FASE 3

Palazzo Chigi: martedì si vota su Dpcm, non su proroga dello stato di emergenza. Zingaretti: Pd sostiene ogni scelta anti-Covid

Prima che Conte chiarisse che ci sarebbe stato un passaggio in parlamento, si era alzata una richiesta bipartisan al premier di venire in aula. Il «debito confronto con il Parlamento» messo in evidenza dal capo dell’esecutivo ha evitato che si sviluppasse l’ennesimo scontro in una maggioranza già nervosa

di An.C.

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Prima che Conte chiarisse che ci sarebbe stato un passaggio in parlamento, si era alzata una richiesta bipartisan al premier di venire in aula. Il «debito confronto con il Parlamento» messo in evidenza dal capo dell’esecutivo ha evitato che si sviluppasse l’ennesimo scontro in una maggioranza già nervosa


3' di lettura

Martedì 14 luglio si voterà in Parlamento sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul nuovo Dpcm, destinato a prorogare le norme anti contagio in scadenza il 14 luglio. Per quanto riguarda la proroga dello stato d’emergenza, che scade il 31 luglio, è invece necessario non un Dpcm ma una delibera in Consiglio dei ministri, su cui il premier Giuseppe Conte riferirà in Parlamento. È quanto hanno precisato fonti di Palazzo Chigi, interpellate sul voto che attende le Camere la prossima settimana.

Sul dpcm, che dovrebbe in sostanza prorogare le norme esistenti, Conte ha delegato Speranza a riferire martedì, prima - spiegano fonti di governo - che il provvedimento venga firmato. Mentre sullo stato d’emergenza, se il governo si orienterà come probabile per la proroga, sarà Conte stesso a riferire prima del 31 luglio.

È questa la tabella di marcia che condurrà alla proroga, annunciata da Conte, dello stato d’emergenza in Italia a causa della pandemia di coronavirus. Una scelta che, come ha spiegato lo stesso capo del governo dopo che sia parti della maggioranza sia l’opposizione avevano espresso critiche e perplessità in merito a questa ipotesi, non è stata ancora presa e sarà affrontata in maniera collegiale dal governo «nel debito confronto con il Parlamento». La presidente del Senato Elisabetta Casellati aveva annunciato che «martedì ci sarà su questo un voto del parlamento».

La maggioranza: Conte intervenga in parlamento

Ed è proprio quel passaggio sul «debito confronto con il Parlamento» ad aver evitato che si sviluppasse l’ennesimo scontro in una maggioranza già nervosa, peraltro all’inizio di una settimana decisiva quale quella che si concluderà con il Consiglio Ue a Bruxelles sul Recovery Fund. Prima che il capo del governo confermasse il passaggio parlamentare, infatti, la scelta dell’esecutivo di prorogare lo stato d’emergenza non era piaciuta all’opposizione e aveva sollevato dubbi anche nella maggioranza, non tanto per la proroga in sé (nessuno è convinto che l’emergenza sanitaria sia finita, con dieci regioni sotto osservazione per «rischio moderato»), avevano spiegato fonti del Pd e di Iv, quanto perché su certe decisioni è necessaria una maggiore collegialità. Il costituzionalista e deputato Dem Stefano Ceccanti, in particolare, lo aveva detto apertamente, chiedendo all’esecutivo di presentarsi «in Parlamento per spiegare le ragioni e raccogliere indirizzi, in particolare rispetto alla durata della proroga e alle concrete modalità».

Zingaretti: sosteniamo qualsiasi scelta utile a contenere la pandemia

Nel momento in cui si è capito che il passaggio parlamentare ci sarebbe stato, la posizione del Pd ha registrato una certa apertura. «Il Pd - ha spiegato il segretario Nicola Zigaretti - è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia. Chi nel mondo non lo ha fatto sta pagando un prezzo drammatico». Parole che fanno intendere un via libera dei Dem alla decisione.

Stop dal centrodestra

Il centrodestra invece mantiene la posizione di chiusura. «Gli italiani - ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini - meritano fiducia e rispetto. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto». «Con l’emergenza Covid- ha aggiunto il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli - il Governo si è indebitamente appropriato di pieni poteri straordinari attribuibili, come previsto dall’articolo 78 della Costituzione, solo nello stato di guerra, stato che deve essere deliberato dalle Camere, quindi il Governo si è mosso fuori dal solco della carta costituzionale. Volendo prolungare lo stato di emergenza - ha continuato Calderoli - si vuole continuare su questa cattiva strada perché solo così Conte e la sua maggioranza sperano, o meglio si augurano, di tenere in vita un Governo in coma depasse'».

Meloni (FdI): mancano i presupposti per la proroga

La soluzione è stata criticata anche da Giorgia Meloni. «Non mi pare - ha detto la presidente di Fratelli d’Italia - che ci siano i presupposti per prorogare fino alla fine dell’anno lo stato emergenza, che è uno strumento del quale il governo dispone per fare un po’ quello che vuole, accelerando dei passaggi che altrimenti avrebbero bisogno di maggiori contrappesi. Per troppo tempo - ha sottolineato - abbiamo consentito che Conte si muovesse indipendentemente dalle prerogative parlamentari della Repubblica». «Conte - ha detto Mara Carfagna (Forza Italia) - non può pensare di abusare di uno strumento straordinario senza renderne conto in via preventiva al parlamento».

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