CREATO PER ZUCCHETTI

Dallo smart working all’engagement, le imprese a caccia di soluzioni per la “Human Revolution”

La pandemia ha trasformato all'improvviso il modo di lavorare nelle aziende e nelle grandi organizzazioni. Per la cultura del lavoro e delle divisioni HR è una vera e propria rivoluzione, ma esistono già soluzioni tecnologiche innovative per gestire la transizione.

4' di lettura

Lavorare a distanza per contenere i rischi legati alla pandemia è stata, per gran parte delle persone, un'esperienza improvvisa, un evento disruptive. Trasformare qualunque luogo, a cominciare dalla propria abitazione, in una postazione di lavoro, ha rappresentato non soltanto una sfida in termini di sicurezza - per avere la garanzia di poter operare su dati e applicazioni aziendali senza provocare brecce nella rete - ma anche un grande e rapidissimo cambiamento in termini di rapporti sul lavoro e di qualità della vita.

Un sondaggio condotto da Variazioni dopo il lockdown del 2020 tra circa 15.000 dipendenti privati in Italia indicava che oltre l'85% ha vissuto l'improvviso passaggio al telelavoro - perché lo smart working è basato sulla flessibilità dei tempi e degli spazi, non semplicemente sul lavoro a distanza grazie alle tecnologie digitali - bene o addirittura molto bene, consentendogli di bilanciare meglio le necessità del lavoro e quelle della vita personale e familiare in un momento difficile. Per questo, la grande maggioranza degli intervistati vorrebbe continuare a praticarlo in futuro, convinta che l'esperienza del Covid contribuirà a introdurre o rafforzare il lavoro agile in tutte le aziende.

Per contro, un'altra indagine, quella dell'Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano condotta nell'autunno 2020, segnalava che quasi il 30% degli intervistati aveva avuto difficoltà a separare tempo di lavoro e tempo privato e una stessa percentuale aveva sperimentato una sensazione di isolamento rispetto alla propria organizzazione, con problemi legati anche allo stress da iperconnessione. Ma al tempo stesso la ricerca sottolineava che il 70% delle grandi imprese erano pronte ad aumentare le giornate di lavoro da remoto, grazie anche al miglioramento delle competenze digitali dei dipendenti (71%), superando così il ritardo che ha caratterizzato l'Italia in questo settore. Ancora nel 2018 infatti, la media di applicazione del telelavoro era del 2% tra settore pubblico e privato, rispetto all'11,6% dell'Unione Europea, secondo i dati di Eurostat.

Questo passaggio non rappresenta soltanto una grande occasione per lo sviluppo delle tecnologie digitali anche in Italia, con la diffusione di strumenti adeguati e sicuri per il lavoro da remoto - non solo per le imprese ma anche per l'amministrazione e le aziende pubbliche - ma fornisce anche l'opportunità per un cambiamento culturale.
Una vera e propria rivoluzione della cultura del lavoro e dei dipartimenti HR, le risorse umane, che richiede ovviamente un percorso adeguato in termini di analisi, consulenza e formazione.

In questo contesto, gli esperti HR diventeranno in sostanza le guide del cambiamento, indicando alle aziende la strada della digitalizzazione e la nuova centralità delle persone, con la necessità di aumentare l'accessibilità delle informazioni, di tendere all'ascolto e al feedback, nonché alla creazione di un'esperienza che sia gratificante anche per i dipendenti.

Cambiamento, prima di tutto, significa che cambierà il rapporto con gli spazi fisici. Lo smart working - che è teso al risultato, al raggiungimento del compito - prevede una presenza in sede flessibile e comunque minore, legata soprattutto a riunioni o a eventi. Di qui la necessità di organizzare l'uso di uffici, scrivanie e sale riunioni per mezzo di prenotazione a distanza, resa possibile da una semplice app. E anche di gestire la sicurezza nell'accesso, per esempio con l'utilizzo di termoscanner in ingresso e di sistemi intelligenti di rilevamento delle presenze.

La comunicazione tra azienda e collaboratori, inoltre, si trasforma in un flusso continuo di informazioni in entrambi i sensi, utilizzando anche app che consentono di ricevere immediatamente ad esempio le circolari di lavoro, l'accesso diretto alle buste paga, l'inserimento delle richieste di permessi e ferie e molto altro.
In soccorso dei dipartimenti HR viene inoltre, sempre più spesso, l'intelligenza artificiale che, con algoritmi e funzionalità di machine learning che consentono di velocizzare l'analisi dei curriculum, di aiutare a prevedere la forza lavoro che sarà necessaria in futuro, nonché di pianificare i turni nel modo migliore, rende la gestione delle risorse umane un processo altamente innovativo.

La pandemia, in fondo, ha sottolineato l'importanza per le aziende di diventare resilienti, di adattarsi ai cambiamenti economici e produttivi e se possibile anticiparli. Questo comporta una formazione e un aggiornamento costante dei collaboratori, anche utilizzando la cosiddetta enterprise gamification per motivarli, coltivando i talenti e mettendo al centro le persone e il loro benessere, ossia conciliando tempi e necessità di lavoro e di vita.

Quella che è in atto, oggi, insomma, è una transizione verso un nuovo modello di organizzazione e i segnali che arrivano in particolare dalle aziende sono piuttosto indicativi. Ne è un esempio l'indagine condotta dall'Osservatorio HR di Zucchetti, l'azienda leader in Italia per la fornitura di software, hardware e servizi che dispone già della più ampia offerta per la gestione delle risorse umane e non solo.

Per misurare il tasso di innovazione dei processi di gestione del personale e comprendere gli interventi prioritari da attuare nel prossimo futuro, la società ha effettuato nell'estate 2020 una survey alla quale hanno partecipato ben 710 aziende, distribuite in modo rappresentativo per area geografica, settore merceologico e dimensioni d'impresa. Le indicazioni sono servite per sviluppare e ottimizzare soluzioni cloud e mobile in grado di agevolare questa Human Revolution a tutti i livelli: dalle microimprese e PMI fino alle grandi aziende, alla Pubblica Amministrazione e alla sanità. Da questo lavoro di ascolto e ricerca di soluzioni per rispondere alle esigenze del mercato Zucchetti ha riorganizzato la propria offerta in quattro piattaforme - HR Smart, HR Infinity, HR Project ed HR Next - che impiegano strumenti innovativi, come l'intelligenza artificiale applicata al recruiting e allo smart working, assistenti virtuali avanzati, tecnologie mobile e molto altro, per liberare il potenziale delle persone. Un ulteriore passo in avanti per Zucchetti, la cui offerta è sempre stata all'avanguardia nel soddisfare i bisogni delle imprese. Per ulteriori approfondimenti visita il sito dedicato alla Human Revolution e scopri di più.

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti