Governo

Dai nuovi sostegni al primo bilancio sulle riaperture, i dossier sul tavolo della maggioranza

Giovedì 13 maggio il governo dovrebbe approvare il decreto Sostegni bis, anche se è escluso uno slittamento. Venerdì 14 il monitoragggio settimanale consentirà di valutare l’effetto delle riaperture sull’andamento dei contagi

di Andrea Carli

Draghi e la mediazione con i partiti, nodo nomine

3' di lettura

Lo scenario che si profila, nel contesto della settimana che si è aperta, è quello di 48 ore particolarmente impegnative per il governo Draghi e la maggioranza che lo sostiene. Un “uno due” non facile, peraltro su due fronti politicamente sensibili: gli aiuti e le riaperture. Prima, giovedì 13 maggio, l’appuntamento dovrebbe essere con un Consiglio dei ministri, sul cui tavolo è atteso, salvo slittamenti sempre possibili, il decreto Sostegni bis. Il giorno dopo, venerdì, il monitoraggio settimanale sui contagi coronavirus.

Un occasione importante, una cartina di tornasole che farà capire l’effetto che le prime due settimane di riaperture hanno avuto sull’andamento dei contagi. Comunque, stando alle indicazioni fornite da palazzo Chigi, questa settimana non dovrebbe scattare alcun intervento né sul coprifuoco né sulle riaperture. La parola d’ordine, come ha confermato il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione del vertice europeo di Oporto, è “gradualità”.

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Rimane quel tagliando di metà mese del decreto sulle riaperture, che lo stesso premier ha confermato nei giorni scorsi. Nel pacchetto dovrebbe rientrare il mantenimento del coprifuoco, anche se sarà posticipato molto probabilmente alle 23. Il settore del wedding ripartirà a metà giugno mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana, forse già dal 22 maggio. E non è escluso che si arrivi ad una revisione dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni: al posto dell'Rt diventerà determinante l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Dal 15 maggio, intanto, verrà superata la mini quarantena per le persone provenienti dai Paesi europei. Lo stesso varrà anche per chi arriva da Regno Unito e Israele.

Sostegni bis, cantiere aperto

Nell’atteso che questo pacchetto prenda forma, è in via di definizione il filone “sostegni”. L’ultimo tassello del mosaico che andrà a comporre il nuovo provvedimento che trova copertura nei 40 miliardi di scostamento approvati dal parlamento nelle scorse settimane è il piano da 50 milioni di euro a cui sta lavorando il ministro della Salute, Roberto Speranza, e che dovrebbe prevedere cure gratuite per due anni ai 160mila pazienti che hanno conosciuto il Covid-19 nella forma più grave, e che sono stati ospedalizzati, e un monitoraggio ad hoc. Il cantiere è ancora aperto. potrebbe contenere anche il rinvio del versamento dei contributi per partite Iva e professionisti, che scadono il 16 maggio.

Dai ristori alla riscossione, i nodi da sciogliere

Prima che il provvedimento possa arrivare al Consiglio dei ministri, però, bisognerà trovare l'intesa nella maggioranza su alcuni punti “sensibili”, dal sistema per la nuova tornata di ristori per le imprese alle cartelle esattoriali. Una cabina di regia con Draghi, il ministro dell’Economia Franco e le forze di maggioranza si riunisce martedì 11 maggio per fare il punto. Ristori praticamente automatici, con lo stesso meccanismo utilizzato finora sulla base del fatturato, o in tempi più lunghi ma meglio calibrati sui dati degli utili: la questione del sistema dei contributi a fondo perduto è molto tecnica ma, di ora in ora, sta facendo salire la tensione sul decreto Sostegni bis nella maggioranza. La Lega insiste, con il ministro allo Sviluppo Giancarlo Giorgetti capofila, per affiancare gli utili al fatturato ma il Mef frena e ha proposto uno schema con una doppia opzione ma sempre sulla base del fatturato per non perdere uno dei fattori chiave dei ristori erogati fin qui, quello di riuscire a garantire i bonifici in poche settimane. I contatti tra i ministeri sono continui ma un incontro risolutivo ancora non ci sarebbe stato. Sul fronte della riscossione, oltre all'annunciato ulteriore congelamento fino al 31 maggio non si dovrebbe andare. Si discute invece su come far ripartire la macchina dopo oltre un anno di stop e un arretrato che oramai di 40 milioni di atti. La Lega - da sempre sostenitrice della “pace fiscale” - preme per alleggerire il peso dei debiti con il fisco in particolare per le partite Iva, mentre dal lato opposto della maggioranza Leu frena. La soluzione di compromesso cui si starebbe lavorando sarebbe quella di semplificare l'accesso ai piani di rate (a 6 o 10 anni) per i soggetti che hanno perso almeno il 30% del fatturato. Sul tavolo ci sono anche ipotesi più ambiziose, come dilazioni in dieci anni, che però devono fare i conti con il nodo coperture.

Lo stop al superbonus per le imprese

C’è poi la questione della cessione del credito di imposta di Transizione 4.0, bocciata dalla Ragioneria. Per ricomporre le tensioni nella maggioranza si è optato per l'apertura di un tavolo: i margini per reintrodurre la norma nel Sostegni bis sono strettissimi ma il Movimento 5 Stelle ha già preannunciato che, nel caso, ripresenterà l'emendamento stoppato dal Senato in occasione dell’esame del decreto Sostegni uno.

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