in prima linea nella gestione dei flussi: non hanno alcun interesse a farlo. L’interesse dell’Italia è vedere riconosciuto il principio della ricollocazione obbligatoria dei richiedenti asilo. Ora Salvini cerca una sponda politica proprio con Budapest, capofila di quei paesi che, per dirla con le parole del presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, non fanno altro che difendere il trattato di Schenghen e con esso le frontiere dell’Europa. Ai ricollocamenti obbligatori l’Ungheria rilancia con muri e barriere per arginare l’arrivo dei migranti.

Orban nel 2016: pronti a veto su quote e causa a Ue
Il fatto che il premier ungherese abbia interessi lontani da quelli italiani trapela anche da alcune dichiarazioni che Orbàn ha fatto in passato. Già nell’ottobre del 2016 il capo del governo magiaro minacciava, ai microfoni della radio pubblica MR, di porre il veto contro il «rospo» delle quote obbligatorie di ripartizione dei migranti nell’Ue e, se necessario, paventava di adire la Corte di giustizia dell’Unione europea per «fare causa» alla Commissione.

Il portavoce del premier ungherese: unici a difendere Ue da invasione
«Non siamo certo i primi e non saremo gli ultimi a costruire muri - spiegava quell’anno, in un’intervista a La Stampa, il portavoce del premier ungherese Zoltan Kovacs -. Lo hanno fatto in Spagna, negli Stati Uniti, in Israele. Non ci piacciono, ma dobbiamo difenderci, non solo dai migranti: dal terrorismo e dalla dissoluzione della nostra cultura. Ogni Nazione ha un’identità».

Il premier Conte: equa ripartizione delle responsabilità
Nel discorso programmatico che il premier Giuseppe Conte ha pronunciato oggi in Parlamento, in vista del voto di fiducia al governo giallo verde, il presidente del Consiglio ha annunciato: «Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l’effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo». Orban potrebbe non essere d’accordo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...