Il cronoprogramma

Recovery Plan, le tappe: dal passaggio in Cdm fino alle Camere, poi a Bruxelles entro il 30 aprile

Una volta inviato il Piano alla Commissione europea, il governo avvierà la messa a punto di una serie di provvedimenti che dovranno progressivamente realizzare le linee guida. Tra i primi, quello sulle semplificazioni e quello sul reclutamento del personale della pubblica amministrazione

di Andrea Carli

Gentiloni: fiduciosi che da Italia avremo buon piano di Recovery

3' di lettura

Il tour de force in vista del raggiungimento di una (prima) meta obiettivamente c’è. Da oggi, lunedì 19 aprile, parte infatti il conto alla rovescia che condurrà al 30 aprile, giorno entro il quale il Governo farà pervenire il Pnrr,ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza nell'ambito del Next Generation EU, alla Commissione europea. I tempi per il Recovery Plan sono stretti, ma Draghi accelera: da Palazzo Chigi hanno assicurato che la tabella di marcia sarà rispettata. Un chiarimento che è giunto dopo che alcune indiscrezioni, rilanciate dall’agenzia Reuters, avevano ipotizzato un rischio di slittamento della presentazione del piano.

Recovery, Ue: sui piani conta più la qualità della rapidità

Portogallo, Francia, Spagna e Grecia sono pronti a presentare i loro progetti già questa settimana e l’esecutivo deve fare in fretta, per non perdere “il turno” nell'assegnazione della prima tranche di fondi a luglio: fino a 27 miliardi per l’Italia. Per arrivare puntuali al termine ultimo del 30 aprile, il governo ha quindi definito un cronoprogramma. In realtà già prima della consegna, i dettagli del piano sono stati condivisi in maniera informale con Bruxelles, così da ridurre al minimo il rischio di un rinvio delle proposte al mittente da parte della Commissione. «La qualità del piano» nazionale per accedere al Recovery «conta di più della tempistica. Se il piano è di maggiore qualità sarà più facile e più veloce approvarlo», ha ricordato il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer a una domanda sulla scadenza del 30 aprile, invitando a non «sovrastimare l'importanza» della tempistica.Questa settimana servirà a Draghi per chiudere gli incontri con i partiti, ascoltare le parti sociali.

Loading...

Il 26 e 27 aprile Draghi illustrerà il piano in parlamento

Una volta chiusa la fase del dialogo e del confronto con partiti e parti sociali, il secondo tempo della partita scatterà il 26 e 27 aprile, quando il presidente del Consiglio illustrerà il piano, fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr, alle Camere.Sarà una sorta di prova del nove, dalla quale si capirà se le occasioni di confronto tra Draghi e le forze politiche hanno trovato un punto di sintesi oppure no. I tempi sono stretti e prima di quella data ci sarà il passaggio in Consiglio dei ministri, giovedì 22 aprile. Così Draghi punta a chiudere il testo una settimana prima della scadenza di fine mese.

Il passaggio preliminare in Consiglio dei ministri e il nodo della governance

Dove dovrebbe anche essere approvato un decreto, che accompagnerà il Pnrr, con la definizione della “governance” di gestione del piano: dovrebbe essere sviluppata su due livelli, con una struttura di coordinamento centrale, che avrà un compito di supervisione dell'attuazione del piano e sarà anche responsabile dell'invio delle richieste di pagamento a Bruxelles. Saranno poi le amministrazioni a essere responsabili dei singoli investimenti e delle riforme e tra loro dovranno trovare un coordinamento. Si tratta di un aspetto delicato, cui i ministri guardano con molta attenzione, perché nessuno vuole essere escluso dalle decisioni politiche. Perciò dovrebbe essere confermata la centralità del Mef, ma la supervisione politica dovrebbe essere a Palazzo Chigi, con il coinvolgimento di volta in volta dei ministri competenti.

Il tema del Recovery plan si intreccia con quello del decreto Sostegni bis

Intanto continuano il dialogo e il confronto tra Draghi e i partiti. Oggi il premier incontra FdI e Italia Viva. Sul tavolo anche il decreto Sostegni bis, il provvedimento sulle imprese che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri non prima del voto in parlamento sullo scostamento di bilancio da 40 miliardi, atteso per giovedì 22 aprile. Nella mattinata di domani, martedì 20, il premier vedrà i capigruppo di Liberi e Uguali e il ministro Speranza. Sarà poi la volta dei sindacati (si parlerà anche del blocco dei licenziamenti). Nel pomeriggio il premier farà il punto sul Pnrr con Confindustria. Mercoledì 21 aprile si terrà la conferenza unificata Stato-Regioni sul Recovery plan. Per il governo dovrebbero prendere parte all'appuntamento i ministri Maria Stella Gelmini, Roberto Speranza, Dario Franceschini, Massimo Garavaglia e Andrea Orlando.

I decreti sulle semplificazioni e per il reclutamento del personale della Pa

Una volta inviato il Piano a Bruxelles, il governo avvierà la messa a punto di una serie di provvedimenti che dovranno progressivamente realizzare le linee guida. Tra i primi, quello sulle semplificazioni e quello sul reclutamento del personale della pubblica amministrazione che dovrebbe essere varato entro i primi dieci giorni di maggio.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti