STUDIO FAO-UE

Dal seme agli imballaggi: dai sistemi alimentari un terzo delle emissioni di gas serra

I dati della ricerca Fao sono riferiti al 2015. Tra i principali responsabili della carbon footprint la Cina, seguita da Indonesia, Stati Uniti, Brasile, Unione Europea e India

di L.Ben.

(AdobeStock)

2' di lettura

Diciotto miliardi di tonnellate di biossido di carbonio: questo il volume riferito al 2015 delle emissioni riconducibili ai sistemi alimentari, a partire dai cambiamenti nella destinazione d'uso dei terreni per arrivare alla produzione agricola, all'imballaggio e la gestione dei rifiuti. A dirlo uno studio Fao pubblicato sulla rivista Nature secondo il quale due terzi delle emissioni dei sistemi alimentari provengono dalle attività di uso del suolo, che comprendono l'agricoltura.

In termini di contributo alle emissioni totali di gas serra, i sistemi alimentari dei paesi industrializzati sono genericamente stabili al 34%, mentre nei Paesi in via di sviluppo la percentuale è crollata dal 68% del 1990 al 39% del 2015, grazie al calo della deforestazione e all'aumento delle attività a valle come la lavorazione e la refrigerazione degli alimenti.

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Figurano tra i principali responsabili della carbon footprint la Cina, seguita da Indonesia, Stati Uniti, Brasile, Unione Europea e India. Le fasi della produzione che accompagnano i prodotti alimentari dal campo fino ai cancelli dell'azienda agricola, compreso l'uso dei fertilizzanti, sono quelle che attualmente più di tutte concorrono alle emissioni complessive dei sistemi alimentari (39%). L'utilizzo del suolo e i fattori a esso correlati contribuiscono per il 38% per cento, mentre la distribuzione è responsabile del 29% delle emissioni, dato destinato a crescere ulteriormente in futuro.

Lo studio, condotto da Francesco Tubiello, statistico principale ed esperto in cambiamenti climatici presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), in collaborazione con ricercatori del Centro comune di ricerca della Commissione europea con sede a Ispra, Italia, contiene un vero e proprio patrimonio di dati e, soprattutto, presenta una nuova banca dati, denominata Edgard-food, in cui sono state pubblicate serie storiche di dati procedendo a ritroso fino al 1990.

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