Emergenza Covid

Dal pubblico impiego ai supermercati, dove potrebbe essere esteso l’obbligo del green pass

Cresce il pressing per estendere l’obbligo di green pass. Confindustria chiede di introdurlo in tutti i luoghi di lavoro modificando i Protocolli di sicurezza senza aspettare una nuova legge

Scuola, Bianchi: "Sarà sospeso chi non ha green pass"

3' di lettura

Tornare in presenza negli uffici del pubblico impiego, ampliando l’obbligo del green pass. È la proposta del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che suggerisce dunque di estendere l’introduzione del certificato verde per altre categorie lavorative, così come è già previsto per il personale scolastico. Ipotesi che arrivano in vista dell’inizio del processo di conversione del decreto legge del 6 agosto 2021 che introduce l’obbligo di green pass per i trasporti a lunga percorrenza a partire dal 1° settembre

Costa ritiene che vada resa necessaria l’obbligatorietà del passaporto verde «per tutte quelle attività dove c’è da garantire la continuità di un servizio, per esempio gli operatori del Trasporto pubblico locale, i dipendenti dei supermarket e dei servizi essenziali ovvero quelli sono stati operativi durante il lockdown. Ma - insiste - anche i dipendenti degli uffici comunali e pubblici dovranno tornare alla normalità e in presenza: hanno la responsabilità di garantire un servizio al Paese e a contatto con il pubblico. Non è possibile che in alcuni territori siano ancora chiusi e in smartworking».

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Verso l’estensione nel pubblico impiego

Il pressing è ampio. «Io sono affinché ci sia il massimo uso del green pass». Incalza il segretario del Pd Enrico Letta. Del resto la giurisprudenza di merito finora si è espressa a favore della legittimità della richiesta di vaccinazione o di green pass ai lavoratori, soprattutto quando c'è in gioco la tutela di persone fragili, come gli ospiti delle Rsa. Ecco perché è ipotizzabile che dopo sanità e scuola l'obbligo di green pass sarà esteso anche ad altre categorie del pubblico impiego, visto che il Decreto legge del 23 luglio richiede il documento anche per accedere ai concorsi pubblici.

Il pressing delle imprese

Da Confindustria, del ressto, arriva la richiesta di green pass non solo per accedere alle mense ma anche a tutti i luoghi di lavoro. Con un appello del presidente Carlo Bonomi a non perdere tempo perché si può introdurre subito modificando i Protocolli di sicurezza, perché «non si può aspettare una legge».

La cautela dei sindacati

Un’ipotesi, quella di «rafforzare e adeguare i protocolli» vista con favore anche dalla Cisl il cui segretario Luigi Sbarra, che però ammonisce: «Bisogna evitare che i luoghi di lavoro diventino un campo di battaglia. Il green pass è sicuramente uno strumento utile. Ma non si possono fissare regole in modo unilaterale senza alcun confronto». E conclude: «C’è un solo modo per uscire dall’emergenza: «l’obbligo del vaccino». Mentre per il segretario della Cgil Maurizio Landini il «green pass non può diventare uno strumento che divide e discrimina». E aggiunge: «Se il governo ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio per tutti, proponga subito al Parlamento una legge. Noi non siamo contrari».

Per chi vige già l’obbligo

Al di là dell'obbligo di green pass per accedere alle mense aziendali, scattato dopo la Faq del Governo pubblicata il 15 agosto, ci sono 3,4 milioni di lavoratori già obbligati “strutturalmente” ad avere il green pass, fino al 31 dicembre 2021. Sono, innanzitutto, 1,9 milioni di lavoratori della sanità: chi esercita professioni sanitarie e gli operatori che lavorano in strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, in farmacie, parafarmacie e negli studi professionali. Poi ci sono 1,4 milioni di lavoratori della scuola, delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per i quali l'obbligo del green pass parte dal 1° settembre. Chi non si adegua, sarà considerato assente ingiustificato, e a partire dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro sarà sospeso, senza retribuzione.

Lavoratori non vincolati

Infine c’è una vasta platea di lavoratori che si trova in una sorta di limbo normativo. Il decreto legge del 23 luglio 2021 ha previsto infatti l'obbligo del green pass, dal 6 agosto, per accedere a ristoranti al chiuso, musei, palestre, piscine, centri benessere, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, sale gioco, concorsi pubblici. L'obbligo è per chi accede in queste strutture: non è specificata l’estensione per coloro che ci lavorano. La stessa situazione si ripresenta sul fronte dei trasporti: il decreto legge 6 agosto 2021, lo stesso che ha introdotto l'obbligo del green pass per il personale scolastico, prevede anche l'obbligo della certificazione verde anti-Covid, dal 1° settembre, per accedere ad aerei, treni, navi e traghetti, autobus che collegano più di due Regioni. Anche in questo caso, nessun obbligo esplicito è stato introdotto per i lavoratori del settore, come gli autisti e i piloti.

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