ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure

Dal nuovo decreto Aiuti alla privatizzazione di Ita, i prossimi dossier sul tavolo del Governo

Un punto in più di taglio del cuneo, che arriva così all’1,8%, a partire dal primo luglio e fino alla fine dell’anno. E un anticipo di tre mesi della rivalutazione delle pensioni, con gli assegni che aumenteranno del 2% a partire da ottobre

Articolo aggiornato il 3 agosto, ore 13:00

Decreto aiuti in arrivo, rivalutazione pensioni al 2%

4' di lettura

Un nuovo decreto Aiuti da 14,3 miliardi di euro è atteso sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, che si dovrebbe giovedì 4 agosto (la riunione non è stata ancora convocata). È questo il principale dossier che sta calamitando in queste ore l’attenzione di Palazzo Chigi e ministero dell’Economia. Ma non è il solo: c’è anche la privatizzazione di Ita. In questo caso il via libera dovrebbe slittare a dopo Ferragosto.

Meloni: Draghi smentisca accelerazione vendita Ita a Lufthansa

Il condizionale è d’obbligo. Nelle ultime ore infatti quest’ultimo dossier è entrato tra quelli al centro della della campagna elettorale. «Mi auguro che il presidente Draghi smentisca l’ipotesi di un’accelerazione del processo di vendita di Ita a Lufthansa - ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni -. È un argomento del quale si sta parlando molto sui media e che ci fa letteralmente sobbalzare visto che il governo è dimissionario e può occuparsi solo di affari correnti. Questo non lo sarebbe affatto. Saremmo tutti molto più sereni se arrivasse dal presidente Draghi una sua smentita. Dal 25 settembre in poi tutto potrà cambiare e al rilancio della nostra compagnia aerea di bandiera penserà chi governerà. Ora che abbiamo affrontato sacrifici indicibili per comprimerne i costi, occorre valutare con attenzione la presenza dello Stato nella compagnia e la partecipazione azionaria di altri partner».

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Due miliardi e mezzo per taglio cuneo fiscale e anticipare la rivalutazione delle pensioni

Intanto il Governo è al lavoro per chiudere il nuovo decreto Aiuti. Tra le soluzioni attese nel pacchetto, più fondi per calmierare le bollette, proroga di un mese dello sconto benzina, due miliardi e mezzo per ampliare il taglio del cuneo fiscale e anticipare la rivalutazione delle pensioni, risorse per la sanità. Il lavoro sul provvedimento è ormai alle battute finali: nella mattinata di mercoledì 3 agosto il sottosegretario Roberto Garofoli e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, hanno illustrato le linee generali ai partiti, compreso Fratelli d’Italia. In un incontro tecnico al Mef, è stato fatto invece il punto con i sindacati.

La bozza

Fino alla bozza spuntata in serata, di 41 articoli. Lo schema del testo replica gli aiuti già in vigore per famiglie e imprese e interviene su temi indifferibili come cuneo e pensioni. Tra le varie misure spicca l’aumento delle risorse per le bollette nell’ultimo trimestre: i fondi salgono a 5 miliardi dai circa 3 del precedente decreto per consentire uno sconto maggiore, rispondendo così anche al recente allarme dell’Arera sul rischio di nuovi aumenti. Viene quindi rafforzato il bonus sociale, arrivano più tutele per i vulnerabili e misure per la rateizzazione delle bollette. Le bollette potranno inoltre rientrare tra le misure di welfare aziendale.

Proroga al 20 settembre del taglio sulle accise sulla benzina

Per la benzina la proroga dello sconto di 30 centesimi sulle accise sarà solo di un mese (dal 21 agosto al 20 settembre, al costo di 900 milioni): al momento, spiegano gli addetti ai lavori, manca ancora il dato sugli incassi dall’extragettito, ma quando arriveranno i dati di luglio, si potrà procedere con la proroga fino alla fine di ottobre. Sempre sul fronte del caro-energia, poi, vengono replicati i crediti di imposta per 3 miliardi. Molte e varie le altre misure: dal raddoppio della soglia esentasse per i fringe benefit (vale 500 milioni ed entrano appunto anche i contributi delle aziende per pagare le bollette) alle nuove risorse per la sanità (1 miliardo alle regioni), dalla replica del bonus da 200 euro per chi ne era rimasto escluso (compresi i collaboratori sportivi) alle misure per la siccità (250 milioni) alle nuove risorse per bonus psicologo e trasporti.

Il dossier Ita

Un dossier che invece non dovrebbe approdare sul tavolo del’esecutivo questa settimana è quello della privatizzazione di Ita. Il governo di Mario Draghi punterebbe infatti a chiudere la privatizzazione di Ita Airways e, secondo ambienti vicini al dossier, potrebbe farlo dopo Ferragosto così da risolvere uno dei più complessi dossier di Stato prima che si vada al voto il prossimo 25 settembre. La vendita infatti è inserita in un Dpcm pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 marzo, che segna i passaggi e i paletti da rispettare.

Il premier potrebbe così dare il via libera per la trattativa in esclusiva al tandem Msc-Lufthansa, dopo che il ministero dell’Economia, azionista unico della newco, l’ha preferito al fondo statunitense Certares, in partnership commerciale con Air France-Klm e Delta Airlines, in quanto offrirebbe migliori prospettive economiche, strategiche e sociali sia a Ita che al Paese. Alla cordata guidata dal Gruppo Aponte andrebbe una quota complessiva dell’80%, col 60% a Msc e il 20% alla compagnia tedesca mentre il restante 20% rimarrebbe nelle mani del MLa cifra messa sul piatto da Msc-Lufthansa sarebbe di 900 milioni di euro contro il miliardo dell’offerta di maggio. Quando a gennaio lo stesso consorzio presentò la prima manifestazione d’interesse per la newco, la valutazione si aggirava tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro per una quota di maggioranza. Nelle settimane scorse lo stesso presidente di Ita, Alfredo Altavilla, aveva invitato «a fare presto» perché «il tempo distrugge valore». In attesa di essere ceduta, Ita ha chiesto intanto al Mef la seconda tranche dell’aumento di capitale, pari a 400 milioni di euro, che si aggiungono ai 720 milioni già erogati. Per l’anno prossimo è prevista l’ultima tranche da 250 milioni, una somma che il futuro governo risparmierebbe se andasse in porto ora la vendita a Msc-Lufthansa.

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