viaggi & shopping

Dal travel retail affari d’oro per la bellezza con il 30% dei consumi

di Marika Gervasio


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3' di lettura

Lo shopping in viaggio è una sfida centrale per le aziende del beauty con un valore, secondo i dati di Generation Research presentati all’ultimo Tfwa World Exhibition & Conference, di 21,6 miliardi di dollari in crescita del 9,2% e una quota di mercato del 31,4%, cioè quasi un terzo del fatturato totale del travel retail mondiale. E le previsioni continuano a essere positive.

Dalle app studiate per “agganciare” i viaggiatori ai trattamenti lampo studiati appositamente per chi ha poco tempo, ma vuole dedicarsi un momento di relax e benessere, gli aeroporti, ma anche le stazioni ferroviarie, possono offrire una shopping experience che fa concorrenza a quella dei più grandi e lussuosi centri commerciali del mondo, basti pensare al terminal 5 di Heathrow, solo per fare un esempio. E le aziende del beauty lo sanno bene visto anche che, con l’aumentare del traffico di passeggeri, aumentano anche le possibilità di intercettare nuovi target, come i millennial o i consumatori di Cina e Brasile che negli ultimi tempi stanno viaggiando sempre di più.

«La curiosità e la voglia di viaggiare dei cinesi, unite alla loro propensione a fare acquisti in viaggio, hanno dato all’industria della cosmetica, e non solo, una grande opportunità - spiega Olivier Bottrie, global president, Travel retail e Retail development di Estée Lauder che è presente con i suoi marchi in 285 aeroporti -. Più di un miliardo di viaggiatori internazionali passano dagli scali ogni anno e questo numero cresce costantemente del 5%. Noi ci stiamo espandendo in nuovi aeroporti incrementando il numero di marchi, prodotti e servizi che offriamo per trasformare i passeggeri in acquirenti».

E aggiunge: «Il travel retail è un modo per far conoscere il nostro marchio worldwide e catturare nuovi clienti per questo è un canale altamente strategico per noi. Sviluppiamo continuamente nuove proposte e servizi per i viaggiatori. Per esempio, il programma Three Minute Beauty di Estée Lauder che spiega come illuminare l’area occhi con quattro semplici mosse. Mentre l’Arrive Hydrated Sin Care Regimen di La Mer suggerisce prodotti specifici da usare prima di imbarcarsi e durante il volo per mantenere idratata la pelle».

E, se le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il modo di fare shopping, l’impatto del digitale si è sentito anche mentre si viaggia: sempre più persone acquistano online, sono connesse costantemente e cercano esperienze d’acquisto anche negli aeroporti, soprattutto se si parla di millennial. E le case cosmetiche rispondono a colpi di display digitali, notifiche mirate su tablet e iPad e offerte.

Lo sa bene il gruppo L’Oréal che punta sul make-up, la categoria nel segmento del beauty travel retail che crescerà di più nei prossimi cinque anni, sempre grazie ai più giovani e ala generazione “dei selfie”, superconnessi e superinformati. Il marchio Lancôme invece la primavera scorsa ha aperto un negozio nel Lotte Hotel di Seoul in partnership con Lotte Duty Free. Anche Shiseido non si lascia scappare questa occasione con il marchio Ipsa, una linea di skincare del segmento prestige «per continuare a potenziare la nostra offerta nel canale duty free - spiega Elisabeth Jouguelet, vice-president marketing di Shiseido Travel retail -. Con più di 30 anni di storia questa marca è sinonimo di fiducia ed efficacia in Giappone e Cina e siamo sicuri che piacerà ai giovani viaggiatori grazie alle sue ricette altamente personalizzabili. Il nostro obiettivo è diventare leader nello skincare tra i consumatori di 20-30 anni entro il 2020 in Giappone ed entrare nella top 20 dei brand in Cina e vediamo nel travel retail un grande potenziale di sviluppo per questo marchio». Dai colossi del beauty alle aziende più piccole, anche realtà italiane come L’Erbolario e Collistar non hanno perso tempo e sono presenti, con corner o monomarca, in scali e stazioni in Italia e all’estero.

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