La guerra in Ucraina

Dal Parlamento ai comuni, tagli al riscaldamento per risparmiare energia

Razionare e risparmiare, le parole d’ordine per i rincari dovuti alla guerra in Ucraina. Così Roma si appresta ad abbassare i riscaldamenti, seguita da Torino

Ucraina, Von der Leyen: ripensare difesa ed energia europee

3' di lettura

Le città si preparano ad affrontare l’austerity energetica: razionare e risparmiare, le parole d’ordine per i rincari dovuti alla guerra in Ucraina. Così Roma si appresta ad abbassare i riscaldamenti, seguita da Torino. Il Campidoglio, dopo una riunione operativa, ha iniziato a stilare un piano di razionalizzazione dei consumi: riscaldamenti abbassati di due gradi e la possibilità di chiuderli 15 giorni prima, campagna di sensibilizzazione per i cittadini e l’ipotesi di spegnere anche alcuni monumenti. Inoltre verrà data l’indicazione sia nelle sedi del comune che delle società partecipate dello spegnimento rigoroso, al termine degli orari di lavoro, delle luci e di tutte le fonti di energia.

A Roma per ora no ricadute sui servizi

Per ora non si parla di ricadute sui servizi, raccolta della spazzatura e trasporti, da ritenere come ultimissimo provvedimento taglia costi. Perché la crisi derivata dalla guerra, precisa il sindaco Gualtieri «costa al Campidoglio 50 milioni». «Abbiamo definito un pacchetto di misure per ridurre l’impatto per le casse comunali e le famiglie. Oltre alla stima del costo aggiuntivo di 50 milioni per le casse comunali c’è quello per le famiglie» ha aggiunto Gualtieri. Gli interventi del piano di risparmio energetico sono attesi nei primi giorni di questa settimana.

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Spenta l’illuminazione di alcuni monumenti

Il Campidoglio darà il via anche ad una campagna di comunicazione rivolta a tutta la cittadinanza per ridurre i consumi. Una campagna che potrebbe prevedere anche lo spegnimento simbolico di alcuni monumenti della Capitale. Da quanto si apprende, se la stagione lo permetterà, si potrebbe prevedere anche un spegnimento anticipato dei riscaldamenti. Al momento non sarebbe invece toccata l’illuminazione pubblica per una “questione di sicurezza”. Un piano che va ad anticipare quello che sta decidendo il governo nazionale.

Taglio riscaldamento alla Camera e al Senato

Anche la Camera e il Senato hanno deciso di fare la loro parte anche sul fronte della riduzione dei consumi energetici. In tutti gli edifici della Camera dall’11 marzo è stato anticipato di un’ora lo spegnimento degli impianti termici. Da lunedì 14 marzo è stato invece riconfigurato l’orario di accensione degli impianti di riscaldamento del Senato, che porterà a «un risparmio complessivo di 100 ore a settimana, spegnendo gli impianti di riscaldamento alimentati sia a gas che ad energia elettrica nelle ore relativamente più calde della giornata e un’ora prima la sera.

Regione Lazio chiude riscaldamento per due ore al giorno

A prepararsi è anche la Regione Lazio, che spegnerà il riscaldamento nelle sue sedi per due ore al giorno. «In queste ore viviamo una imprevedibile tragedia umana, per l’invasione di Putin dell’Ucraina e gli effetti sulle persone sono già entrate nelle case con il caro energia. Noi abbiamo preso la decisione di abbassare il riscaldamento di un grado e di spegnerlo in tutte le sedi regionali per due ore al giorno. Questo per dare una mano non solo simbolicamente», ha detto il presidente Nicola Zingaretti, per il quale al momento il settore trasporti non sarà toccato.

Possibile diminuzione delle corse degli autobus

Le aziende dei trasporti, come la partecipata romana Atac, stanno pagando caro l’aumento dei prezzi del carburante. Non si parla al momento di una diminuzione di corse, come fu durante il Covid, ma i piani “di guerra” potrebbero prevedere riduzione del servizio diurno magari da allineare con quello notturno, con circa un meno 30% delle corse. Quanto alla metro, a Roma la linea A tra qualche mese finirà le sue corse alle 21 per la manutenzione, e questo provvedimento, se fosse necessario, potrebbe essere anticipato. Altro elemento tenuto in considerazione per incentivare il risparmio energetico negli uffici potrebbe essere lo smart working. Ma per ora si parte con l’abbassare i riscaldamenti.

Amministratori condominio: termosifoni spenti per 2-3 ore

Sempre nella capitale, infine, gli amministratori di condominio hanno già dato indicazione di spegnere termosifoni e diffusori di calore per due-tre ore al giorno, magari nelle ore più calde o quando si è fuori di casa. Si tratta di un suggerimento, ovviamente, ma in qualche modo “caldeggiato”, come ha fatto sapere Rossana De Angelis, presidente di Anaci Roma (Associazione nazionale amministratori di condominio).



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