Oggi Cdm con nuovo decreto

Covid, dal primo aprile per gli over 50 al lavoro basterà il tampone

Oggi in Consiglio dei ministri la roadmap di uscita dall’emergenza: niente più certificati all’aperto. Per i trasporti basta il tampone. Le Regioni: via alle restrizioni per Pasqua

di Marzio Bartoloni e Barbara Fiammeri

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3' di lettura

La decisione era nell’aria da giorni ma oggi, a meno di sorprese, dovrebbe essere ufficializzata dal Consiglio dei ministri: con la fine dello stato di emergenza, il 31 marzo, cesserà anche l’obbligo del super green pass nei posti di lavoro così come nei trasporti. Basterà infatti esibire un tampone negativo (il green pass base) e non più dover dimostrare di essere vaccinato (o guarito dal Covid).

Dal 1° aprile addio green pass per attività all’aperto

Sempre dal 1° aprile per mangiare o consumare un caffè in un tavolo all’aperto così come per le attività sportive, sempre all’aperto, non servirà più alcun green pass: né il “base” né quello “super”. Potrebbe invece servire ancora il tampone nei posti dove c’è più assembramento: dagli stadi (che torneranno al 100% di capienza) ai concerti.

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Dal 1° maggio green pass abolito al chiuso

Dal 1° maggio - ma le Regioni ieri hanno chiesto anche prima e cioè dal 15 aprile, in pratica da Pasqua - potrebbe infine essere eliminato anche il green pass base in tutte le attività al chiuso. Eccola la roadmap che segna la fine dello stato di emergenza dal prossimo 31 marzo e che sarà svelata oggi dal Governo.

Verso la fine delle restrizioni

«Vogliamo aprire il prima possibile», aveva detto Mario Draghi circa un mese fa, preannunciando che di lì a qualche giorno sarebbe arrivata la «road map delle riaperture». Ventiquattr’ore dopo l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Vladimir Putin ha azzerato l’agenda. La guerra tuttavia ha ulteriormente rafforzato la convinzione di allentare le restrizioni. Riaprire è infatti anche un modo per contrastare il significativo rallentamento della crescita e l’allarme crescente tra i cittadini. Questo non significa però che si torna alla “normalità”. Almeno fino al 1° maggio sarà ancora necessario esibire il vecchio Green pass, quello rilasciato con il solo esito negativo del tampone.

Il pressing di Lega e M5s

Tra meno di due settimane chi non è in regola con il vaccino potrà però tornare al ristorante, al bar, così come prendere la metro, prenotare un albergo o partecipare a una festa. Decisioni necessarie queste anche per rilanciare il turismo in vista delle festività di Pasqua. Ma soprattutto gli over 50 - per i quali era scattato l’obbligo del vaccino fino al 15 giugno - saranno legittimati a tornare al lavoro con il vecchio pass che viene rilasciato con il solo tampone negativo. Una decisione salutata positivamente da parte di tutta la maggioranza e in particolare da chi come Lega e M5s più volte si erano espressi a favore della rimozione del Green pass rafforzato. Non solo. Sembra che il Governo sia orientato a eliminare in ogni caso la sanzione della sospensione dallo stipendio.

Il nodo risalita dei contagi

Su questo ci sarà un nuovo confronto a Palazzo Chigi prima del Cdm nella Cabina di regia alla quale parteciperanno oltre al premier e ai capi delegazione della maggioranza gli esperti del Cts. Che predicheranno ancora cautela visto la risalita significativa dei contagi a cui però non sembra seguire un aumento della pressione sugli ospedali. L’aria che tira è però positiva anche se restano ancora alcuni punti da chiarire e sui quali alta è l’attenzione dei Governatori. Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri alla Camera ha confermato comunque sia la fine dello stato di emergenza che, per oggi, il calendario delle riaperture.

Stop quarantena a scuola

Le novità riguarderanno anche la scuola dove non saranno previste più quarantene per intere classi (in questi giorni si è registrato un nuovo picco): in dad ci andranno solo gli studenti positivi, tutti gli altri (vaccinati e non) resteranno in presenza. Addio anche all’obbligo di Ffp2 in classe - resterà però nei trasporti -, mentre più in generale si dovrà continuare a ricorrere alla mascherina al chiuso ancora per qualche settimana.

Ieri le Regioni hanno anche chiesto di valutare l’ipotesi di abolire la quarantena per chi risulta positivo ma è asintomatico. Una misura questa che oggi difficilmente sarà già adottata, ma la strada se il virus dovesse finalmente diventare endemico come sembra è ormai tracciata.

Deroga per mascherine chirurgiche

Le Regioni segnalano anche che con la decadenza dello stato di emergenza, le mascherine chirurgiche non sono più classificate come «Dpi»: per questo serve una deroga altrimenti in tutti i luoghi di lavoro diventerebbe obbligatorio l'uso delle Ffp2, «con evidenti maggiori costi non giustificati».

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