Ok degli sherpa Ue al rapporto sul debito

Juncker: l’Italia rischia una procedura per anni. Conte: convinti della nostra linea, non è recessiva

di Andrea Carli


Dopo la lettera Ue, tutte le prossime tappe dello scontro Roma-Bruxelles

3' di lettura

Mentre Conte chiede ai due vicepremier carta bianca per trattare con l’Ue, allo scopo di scongiurare una procedura d’infrazione contro l’Italia, e annuncia per domani mattina («su mia richiesta») un incontro con Salvini e Di Maio per parlare di temi economici, la partita con Bruxelles sui conti pubblici registra già oggi, con il via libera del Comitato economico e finanziario alla linea della Commissione, il primo di tre appuntamenti di rilievo di questa settimana che, se non risolutivi, forniranno l’occasione per entrare nel vivo della questione.

Nelle stesse ore va in scena un botta e risposta a distanza tra il presidente della Commissione europea uscente, Jean Claude Juncker, e il capo dell’esecutivo M5S-Lega. «L’Italia rischia di restare intrappolata per anni nella procedura del debito», avverte il primo. «Siamo convinti della nostra linea, non è recessiva», è la replica di Conte.

Sherpa di Eurogruppo ed Ecofin adottano opinione su procedura debito Italia
Il percorso che potrebbe condurre ai primi di luglio l’Ecofin a confermare la procedura per debito eccessivo ai danni dell’Italia proposta dalla Commissione registra oggi l’ennesima tappa, con la riunione del Comitato economico e finanziario europeo. Composto dai rappresentanti dei ministeri del Tesoro - ovvero gli “sherpa di Eurogruppo ed Ecofin” - il Comitato adotta (ex articolo 126.4 del Trattato sul funzionamento della Ue) l’opinione sul rapporto della Commissione europea sul debito italiano, approvandone il contenuto. È, dal punto di vista procedurale, il via libera ai passi successivi per avviare effettivamente la procedura, cosa che avverrà se nel frattempo non sarà raggiunto un accordo tra Commissione e Governo italiano sulle misure necessarie per rimediare alla mancata riduzione del debito nel 2018 e per assicurare che nel 2019 e nel 2020 sarà assicurata una diminuzione del debito/pil in linea con il patto di stabilità. La palla torna alla Commissione che dovrà preparare la raccomandazione di apertura della procedura, sulla quale dovrà poi pronunciarsi l’Eurogruppo.

«Uno due» Eurogruppo-Ecofin
Dopo il vertice degli sherpa di oggi, giovedì si riunirà l’Eurogruppo in Lussemburgo. Venerdì sarà invece la volta dell’Ecofin. È possibile che già in quell’occasione venga effettuata una prima valutazione se aprire o meno la procedura nei confronti dell’Italia. In occasione del G20 in Giappone, a Kukuoka, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha avuto dei contatti con il presidente Mario Centeno, e i ministri delle Finanze di Germania, Francia, Spagna e Olanda.

Juncker: «Italia rischia restare intrappolata per anni procedura debito»
In questo contesto, arrivano le dure parole di Juncker, commentate a stretto giro dal capo dell’esecutivo giallo verde. «Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni - afferma l’ex premier del Lussemburgo, in occasione di un incontro organizzato da politico.eu-. Pensiamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo. Penso che l’Italia corra il rischio di restare intrappolata per anni in una procedura per deficit eccessivo, e vorrei evitarlo, ma questo dipenderà dagli impegni che il Governo italiano prenderà». Juncker aggiunge che «quello dell’Italia è un problema serio», e alla domanda se il paese sia un pericolo per la stabilità finanziaria europea risponde: «Non ancora». «Siamo ben convinti della nostra filosofia e politica economica - replica a distanza Conte -. Certe ricette hanno dimostrato nel tempo di far crescere il rapporto tra deficit o debito e Pil. Abbiamo un mandato a far crescere il paese: con massima ragionevolezza e senso di responsabilità siamo qui per far crescere il Paese, non per avviarlo su una china recessiva».

La partita parallela delle nomine
Oltre a quella per evitare la procedura contro l’Italia per debito eccessivo, nei prossimi giorni si giocherà un’altra partita di importanza strategica: quella delle nomine, con il governo giallo verde che punta a ottenere una poltrona di peso nella nuova commissione europea.

Decisione il 9 luglio
Ma a tenere banco in queste ore è il nodo conti pubblici. Poiché quello dell’Italia è un dossier complesso che riguarda la terza economia della Ue, è possibile che venga chiesto un ulteriore vaglio politico al Consiglio europeo (l’organismo che riunisce i capi di Stato e di Governo della Ue), che si riunirà la settima prossima, il 20 e 21 giugno.

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Allo stato attuale la riunione ha all’ordine del giorno le nomine (prossimo presidente della Commissione, nuovo presidente Bce, l’Alto rappresentante per la politica estera) e l’agenda strategica Ue per il periodo 2019-2024. Non è escluso che in quell’occasione venga espresso un parere sulla procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Spetterà poi al successivo Consiglio Ecofin dell’8-9 luglio prendere la decisione finale.

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