emergenza sanitaria

Dal petrolio all’alcol etilico, Pir raddoppia stoccaggio e distribuzione

In marzo e aprile il gruppo ravennate ha aumentato del 100% la movimentazione e la distribuzione della materia prima per detergenti e disinfettanti, passata da 15mila a 30mila tonnellate

di R.E.I.

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In marzo e aprile il gruppo ravennate ha aumentato del 100% la movimentazione e la distribuzione della materia prima per detergenti e disinfettanti, passata da 15mila a 30mila tonnellate


2' di lettura

Dal petrolio importato dalla Romania, quando il Paese dell’Est Europa era ancora un grande giacimento, ai prodotti alimentari (tra questi il rum destinato alla Bacardi) e a quelli, come l’alcol etilico, indispensabili per la detersione e la disinfezione in ambito sanitario. Proprio questi ultimi hanno fatto di Petrolifera Italo Rumena, storica azienda ravennate che proprio quest’anno compie cento anni di vita, un punto di riferimento in Italia e nel Sud Europa per l’approvvigionamento dei prodotti necessari a fronteggiare l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia del nuovo coronavirus.

Nei soli mesi di marzo e aprile il gruppo PIR ha aumentato del 100% la movimentazione e la distribuzione di alcol etilico, passato da 15mila a 30mila tonnellate, senza mai interrompere l'attività nella fase del lockdown. PIR, fondata nel 1920, è da sempre guidata dalla stessa famiglia, quella degli Ottolenghi, da Cesare (fondatore) alla quarta generazione, oggi rappresentata da Guido Ottolenghi. Una ricorrenza che l’azienda - diventata nel tempo una protagonista di primo piano in Italia e nel Sud Europa nel settore dello stoccaggio, movimentazione e distribuzione di rinfuse liquide e prodotti solidi sia sfusi che confezionati – festeggia con un libro sulla sua storia, pubblicato dalla casa editrice di Bologna Il Mulino, e con una mostra fotografica a Marina di Ravenna.

PIR (270 dipendenti) oggi è presente con i propri insediamenti in tre Paesi (oltre all'Italia, l'Albania e la Tunisia), opera in quattro porti commerciali, tra Ravenna, Genova, Valona e Zarzis, con sei terminal: quello di Genova, destinato ai prodotti petroliferi, serve l’industria del Nord del Paese. Con una capacità di movimentazione di prodotti liquidi pari a 840mila metri cubi all’anno e di merci secche, principalmente cereali, di 400mila tonnellate, ha diversificato negli anni le attività, espandendosi alla logistica integrata e all’immobiliare. Il libro con il quale festeggia il centenario si compone di 280 pagine e si intitola “Il merito dei Padri”. Ripercorre un secolo di storia del Paese, dal primo dopoguerra ai giorni nostri, raccontando una saga imprenditoriale e famigliare fatta di momenti bui e tragici - la persecuzione degli ebrei (gli Ottolenghi sono di origine ebraica), la difficile fase della ricostruzione (l’azienda, durante la seconda guerra mondiale era stata rasa al suolo) - e di nuove stagioni di sviluppo, dal boom economico degli anni Sessanta alla crescita in anni recenti spinta dalle innovazioni tecnologiche. La mostra, dal 24 maggio al 14 giugno, attraverso 47 fotografie si sofferma anche sulla storia dell’economia ravennate, legata a filo doppio al suo porto commerciale, sulle grandi trasformazioni dovute all’evoluzione delle infrastrutture, dell’automazione, della globalizzazione e della digitalizzazione. Divisa in quattro sezioni, racconta anche le storie di vita dei lavoratori che nel corso del tempo si sono succeduti alle dipendenze del gruppo.

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