ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl vertice a Bruxelles

Dal price cap a un fondo europeo per gli aiuti, ecco le proposte dell’Italia al vertice Ue

Meloni: «Tema del tetto al prezzo del gas è politico. Siamo chiamati a confermare il nostro sostegno all’Ucraina e questo significa dare risposte efficaci anche al domino di conseguenze che il conflitto comporta»

di Manuela Perrone

Bruxelles, primo Consiglio europeo per Giorgia Meloni

4' di lettura

Il tetto al prezzo del gas, innanzitutto, proposta che il Governo Meloni sostiene in piena e perfetta continuità con l’Esecutivo Draghi. Ma anche le relazioni transatlantiche complicate dall’Inflaction Reduction Act che preoccupa l’Italia, il rinnovo del supporto all’Ucraina e la partita dei rapporti con il vicinato meridionale dell’Ue, che il nostro Paese considera strategico. Con il tema dell’immigrazione a corollario. È fitta l’agenda del Consiglio europeo che si apre oggi a Bruxelles, il primo summit dei capi di Stato e di Governo a cui partecipa la premier Giorgia Meloni.

Energia al centro

«Questo è un Consiglio europeo nel quale noi siamo chiamati a confermare il nostro sostegno sulla vicenda della guerra di aggressione contro l’Ucraina, ma questo significa anche essere in grado di dare risposte efficaci al domino di conseguenze che il conflitto comporta», ha detto Meloni appena arrivata nella capitale belga. Ecco perché «dal vertice mi aspetto che si faccia un passo avanti sulla questione energetica, estremamente rilevante. Un tema molto politico e poco tecnico».

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Le conferme scontate

Se appare scontata la conferma di rafforzare il coordinamento sulla piattaforma di acquisti congiunti, di accelerare il confronto con partner affidabili per garantire gli approvvigionamenti per l’inverno e di concludere rapidamente i negoziati sulle direttive in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica, nonché di lavorare per sviluppare un nuovo indicatore dei prezzi del gas che corregga le distorsioni registrate al Ttf di Amsterdam, il tassello mancante resta ancora quello del price cap.

Ottimismo sul price cap

Nelle bozze di conclusioni si fa però esplicito riferimento al tetto del prezzo del gas: il Consiglio invita a «finalizzare un regolamento che istituisce un meccanismo di correzione del mercato per proteggere i cittadini e l’economia da prezzi eccessivamente elevati». Potrebbe essere la spinta decisiva perché il Consiglio Energia del 19 dicembre arrivi finalmente a un’intesa, dopo il nulla di fatto del 13 dicembre quando, nonostante una trattativa lunga otto ore, i ministri non erano riusciti a individuare un livello della soglia che andasse bene a tutti (tra i 160 e i 220 euro per Mwh il range su cui si discute per l’attivazione del tetto). La spaccatura resta la stessa da mesi: da una parte l’Italia e altri 14 Paesi, dall’altra Germania, Olanda e altri che fanno muro.

Che cosa chiede l’Italia

Il nostro Paese chiede un tetto al prezzo che abbia una soglia sufficientemente ridotta, un’ampiezza di applicazione significativamente estesa e una tempistica per l’attivazione capace di reagire prontamente alle speculazioni di mercato. Equilibrio ed equità sono le parole d’ordine con cui, secondo il Governo Meloni, i Paesi europei dovrebbero procedere, seguendo una logica di “pacchetto” sull’insieme delle misure. E con l’attenzione a non lasciare soli gli Stati con meno spazio fiscale.

L’Inflaction Reduction Act americano sotto esame

L’Italia chiede inoltre che siano resi disponibili il prima possibile fondi europei per gli aiuti a famiglie e imprese. Qui il dibattito si intreccia con l’altra questione all’ordine del giorno: le relazioni transatlantiche. Sotto la lente gli ultimi provvedimenti del Governo Usa, come l’Inflaction Reduction Act da 750 miliardi di dollari, di cui 369 miliardi contro il cambiamento climatico per incentivare la produzione di energia pulita. Nelle comunicazioni alle Camere prima del Consiglio, Meloni ha già osservato come il provvedimento «desta preoccupazione, perché non possiamo nascondere i potenziali effetti distorsivi e discriminatori verso le imprese europee che potrebbe generare». La stessa presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva evidenziato a inizio dicembre i rischi di «concorrenza sleale» tra le due sponde dell’Atlantico.

Le resistenze a un nuovo fondo sovrano Ue

Sembra difficile, però, che gli Stati membri possano convergere sull’istituzione di un nuovo fondo europeo fondato sull'emissione di debito comune per finanziare il sostegno alla competitività dell'industria Ue e alla transizione energetica, che sarebbe gradito a Italia e Francia. Von der Leyen ha rilanciato la proposta, ma anche su questo tema si è materializzato quasi lo stesso fronte dei Paesi contrari al price cap, capitanato da Germania e Olanda. «Non sarebbe un miglioramento della nostra competitività e della nostra stabilità, sarebbe una minaccia», ha tagliato corto il cancelliere tedesco Scholz. È evidente che in questa partita, alle battute iniziali, finirà anche l’impegno dei Paesi ad alto debito come l’Italia a rispettare gli impegni con l’Europa, Pnrr in testa.

Verso regole più semplici per gli aiuti di Stato

Certo è che Bruxelles vuole evitare di aprire una guerra commerciale con gli Stati Uniti di Biden. L’orientamento è un altro: semplificare il quadro regolatorio degli aiuti di Stato, che oggi penalizza il sistema industriale europeo.

Vicinato Sud, stabilità Mediterraneo obiettivo prioritario

Alla discussione strategica sul vicinato meridionale dell’Ue, regione che comprende dieci Paesi non appartenenti all’Unione (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia), l’Italia intende invece sostenere con convinzione la centralità delle relazioni e l’importanza di un Mediterraneo stabile per la stabilità del Vecchio Continente, nonché rivendicare il ruolo di cerniera e ponte energetico naturale tra Mediterraneo ed Europa.

Immigrazione da affrontare in via strutturale

«Avete visto quanto questo Governo stia proiettando l’Italia sulla sua dimensione mediterranea, sul rapporto con il Nordafrica», ha detto Meloni prima di entrare in Consiglio. «Diventa molto importante sia in termini di cooperazione e cooperazione energetica, sia per tutto quello che riguarda la vicenda migratoria che chiediamo di affrontare su un piano strutturale. Faremo la nostra parte». Pure sui Balcani, i leader europei ribadiranno la necessità di una stabilizzazione dell’area come tassello centrale per la sicurezza europea e l’urgenza di rilanciare i negoziati di adesione con i Paesi dell’area.

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