Il braccio di ferro con la destra

Dal rave party nel viterbese all’assedio No pass a Roma, continua il pressing Lega-FdI su Lamorgese

Salvini ha ricordato che «chi sbaglia, paga», mentre Meloni ha messo in evidenza la «pessima gestione dell’ordine pubblico»

Roma, assaltata sede della Cgil durante corteo no green pass

3' di lettura

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è finita ancora una volta nel mirino della destra, e in particolare di Fratelli d’Italia e Lega. Ma mentre la prima è all’opposizione, la seconda forza politica sostiene l’esecutivo a cui la stessa Lamorgese appartiene. Dopo quanto è accaduto sabato 9 ottobre, quando una manifestazione a Piazza del Popolo contro il Green pass si è trasformata in un assedio alle istituzioni (e alla sede della Cgil), manovrato dai gruppi dell’ultradestra pronti ad alzare la tensione e iniettare violenza in piazza a meno di una settimana dall’entrata in vigore dell’obbligo del certificato verde sui luoghi di lavoro, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia l’ha accusata di «pessima gestione dell’ordine pubblico», mentre il leghista Matteo Salvini ha chiesto chiarimenti sulla presenza di estremisti violenti, ricordando che «chi sbaglia, paga».

Attacchi che sono continuati nelle ultime ore, con FdI ancora in pressing sulla responsabile del Viminale. «Ci arriva la disponibilità del governo» a venire a riferire in Parlamento «per il 19 di questo mese: questa è una vergogna incredibile», ha detto il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, prendendo la parola in Aula a Montecitorio per chiedere di «trasmettere al Presidente Fico la nostra richiesta di poter ascoltare subito» il ministro Lamorgese che «deve informare i cittadini di quello che sta succedendo». Anche il Pd, tramite il segretario Enrico Letta, ha messo in evidenza che la gestione dell’ordine pubblico della manifestazione dei no green pass a Roma non ha funzionato. «È evidente», è stato il commento di Letta.

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Il pressing continua

Ma il braccio di ferro tra la destra (di governo e di opposizione) e la ministra dell’Interno su come è stata gestita la manifestazione No pass - Lamorgese è stata criticata sia per aver sottovalutato la protesta sia per aver promosso una strategia di contenimento “leggera”, tanto che le formazioni più violente sono riuscite ad arrivare nel cuore di Roma, a breve distanza dalle sedi di Governo e Parlamento - è solo l’ultimo di una serie. Prima dei No pass, è stata la volta dei rave abusivi nel viterbese, senza dimenticare le critiche che Salvini e Meloni hanno più volte avanzato sulla strategia di gestione dei flussi migratori promossa dall’esecutivo. «Se non è capace di fare il suo lavoro lasci», è l’invito già giunto dal leader della Lega, mentre FdI ha chiesto più esplicitamente le dimissioni. «Quando gli attacchi partono da chi sostiene il Governo, diventando martellanti e personali, finiscono per danneggiare l’immagine dell’amministrazione e dell’intero esecutivo, in un momento molto delicato per il Paese nel quale occorrerebbe più coesione», ha replicato Lamorgese in un’intervista al Corriere della Sera di metà settembre.

Il precedente del rave di Ferragosto nel viterbese

Un altro caso è stato il rave di Ferragosto del lago di Mezzano, nel viterbese. Si è svolto tra il 13 e il 19 agosto. Non autorizzato, il rave è nato sui social, e ha coinvolto centinaia di giovani provenienti da tutta Europa. Un enorme accampamento di camper, roulotte, con camion attrezzati per la vendita di cibi e alcolici. Anche in quell’occasione Salvini è andato all’attacco della ministra. «Mi sembra che chi occupa in questo momento il ministero dell’Interno non sia adeguato - ha detto in quella occasione - Quando arrivano 8000 persone con i tir, non puoi mandare l’esercito, devi intercettarli prima. Abbiamo servizi di intelligence, polizia di frontiera, servizi informativi...». Interrogata da Fratelli d’Italia in aula alla Camera a metà settembre, Lamorgese ha rivendicato la correttezza del suo operato.

La replica della ministra : non si poteva sgomberare, linea giusta

«Il rave - ha spiegato in quell’occasione - è stato organizzato segretamente, con comunicazioni su chat “coperte”: la massa dei camperisti - toccate punte di 7mila persone - è convenuta contemporaneamente nell’area da diverse direttrici, “bucando” i controlli - non le scorte di cui ha parlato qualcuno - attivati dalle forze dell’ordine. Si è deciso a quel punto che fosse troppo rischioso un intervento di sgombero con la forza, visto che erano presenti anche bambini. Ma la cinturazione della zona e l’opera di “dissuasione” - ha continuato la ministra - ha evitato che il raduno toccasse addirittura le 30mila presenze e si protraesse fino al 23 agosto».

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