Presentate le Linee guida

Dal responsabile per l’inserimento alla piattaforma best practice, il piano del Governo per l’occupazione delle persone disabili

L’obiettivo è portare la dimensione del lavoro al centro dei percorsi di inclusione sociale delle persone con disabilità, creando così le condizioni per progetti di vita indipendenti

di Andrea Carli

(ia_64 - stock.adobe.com)

3' di lettura

Arriva un pacchetto di soluzioni delineato dal Governo per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone disabili. Una strategia ad ampio raggio per garantire progetti personalizzati, una rete integrata dei servizi (sanitario, sociale, istruzione/formazione, lavoro) per la continuità nell'accompagnamento dei progetti personalizzati anche mediante la presenza di équipe multidisciplinari. E, soprattutto, che consenta di portare la dimensione del lavoro al centro dei percorsi di inclusione sociale delle persone con disabilità, creando così le condizioni per progetti di vita indipendenti.

Il pacchetto delle Linee guida

Entro 18 mesi i servizi per il collocamento mirato sono chiamati ad attuare una ricognizione sugli iscritti per verificare le permanenze nelle liste del collocamento obbligatorio per le persone con disabilità iscritte da oltre 24 mesi, identificando: le cause prevalenti della loro perdurante condizione di disoccupazione; il numero di offerte di lavoro presentate loro nel medesimo periodo. Introduzione o consolidamento, da parte delle amministrazioni competenti per il collocamento mirato, di meccanismi e clausole premianti negli appalti pubblici a favore di imprese ed enti che abbiano istituito la figura del responsabile dell'inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro. Ricorso alla figura del responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro anche in forma consulenziale per le Pmi.

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E poi ancora gestione sistematica dei dati amministrativi riferiti al collocamento mirato, una piattaforma informatica per la raccolta sistematica delle buone pratiche, adozione del “mainstreaming della disabilità”, così da garantire un sistema di analisi e valutazione delle politiche promosse dalle Regioni che consideri il potenziale impatto delle misure messe in campo sul mondo della disabilità, «non solo in termini di equità ma anche in chiave di crescita economica».

Sono alcune delle “Linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità”, presentate dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, e dal ministro per la Disabilità, Erika Stefani. «È un documento che mancava da molto tempo, con cui credo si fornisca finalmente una risposta attesa da molti», ha detto Orlando, in occasione della conferenza stampa di presentazione. «Abbiamo varato un veicolo di cambiamento importante - ha aggiunto Stefani -. Il sistema aveva e ha dei vulnus ovviamente, a partire dal dato culturale che entra in gioco quando le imprese si trovano a valutare persone con disabilità. Le linee guida forniscono in questo senso un veicolo verso un cambiamento».

Tre categorie di beneficiari dei processi di accompagnamento al lavoro

Vengono indicate tre categorie di beneficiari dei diversi processi di accompagnamento al lavoro. L’obiettivo è delineare percorsi percorsi personalizzati che tengano in considerazione anche alcune specificità che emergono dalla relazione della persona con il servizio per il collocamento mirato. La prima categoria è rappresentata dai giovani con disabilità che non rientrano ancora tra i beneficiari della normativa in quanto non ancora in età da lavoro o perché ancora nel sistema dell'istruzione, destinatari di interventi che coinvolgeranno operatori e servizi dei sistemi socio sanitari, dell'istruzione e della formazione, allo scopo di garantire nei tempi opportuni un efficace trasferimento dei progetti personalizzati verso il sistema dell'integrazione lavorativa. La seconda categoria è costituita dalle persone che accedono per la prima volta alle liste del collocamento obbligatorio oppure sono iscritte da non oltre 24 mesi. Infine, il terzo gruppo: i disoccupati da oltre 24 mesi e le persone che rientrano al lavoro, dopo dimissioni/licenziamenti o lunghi periodi di malattia o riabilitazione.

I compiti del responsabile per l’inserimento lavorativo

Tra le soluzioni delineate, quella del responsabile dell'inserimento lavorativo. Si tratta di una figura che svolge una funzione di facilitazione/mediazione, che interviene sia nel momento dell'ingresso della persona con disabilità nel contesto lavorativo sia nella gestione di un ambiente di lavoro. Cura i rapporti con il centro per l’impiego territorialmente competente per l’inserimento lavorativo dei disabili, nonché con i servizi territoriali per l’inserimento. I centri per l'impiego si fanno promotori di azioni di sensibilizzazione per l'istituzione di un responsabile dell'inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro.

Le buone pratiche di inclusione lavorativa

È prevista la raccolta sistematica delle buone pratiche di inclusione lavorativa al fine di contribuire, con la diffusione di esperienze positive ed efficaci, all'innalzamento degli standard di gestione del sistema del collocamento mirato e ad assicurare la disponibilità su tutto il territorio nazionale di modelli replicabili di azioni, procedure e progettualità a beneficio delle persone con disabilità e dei datori di lavoro interessati dalla normativa per il collocamento mirato. Una volta individuate, le buone pratiche dovranno essere inserite in una piattaforma informatica accessibile e aggiornabile.


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