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Dal nuovo Cronenberg alla serie di Bellocchio: i titoli più attesi del Festival di Cannes

Una lista degli imperdibili in programma sulla Croisette. Grandi aspettative per il nuovo lungometraggio di Mario Martone, «Nostalgia»

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

4' di lettura

Sta per iniziare la 75esima edizione del Festival di Cannes, in programma dal 17 al 28 maggio. All'interno di un ricchissimo cartellone, abbiamo selezionato dieci titoli particolarmente attesi e semplicemente imperdibili per chi si troverà in zona Croisette nei prossimi giorni.

Crimes of the Future di David Cronenberg

La summa del cinema del grande regista canadese: potrebbe essere questo «Crimes of the Future», film in cui potremmo ritrovare tutte le ossessioni di una delle filmografie più importanti degli ultimi decenni. Il titolo è lo stesso di uno dei primi lavori di Cronenberg e la trama sembra perfetta per un ritorno in grande stile dell'autore di «Videodrome» e «eXistenZ»: gli esseri umani sono stati portati oltre il loro status naturale e ora devono affrontare delle trasformazioni e delle metamorfosi, che alterano la loro stessa composizione biologica. Nel cast Viggo Mortensen, Léa Seydoux e Kristen Stewart.

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Nostalgia di Mario Martone

Tratto dall’omonimo romanzo di Ermanno Rea, il film è ambientato a Napoli nel rione Sanità, dove il protagonista Felice torna dopo quarant’anni di assenza: riscoprirà i luoghi, i codici del quartiere e i fantasmi di un passato che finisce per divorarlo. Dopo l'ottimo «Qui rido io», ci si aspettano grandi cose dal nuovo lungometraggio di Mario Martone con protagonista Pierfrancesco Favino. La sensazione è quella che potremmo trovarci davanti uno dei titoli più intensi del cartellone.

Stars at Noon di Claire Denis

Dopo «Both Sides of the Blade», presentato in concorso a Berlino, Claire Denis è tornata con un altro film e la notizia non può che rendere felici i suoi tanti fan. Tratto dal romanzo «Le stelle a mezzogiorno» (1986) di Denis Johnson, il film è ambientato nel 1984 in Nicaragua, durante la rivoluzione sandinista, e racconta la storia di un uomo d’affari britannico che incontra una giornalista americana, giunta sul posto per un reportage sull’insurrezione e sui suoi sviluppi. I due legano a tal punto da iniziare una storia d’amore. Protagonisti Joe Alwyn e Margaret Qualley.

I 10 imperdibili del Festival di Cannes

I 10 imperdibili del Festival di Cannes

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Armageddon Time di James Gray

Storia di formazione ambientata nel pieno degli anni ’80 nel distretto del Queens, a New York, la pellicola sembra segnare per James Gray un ritorno al suo (grande) cinema d'inizio carriera: le prime immagini e la sinossi possono evocare «Little Odessa», l'ottimo esordio del regista americano. Curiosità altissima per una pellicola che vede nel cast Anne Hathaway e Anthony Hopkins.

Broker di Hirokazu Kore-Eda

Quattro anni fa il regista giapponese aveva emozionato la Croisette con il bellissimo «Un affare di famiglia», vincitore della Palma d'oro. In questa edizione ci riprova con un titolo che fa riferimento alle scatole in cui venivano lasciati i bambini in modo anonimo quando uno o entrambi i genitori non potevano tenerli, cosicché venissero presi e accuditi da altri. Sarà nuovamente in palmarès?

Top Gun: Maverick di Joseph Kosinski

Tra i grandi eventi fuori concorso non si può evitare di segnalare il seguito del cult movie del 1986. Protagonista ancora una volta Tom Cruise nel ruolo di Pete “Maverick” Mitchell, coraggioso e scapestrato pilota di caccia, amante del pericolo e delle motociclette. Tra i migliori aviatori della Marina, dopo più di trent’anni di servizio è ancora nell’unico posto in cui vorrebbe essere: evita la promozione che non gli permetterebbe più di volare, e si spinge ancora una volta oltre i limiti, collaudando coraggiosamente nuovi aerei. Spettacolo e divertimento assicurati.

R.M.N. di Cristian Mungiu

Il grande regista rumeno torna dietro la macchina da presa per raccontare come nasce, cresce ed esplode il razzismo oggi. Un tema urgente e di grande attualità per uno dei film che potrebbe puntare al palmarès: Mungiu ha già vinto la Palma d'oro con «4 mesi, 3 settimane, 2 giorni» nel 2007 e quest'anno tenterà il bis.

Showing Up di Kelly Reichardt

Tra i nomi più significativi del cinema americano contemporaneo, Kelly Reichardt racconta questa volta la storia di una scultrice, alle prese con l’allestimento della sua nuova mostra, che dovrebbe segnare un momento di svolta per la sua carriera artistica. Nel frattempo, si trova costretta a gestire i drammi quotidiani dei suoi familiari e dei suoi amici. Quarta collaborazione tra la regista e l'attrice Michelle Williams, potrebbe puntare a un premio importante.

Eo di Jerzy Skolimowski

Quando Robert Bresson incontra Winnie the Pooh: potremmo riassumere con questo slogan surreale l'attesissima pellicola del grande regista polacco Jerzy Skolimowski. L'ispirazione del film arriva dal capolavoro di Bresson «Au hasard Balthazar» del 1966, una straordinaria metafora cristologica con uno dei finali più commoventi della storia del cinema, mentre il titolo fa riferimento al nome dell'asino amico di Winnie the Pooh. Semplicemente imperdibile.

Esterno notte di Marco Bellocchio

Il titolo più atteso fuori concorso è però la serie di Marco Bellocchio, che si svolge nell'Italia del 1978, in un momento in cui il paese è dilaniato da una guerra civile. Da una parte le Brigate Rosse, la principale delle organizzazioni armate di estrema sinistra, e dall’altra lo Stato. Sta per insediarsi, per la prima volta in un paese occidentale un governo sostenuto dal Partito Comunista (PCI), in un’epocale alleanza con lo storico baluardo conservatore della Nazione, la Democrazia Cristiana (DC).Proprio nel giorno dell’insediamento del governo che è riuscito a costruire, il 16 marzo 1978, sulla strada che lo porta in Parlamento, Aldo Moro viene rapito con un agguato che ne annienta l’intera scorta.Viene subito in mente il bellissimo lungometraggio «Buongiorno, notte» del 2003, richiamato fin dal titolo e tra i principali film della carriera del grande regista italiano. Nel cast Fabrizio Gifuni, Margherita Buy e Toni Servillo.


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