La corsa

Dal rilancio dell’edilizia l’assist per rulli e pennelli Viadana torna a crescere

Superbonus e riscoperta del fai da te domestico danno nuova linfa alle Pmi del Mantovano, dipendenti quasi del tutto dal mercato nazionale

di Luca Orlando

Marchi storici.Il business dei pennelli ha in Lombardia una concentrazione di imprese particolare, con il distretto di Viadana, nel mantovano

4' di lettura

da un lato il lockdown forzato, che ha rilanciato in generale i consumi domestici, tra cui il fai da te. Dall’altro lo scatto dell’edilizia, settore che tra superbonus e bonus facciate sta vivendo una stagione di forte ripresa. Un mix che spinge verso l’alto numerosi comparti, tra cui il business dei pennelli.

Settore di nicchia, che ha però in Lombardia una concentrazione di imprese particolare, con il distretto di Viadana, nel mantovano, a mantenere alta una tradizione che viene da lontano.

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Distretto nato a fine ’800 grazie alla disponibilità di materia prima, setole di maiale per i pennelli, saggine per scope e spazzole, con il territorio a rivelarsi terreno fertile per l’attività di decine di aziende familiari. In grado di svilupparsi e prosperare soprattutto nel momento in cui in Italia cresceva in parallelo una rete capillare al dettaglio di ferramenta e negozi specializzati. Mercato trainato come tanti dall’Italia del boom economico, che si traduceva anche in un rinascimento edilizio: gli anni d’oro del mattone. Contesto ideale per la crescita di numerose Pmi, attorno alle quali si è sviluppata un’ampia rete di terzisti e artigiani, in grado di fornire materiali e manodopera.

E se questi ultimi ormai sono una specie in via di estinzione, le principali Pmi resistono: quelle analizzate dieci anni fa nel viaggio che il Sole24Ore ha realizzato nei distretti italiani sono ancora presenti, in più di un caso con ricavi al massimo storico, anche se non troppo distanti da quanto accadeva nel 2012.

«In termini di core business - spiega il ceo di Pennelli Cinghiale Eleonora Calavalle - siamo già il 18% oltre i valori pre-pandemia, anche se nel 2020 siamo riusciti a fare persino meglio grazie però a produzioni straordinarie di gel disinfettanti per contrastare il Covid. L’effetto dei bonus è nettamente visibile e anche la ripartenza delle compravendite immobiliari porta nuovo lavoro: di fatto, quando si ristruttura le pareti si tinteggiano sempre».

Cinghiale, oltre otto milioni di ricavi e 27 addetti, da poche settimane marchio storico di interesse nazionale, è il brand più rappresentativo del territorio e insieme ad altre aziende ha imboccato la strada dell’innovazione, investendo un milione di euro per un nuovo impianto automatico 4.0, macchinario che con l’assistenza di due soli addetti è in grado di realizzare 20mila pennelli al giorno. «Lo scorso anno - spiega l’imprenditrice - abbiamo realizzato quattro milioni di pezzi ma ora pensiamo di arrivare anche oltre, le previsioni sono ancora positive».

Senza scatti estremi, tuttavia, per un distretto rimasto vivo e vitale ma ancorato quasi esclusivamente al mercato interno, con l’export a valere in media poco più del 10% delle vendite. Non certo un punto di arrivo ideale, soprattutto in un’ottica di crescita dimensionale, decisamente una buona notizia, invece, nel momento in cui grazie ai bonus riparte a razzo il mercato dell’edilizia producendo effetti positivi per un ampio indotto. Come sperimentato da Bulova, azienda in cui è presente già la quarta generazione, Pmi da 21 addetti che lo scorso anno ha toccato il top di sempre in termini di vendite, 9 milioni di euro.

«Qualcosa gli incentivi hanno fatto - racconta Paolo Biacchi - e anche il nostro settore è stato preso un poco a rimorchio. L’altro effetto positivo è stato il ritorno del fai-da-te, forse spinto dal forzato lockdown di tante famiglie. Anche gli ordini 2022 sono partiti bene ma direi che non ci entusiasmiamo, bisogna sempre tenere i piedi per terra». Anni positivi questi ultimi sono stati anche per Pennellificio 2000, 19 addetti e 6,5 milioni di vendite.

«Il distretto tiene - spiega Rossano Orlandini - e per quello che si vede di chiusure non ce ne sono. Il lavoro c’è, le cose non vanno male, anche se bisogna dire che i rincari delle materie prime ci complicano parecchio la vita: è difficile trasmettere ai clienti queste difficoltà. Ad ogni modo, non siamo mai andati indietro e non credo che accadrà neppure quest’anno». Anche qui gli investimenti proseguono, con un macchinario automatico di produzione costato più di un milione, in grado di arrivare a produrre fino a 1500 pezzi l’ora.

Strategia di investimento adottata anche da Ergon Line, 20 addetti, di recente ceduta dall’imprenditore a quattro dipendenti, l’unica realtà del distretto specializzata nei soli rulli. «I conti 2021 - spiega il neo-socio Michael Trentini - mostrano per noi una crescita del 15-20%, siamo oltre i tre milioni di ricavi. Crescita in parte legata ai bonus in Italia, in parte alla minore concorrenza cinese: in un rullo il costo di trasporto incide per il 30% e l’impennata dei noli sta penalizzando le produzioni che arrivano da lontano».

Altro canale di crescita è il business aggiuntivo garantito da una multinazionale tedesca della pulizia, gruppo che ha deciso di rifornirsi da Ergon Line per una particolare tipologia di rulli impiegati nel lavaggio domestico. «Per soddisfare le loro richieste abbiamo dovuto investire molto - spiega Trentini - in primis in nuovi macchinari da oltre un milione di euro. Ora però l’export per noi vale il 50% delle vendite: siamo davvero contenti di aver creduto in questo progetto».

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