AGENDA IMPEGNATIVA

Dal summit Nato al vertice in Austria, settimana clou su difesa e migranti

di Andrea Carli

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Mercoledì si apre il vertice dei paesi Nato presso la nuova sede dell’Alleanza atlantica a Bruxelles (Ap)


3' di lettura

Un menù ricco e variagato sul piano della politica estera accompagna l’Italia nella settimana che si apre. Un menù che ha due piatti forti: la difesa e gli investimenti in sicurezza, e la gestione dei migranti. Si comincia mercoledì, con l’apertura a Bruxelles del summit Nato, al quale parteciperà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E si continua il giorno dopo con il vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione europea a Innsbruck, il primo incontro vero del semestre di presidenza austriaco, che ha preso avvio a luglio.

La riunione a tre per discutere di come rafforzare le frontiere esterne
In questo secondo contesto si parlerà di gestione dei migranti, e in particolare delle soluzioni da adottare per proteggere le frontiere esterne dell’Europa. Il responsabile del Viminale Matteo Salvini incontrerà il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, già alla vigilia della riunione di Innsbruck. Dopodiché, il giorno successivo, giovedì 12 luglio, al tavolo si unirà il collega austriaco, Herbert Kickl.

Al summit Nato si gioca la partita sui fondi per la difesa
Al summit Nato, che si terrà nella nuova sede dell’Alleanza atlantica a Bruxelles, parteciperà anche Donald Trump. Qualche giorno dopo, il 16 luglio, il presidente Usa volerà ad Helsinki, dove incontrerà Putin. La Nato è il pilastro dell’influenza Usa in Europa. Trump chiederà ai partner di portare la spesa militare interna al 2% del Pil prima del 2024, ovvero la scadenza promessa dai membri della Nato nel 2014. Un parametro che, allo stato attuale, vede in linea solo quattro paesi: Gran Bretagna, Polonia , Estonia e Grecia. L’Italia è ferma all’1%. La Germania con la cancelliera Merkel ha ammesso che “realisticamente” verrà raggiunto l’1,5% nei prossimi sei anni. L’Alleanza atlantica ha un budget di mille miliardi di dollari annui. Il 75% dei fondi arrivano dagli Usa.

Il nodo dei rapporti con la Russia: quale posizione assumerà l’Italia?
Altri due temi che caratterizzeranno la due giorni bruxellese saranno, è facile prevedere, l’Iran e i rapporti con la Federazione Russa, con i componenti più russofobici dell’Alleanza, tra cui la Polonia e i paesi Baltici, che premeranno per un maggiore presidio, sotto forma di investimenti in sicurezza, in funzione anti- russa. Sarà un passaggio chiave anche per l’Italia, con il governo M5s-lega che dovrà “decidere da che parte stare”: se da quella dei russi, in virtù della vicinanza più volte espressa dal vicepremier Salvini e confermata nel contratto di governo nel passaggio sulla cancellazione delle sanzioni comminate a Mosca dopo la crisi in Ucraina; o se confermare la “linea classica”, vicina agli interessi statunitensi. Per numero di militari impegnati nelle missioni internazionali e per l’impegno nel Mediterraneo l’Italia ricopre un ruolo strategico nella Nato.

Merkel deve raggiungere un’intesa con l’Italia sui migranti secondari
Ancora più caldo sarà l’incontro a Innsbruck tra i ministri dell’Interno di Italia, Germania e Austria. Angela Merkel ha bisogno di raggiungere un’intesa con i paesi di primo sbarco, ai quali chiede di riprendersi i migranti che, una volta sbarcati in Italia, Grecia o Spagna, hanno raggiunto la Germania. Ma se in occasione dell’ultimo Consiglio europeo Madrid e Atene hanno dato un primo via libera, con Roma le distanze sono rimaste.

Faccia a faccia Salvini-Seehofer-Kickl su come rafforzare i confini esterni
«Non ci prendiamo un solo migrante prima di vedere soldi e impegni concreti per sigillare la frontiera comune, allora ci riprenderemo i migranti fuggiti in Germania», ha chiarito nei giorni scorsi Salvini. Il responsabile del Viminale ha chiesto di discutere con il collega tedesco e quello austriaco, Horst Seehofer e Herbert Kickl, di come sigillare i confini italiani nel Mediterraneo. «Uomini e mezzi per avere un’immigrazione regolata, limitata, controllata e qualificata». Ma ha chiesto anche che sui migranti tutti i paesi europei facciano la loro parte. «Prima di riprenderci un solo richiedente asilo in Italia - ha spiegato - aspettiamo che gli altri paesi si riprendano le decine di migliaia che avrebbero dovuto aver già preso con i ricollocamenti. Siamo in credito di 32mila persone, 10mila solo dalla Francia». Nonostante dal punto di vista politico i tre abbiano visioni simili, gli interessi sono poco compatibili. E la partita si preannuncia tutta in salita.

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