VERSO IL NUOVO DPCM

Dal Veneto alla Lombardia, quali regioni rischiano la zona rossa e quali puntano alla bianca

I nuovi criteri attesi nel Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio. Confronto tra esecutivo e regioni sulle misure per contenere i contagi. Stop dei governatori all’ipotesi di far scattare automaticamente la zona rossa quando viene superato il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti

Coronavirus, le nuove regole: ecco cosa si può fare dall’11 al 15 gennaio

I nuovi criteri attesi nel Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio. Confronto tra esecutivo e regioni sulle misure per contenere i contagi. Stop dei governatori all’ipotesi di far scattare automaticamente la zona rossa quando viene superato il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti


3' di lettura

L’attenzione è tutta sul Dpcm, in queste ore sul tavolo del governo e al centro del confronto con le regioni, con le nuove misure per arginare i contagi Coronavirus. Nel provvedimento, che entrerà in vigore il 16 gennaio, potrebbero entrare due soluzioni. La prima, che ha registrato lo stop delle regioni, farebbe scattare automaticamente la zona rossa nella regione che dovesse superare il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti. La seconda, che allo stato attuale ha più chance di sopravvivere nel testo finale del provvedimento, istituirebbe una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0.5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni.

Governo e regioni si sono incontrati lunedì 11 gennaio. Dall’incontro sarebbe emerso uno stop delle regioni alla prima soluzione, mentre sarebbe stata confermata l’ipotesi della zona bianca.

Loading...

Il ministro della Salute Roberto Speranza illustrerà il nuovo provvedimento mercoledì 13 gennaio in parlamento. Allo stato attuale la maggior parte delle regioni è in zona gialla, tranne cinque in arancione ( Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto).

I DATI DEL CONTAGIO
Loading...

La soglia dei 250 contagiati per far scattare la zona rossa

L’ipotesi della soglia dei 250 contagiati per 100mila abitanti per entrare in zona rossa avrebbe interessato non poche regioni. Se si prende infatti in considerazione il monitoraggio relativo al periodo 28 dicembre 2020 - 3 gennaio 2021,lo scenario scatterebbe per il Veneto (incidenza a 14 giorni per 100mila abitanti 927.36), l'Emilia-Romagna (459.09), il Friuli Venezia Giulia (362.16), il Lazio (303.18), le Marche (352.34), le province autonome di Trento e Bolzano (rispettivamente 291.48 e 374.19) e la Puglia (318.34). A questo gruppo potrebbe aggiungersi la Lombardia: nonostante nel report settimanale l’incidenza sia inferiore - anche se di poco - ai 250 contagiati (241.77), il governatore Attilio Fontana in un intervento a Sky TG24 ha confidato: «la scorsa settimana l'Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa. Mi auguro che questi numeri si invertano» ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto.

Sempre prendendo in considerazione l’incidenza a 14 giorni dei contagi per 100mila abitanti, le regioni sotto soglia 250 sono tredici. Quella con il valore più basso è a Toscana (147.98), seguita a distanza da Calabria (157.89) e Sardegna (166.95).

Lo stop delle regioni

La soluzione di far scattare in maniera automatica la zona rossa appena si va oltre i 250 contagiati per 100mila abitanti, perorata dagli scienziati, non ha convinto le regioni. Come ha messo in evidenza Stefano Bonaccini, «quel limite non l'ha chiesto nessuna regione. Se volete la mia impressione - ha continuato il presidente della Conferenza Stato-Regioni - non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni». la soluzione dei 250 casi penalizzerebbe le regioni che effettuano più tamponi e individuano più casi, insomma quelle più efficienti nella tracciabilità.

Zona bianca, allo stato attuale ipotesi sulla carta

Per quanto riguarda invece la seconda soluzione che potrebbe entrare nel nuovo Dpcm, ovvero una zona bianca in caso di Rt sotto lo 0.5, allo stato attuale si tratterebbe di uno scenario destinato a rimanere sulla carta, in quanto nel periodo 15 – 28 dicembre 2020, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13) in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno. Se si guarda alla stima di Rt puntuale (calcolato al 22 dicembre 2020), viene fuori che la Basilicata e la Campania registrano un valore di 0.83 (0.81 per la provincia di Bolzano). La zona bianca sarebbe una zona con il ritorno alla quasi normalità con in vigore comunque il divieto di assembramento e il mantenimento del distanziamento sociale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti