INNOVAZIONE

Dal test anti-cancro alla ricicla-plastica. L’Europa premia i brevetti

di Laura Cavestri


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3' di lettura

Uno strumento diagnostico per valutare il rischio di recidiva tumorale, macchine per il riciclaggio della plastica, un’alternativa alle vernici tossiche per le navi. Sono tra le invenzioni più significative, premiate oggi, a Vienna, agli European Inventor Awards, i premi annuali lanciati nel 2006 dallo European Patent Office (Epo, l’Ufficio Ue che tutela i brevetti in Europa). Vengono da Austria, Francia, Giappone, Paesi Bassi e Spagna i vincitori. L’unica candidata italiana, Patrizia Paterlini-Brechot, biologa molecolare e fondatrice di Rarecells Group, è arrivata tra i 3 finalisti nella categoria “Ricerca”, ma non è riuscita a vincere.

Paterlini-Brechot era in lizza per avere sviluppato una tecnologia altamente sensibile per il filtraggio del sangue che aiuta a diagnosticare un cancro quando si trova ancora allo stadio iniziale. Il test, non invasivo, può identificare una singola cellula tumorale in un campione di sangue di 10 millilitri, ovvero isolare una tra circa 50 miliardi di cellule sanguigne.

«Queste storie di inventori – ha detto Antonio Campinos, presidente dell'Epo, durante la cerimonia di premiazione – mostrano anche come la tutela della proprietà intellettuale può contribuire a trasformare l’innovazione in un successo di mercato».

I premi
Per la categoria “Industria” hanno vinto gli austriaci Klaus Feichtinger e Manfred Hackl, che hanno messo a punto un’idea per migliorare le performance nel riciclo della plastica, trasformandola in pellet di alta qualità per la produzione di nuovi prodotti. «L'opinione pubblica deve cambiare, abbiamo messo a punto materiali nuovi e innovativi, possono incidere sull’economia circolare», hanno detto durante la premiazione, spiegando che «devono essere trovate soluzioni per problemi complessi, dando la priorità alla produzione di materiali sostenibili».

Nella sezione “ricerca” si è aggiudicato il premio l’immunologo francese Jerome Galon, che ha studiato strumenti di diagnostica del cancro per rilevare in modo tempestivo casi di recidiva tramite l’uso di immagini digitali e software avanzati per misurare la risposta immunitaria. «E' stato un lungo viaggio, abbiamo cercato di dimostrare che la prospettiva poteva essere cambiata e allargata. Abbiamo applicato nuove tecnologie e metodi, la ricerca non si può fare da soli, serve collaborazione», ha detto Galon.

Nella categoria “Non Epo Countries” ha vinto, invece, lo scienziato giapponese Akira Yoshino, considerato il padre delle batterie ricaricabili agli ioni di litio, usabili per alimentare smartphone, laptop, dispositivi portatili e veicoli elettrici. «I brevetti non servono per tenere lontane le altre persone, ma per avvicinarle e consentire loro di usare una stessa tecnologia», ha detto Yoshino, sottolineando che «ottenere un brevetto è un modo per espandere l’uso di una tecnologia e renderla a portata di tutti».

Per la sezione “Piccole e medie imprese” ha vinto l’olandese Rik Breur, che ha brevettato una copertura in fibra anti-incrostazioni per le imbarcazioni, considerata un’alternativa eco-friendly alle normali vernici, potenzialmente tossiche e inquinanti.

Infine, i premi della giuria popolare e alla carriera sono andati alla spagnola Margarita Salas Falgueras, pioniera della genetica molecolare che ha messo a punto un modo più semplice, veloce e affidabile per replicare tracce di Dna in quantità sufficiente per un test genomico completo: «I miei concorrenti sono aziende miliardarie e io devo tutelare la mia tecnologia, per questo i brevetti sono cruciali».

Più brevetti nelle vetture autonome
Il numero di brevetti richiesti e assegnati in Europa è cresciuto nel 2018 e, sebbene l’impatto sull’economia sia diversificato, quindi difficile da quantificare, il contributo alla crescita è rilevante. Secondo le stime di Epo, le aziende patent-intensive, ovvero quelle attive sulla richiesta di brevetti, contribuiscono per circa 2mila miliardi di euro al Pil della Ue, circa il 15%. In particolare colpisce il numero dei brevetti nel campo delle vetture autonome e delle tecnologie a queste collegate, cresciuto, l’anno scorso, del 330% rispetto al 2011; un tasso di crescita più di venti volte superiore agli altri settori. Le aziende che più attivamente hanno chiesto approvazioni all’Epo, dal 2011 in poi, sono state Samsung, Intel, Qualcomm e Lg, ma tra le prime 25 figurano anche Microsoft, Google, Toyota, Boeing, Volvo e Honda Motor.

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