Verso la chiusura delle scuole

Dal registro di presenza al referente Covid, le regole per i centri estivi

I ministri Speranza e Bonetti hanno firmato l’ordinanza: arrivano le attese Linee guida per le attività con bambini e ragazzi

di Andrea Carli

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4' di lettura

La chiusura delle scuole si avvicina e le famiglie cominciano a pensare al dopo, a come coniugare gli impegni lavorativi con la gestione dei figli. I ministri Speranza e Bonetti venerdì 21 maggio hanno firmato un’ordinanza con le nuove linee guida per i centri estivi. Un pacchetto di indicazioni che va dal “registro di presenza” per consentire il tracciamento di eventuali contagi coronavirus all'obbligo di mascherine per gestori e bambini sopra i 6 anni, dalle posate monouso a ingressi e uscite scaglionati. È stato l’ennesimo aggiornamento, dopo le versioni del 17 maggio 2020 e al 14 gennaio di quest’anno.

Le regole disciplinano i centri diurni ma anche i campi estivi che prevedono il pernottamento e dovranno essere seguite da tutti gli enti che organizzano, dagli asili nido alle parrocchie, dagli enti culturali agli scout. Rispetto alle precedenti linee guida, non è previsto un rapporto numerico prestabilito e fisso tra educatori/animatori e ragazzi, né la divisione rigida per età. Il calendario per la riapertura dei centri estivi varia a seconda delle regioni: primo giugno per Veneto e Liguria, l’8 in Emilia Romagna, 15 giugno nel Lazio. Ecco alcune delle indicazioni previste.

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Registro di presenza da mantenere per 14 giorni

Il gestore deve prevedere un registro di presenza di chiunque sia presente alle attività, per favorire le attività di tracciamento di un eventuale contagio da parte delle autorità competenti. Il gestore deve mantenere il registro per 14 giorni.

Iscrizione obbligatoria per accedere alle attività

L'accesso alle attività deve avvenire tramite iscrizione. È compito del gestore definire i tempi e le modalità per l'iscrizione, dandone comunicazione al pubblico e con congruo anticipo rispetto all'inizio delle attività proposte

Distanziamento e mascherina obbligatori anche all’aperto

L'utilizzo degli spazi all'aria aperta da parte dei minori, con l'accompagnamento da parte di un genitore o di un altro adulto responsabile, ove necessario, avviene nel rispetto del distanziamento fisico di almeno un metro e con l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale secondo la normativa vigente. Per “spazi all’aria aperta” si intendono, solo per fare qualche esempio, parchi, spiagge, ma anche giardini pubblici e botanici, giardini privati, aree di interesse storico e culturale. Il distanziamento fisico va mantenuto «seppur
con i limiti di applicabilità per le caratteristiche evolutive degli utenti e le metodologie educative di un contesto estremamente dinamico». Le mascherine non dovrebbero essere utilizzate nel caso di bambini con meno di 6 anni di età, di persone con difficoltà respiratorie o in stato di momentanea incoscienza o di persone con disabilità tale da rendergli impossibile la rimozione della mascherina senza aiuto da parte di un'altra persona.

Ricambio di aria frequente in caso di attività in spazi chiusi

In caso di attività in spazi chiusi, è raccomandata l'aerazione dei locali, con il ricambio di aria che deve essere frequente, tenendo le finestre aperte per la maggior parte del tempo.

Con neonati o bambini fino a tre anni risciacquare i giocattoli

Per quanto riguarda le attività con neonati o bambini fino a tre anni, poiché non è sempre possibile garantire il distanziamento fisico, gli operatori, educatori e animatori devono utilizzare ulteriori dispositivi (ad esempio dispositivi per gli occhi, viso e mucose) oltre alla consueta mascherina chirurgica. Non solo: se vengono utilizzati prodotti disinfettanti, gli oggetti, a cominciare dai giocattoli, vanno risciacquati, in quanto i bambini potrebbero metterli in bocca.

Via libera a visite, escursioni e gite

I gestori possono organizzare visite e gite in giornata, nel rispetto delle vigenti disposizioni di sicurezza, con particolare riguardo al settore trasporti.

In caso di caso sospetto scatta l’isolamento sotto la vigilanza di un operatore

Nel caso in cui un minore presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con il coronavirus durante le attività, va posto in una area separata di isolamento dagli altri minori, sotto la vigilanza di un operatore, possibilmente vaccinato, che indosserà una mascherina chirurgica e che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro. Vanno avvertiti immediatamente coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, richiedendo che il minore venga accompagnato il prima possibile al suo domicilio. Se invece è un operatore a presentare durante l’attività un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C, o un sintomo compatibile con il Covid-19, va invitato a ritornare al proprio domicilio e a contattare il medico di medicina generale per la valutazione clinica del caso.

Va individuato un referente Covid-19

Il gestore deve individuare un referente per Covid-19 all'interno della propria struttura che sovraintenda il rispetto delle disposizioni, a supporto del gestore stesso durante le attività.

Punti di accoglienza per l’entrata e l’uscita

I gestori devono prevedere punti di accoglienza per l'entrata e l'uscita dall'area dedicata alle attività. Quando possibile, i punti di ingresso devono essere differenziati dai punti di uscita, con individuazione di percorsi separati. I punti di accoglienza devono essere all'esterno, o in un opportuno ingresso separato dell'area o struttura, per evitare che gli accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo svolgimento delle attività.

In caso di pernottamento almeno un metro di distanza tra i letti

Se è previsto un pernottamento, il gestore deve prevenire la condivisione di spazi comuni, e comunque assicurare la distanza di almeno un metro fra i letti. La distanza va assicurata anche durante l’igiene personale dei minori. Va misurata ogni giorno la temperatura corporea. La biancheria va pulita almeno una volta a settimana, o comunque prima dell’utilizzo di un’altra persona.

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