ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDdl concorrenza il 30 maggio in Aula

Dal rinvio delle gare ai maxi indennizzi, corsa contro il tempo per l’accordo sui balneari

ll confronto continua in commissione Industria al Senato. Il nodo è la definizione del “valore residuo” su cui si calcolano gli indennizzi.

di Carmine Fotina

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3' di lettura

Non c’è ancora accordo nella maggioranza sulle concessioni balneari. Il nodo è la definizione del “valore residuo” su cui si calcolano gli indennizzi. Il confronto continuerà nelle prossime ore, in una corsa contro il tempo per approvare l’emendamento giovedì 26 maggio in commissione Industria al Senato, aggiornata alle 10.30. Il disegno di legge per la concorrenza si è sbloccato con i voti meno impegnativi. Mentre si tratta ancora sulle concessioni balneari, in relazione alla quantificazione degli indennizzi, alla fine ha prevalso l’orientamento del ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà di iniziare comunque a far marciare il provvedimento in commissione Industria al Senato.

Gli articoli approvati

Si è partiti dalla bocciatura degli emendamenti sugli articoli che, secondo lo schema messo a punto fra maggioranza e Governo, saranno approfonditi e modificati in seconda lettura alla Camera: gli articoli 7-8 che riguardano il tema del trasporto pubblico locale, tra cui taxi e noleggio con conducente, e gli articoli da 19 a 24 che riguardano tlc e semplificazioni per le imprese. Sono stati approvati, invece, gli articoli sui porti, sulle concessioni di gas, sulle concessioni idroelettriche e sui controlli della Corte dei conti sulle società a partecipazione pubblica. Il tutto con le modifiche concordate nei giorni scorsi tra Governo e maggioranza.

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Ddl in Aula al Senato il 30 maggio

Sulle concessioni balneari siamo ampiamente ai tempi supplementari, considerato che secondo quanto emerso ieri dalla conferenza dei capigruppo del Senato il testo dovrebbe essere votato in Aula lunedì 30. L’obiettivo conseguente sarebbe approvarlo in commissione già il 26 maggio.

La riformulazione governativa

Alle 9 del 25 maggio l’ennesima riunione tra maggioranza e governo, estesa ai capogruppo della Camera, non è stata determinante per sbloccare la vicenda, condizionata da un tatticismo politico esasperato. La riformulazione governativa presentata ieri mattina da Gilberto Pichetto, il viceministro dello Sviluppo economico che infaticabilmente sta coordinando il dialogo tra governo e maggioranza sull’intero Ddl, ha rappresentato a detta di tutti i partiti un passo avanti ma non quello definitivo.

Proroga delle concessioni in caso di contenziosi

Entrando nel dettaglio, in queste ore superindennizzi e project financing si stanno rivelando tasselli decisivi. Quanto alle proroghe, sembra condivisa ormai l’idea di concedere un allungamento di un anno alla scadenza delle concessioni, fino alla fine del 2024, nel caso in cui i Comuni incappino in impedimenti oggettivi, compresi contenziosi, che non permettano la conclusione delle gare entro il 2023 come previsto dal Consiglio di Stato. Restano semmai dubbi, sollevati da Pd e Iv, su come delimitare le circostanze che consentirebbero il rinvio, anche per evitare una pioggia di ricorsi strumentali.

Negoziati in corso sul maxi-indennizzo

Si negozia invece sul maxi-indennizzo, che via via sta prendendo forma, a favore dei concessionari uscenti e a carico dei subentranti. Forza Italia e Lega premono perché sia considerato, ai fini della determinazione dell’indennizzo, «in ragione della perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico», il valore «effettivo» dei beni immobili e non il valore «residuale», al netto cioè degli ammortamenti. Anche il Pd spingerebbe per un rafforzamento dei risarcimenti.

Una soluzione allo studio verterebbe sull’introduzione di una deroga al Codice della navigazione, che obbliga in questo momento a calcolare indennizzi solo una volta detratti gli ammortamenti. Non solo, sarebbero riconosciuti anche altri beni oggetto di investimenti per l’esercizio dell’impresa, inclusi dunque i beni strumentali. Si è discusso inoltre della possibilità di omettere il riferimento ai libri contabili (richiesta di Iv) e di lasciare in piedi, per la valutazione della perdita dell’avviamento e del valore aziendale, solo la perizia giurata (M5S chiede che sia effettuata da un soggetto pubblico).

Ampie tutele per i concessionari uscenti

La deroga al Codice della navigazione potrebbe servire anche ai Comuni per pubblicare avvisi sulla base del project financing, procedura che darebbe di fatto una prelazione agli attuali titolari che potrebbero mettere a “gara” una loro proposta per poi mantenere la concessione se pareggiassero un’eventuale controproposta. Insomma, si profila un quadro di ampie tutele per i concessionari uscenti anche se questo finora non è bastato a scardinare la melina di Lega e Forza Italia.

Passaggio tormentato alla Camera

Tre senatori della commissione Industria che militano in “Italia al Centro” - Sandro Biasotti, Francesco Mollame e Maria Rosaria Rossi - dopo l’incontro di lunedì 23 maggio con il premier Draghi, hanno confermato l’intenzione di votare a favore della proposta del governo. Ma intanto si preannuncia un passaggio parlamentare tormentato anche alla Camera. I deputati della Lega Elena Maccanti, capogruppo in commissione Trasporti, ed Edoardo Rixi, responsabile nazionale Infrastrutture, hanno già chiarito che aria tirerà chiedendo con largo anticipo lo stralcio dell’articolo 8 sulla riforma dei taxi.

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