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Dal vending allo shopping online: Neva investe in Matipay

Operazione da 7 milioni per il veicolo di Intesa

di Matteo Meneghello


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3' di lettura

Intesa Sanpaolo, attraverso Neva Finventures, fa il suo ingresso nel capitale di MatiPay, startup fintech nata dalla divisione Iot di Sitael, società del gruppo pugliese Angel (holding attiva nei mercati del railway, dell’aerospazio e dell’aeronautica). Il veicolo investirà 7 milioni (parte in aumento di capitale, parte a sostegno di progetti paralleli), per consentire lo sviluppo della startup (3 milioni l’attuale capitale sociale), che ha sviluppato un sistema di pagamento per acquistare servizi e prodotti online utilizzando la rete dei lettori di banconote e gettoniere delle vending machine. In pratica, un modo per permettere a chiunque di comprare online utilizzando il cash. MatiPay, al momento può contare su 40mila distributori integrati e circa 500mila clienti in Italia e all’estero (strategica da questo punto di vista la partership con Siba group, che ha attivato lo strumento su tutta la rete proprietaria in Russia), ma «con le risorse finanziare messe in campo – spiega Matteo Pertosa, ceo di Sitael e MatiPay e figlio del fondatore Vito Pertosa - intendiamo accelerare ulteriormente la crescita sui mercati internazionali», andando a impattare su una rete composta da circa 16 milioni di dispositivi in Europa, Giappone e Stati Uniti.

Sul versante Intesa, si tratta di un’operazione in linea con la strategia di trasformazione digitale del gruppo: la banca si attende sinergie nel canale mobile e nell’integrazione dei servizi di digital payment utilizzabili attraverso smartphone. L’istituto sarà inoltre in grado di allargare la propria offerta di servizi per la gestione del risparmio, attraverso l’integrazione con prodotti esistenti o lo sviluppo di nuovi. «Qualsiasi altro venture capital non avrebbe intercettato le potenzialità di Matipay – spiega Mario Costantini, ad di Neva Finventures -. Abbiamo colto da subito le potenzialità del team, ma soprattutto la forza dirompente rappresentata dal target interessato: i lavoratori, certo, ma anche e soprattutto gli studenti, segmento di solito difficile da intercettare. È una startup anomala: genera già ricavi, è solida e ha la possibilità di allargare il raggio d’azione in altri canali, si pensi per esempio al circuito dei buoni pasto». Neva Finventures è il corporate venture capital (100 milioni la dotazione di capitale iniziale) dell’istituto che fa capo a Intesa Sanpaolo innovation center e che ha come mission proprio l’investimento in società fintech e in startup che intendono entrare in nuovi mercati e settori chiave come circular economy e data-driven economy.

«È la nostra prima partnership industriale con un gruppo bancario – spiega Matteo Pertosa -, Intesa ha un ruolo sinergico, con ricadute concrete sul business e sul valore generato da una società. Con questa operazione inauguriamo un nuovo modello: in questi mesi abbiamo creato altre start up oltre a Matipay, attive nella cybersicurezza, nell’aerospazio e nella mobilità, che condividono una visione aperta a investitori e all’opportuni di trovare energie esterne al gruppo».

Matipay, nella visione di Pertosa, scardina l’immobilità del settore delle vending machine, trasformandolo in una piattaforma agganciata all’Internet delle cose e permettendo un aumento dei volumi d’affari oltre il semplice canone di licenza per l’installazione e la gestione dei distributori di merendine. «È un progetto di trasformazione digitale – prosegue Pertosa - . Abbiamo trasformato un’industria che da 30 anni non cambiava, grazie a una piattaforma che permette anche a chi non ha strumenti di pagamento elettronico di comprare online un biglietto del treno, ricaricare, acquistare su Amazon. È una tecnologia di democratizzazione per i servizi digitali».

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