L’ATTIVISMO TURCO  

Dal vertice a tre di Bruxelles al faccia a faccia Conte-Guterres: le mosse dell’Italia per riprendersi la scena in Libia

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ammesso che l’Italia ha perso terreno nel paese del Nord Africa, ma ha anche aggiunto che «è il momento in cui deve riprendersi il ruolo naturale di principale interlocutore, da sempre amico del popolo libico». L’obiettivo è una «seconda missione in Libia, magari a guida europea», con la presenza del nuovo Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell

di Andrea Carli


Di Maio dopo Tripoli e Bengasi: Italia ha perso terreno in Libia

3' di lettura

Tre mosse tra politica e diplomazia in sei giorni effettuate dal Conte due per superare l’immobilismo del’ultimo periodo e ritornare in campo nella partita per la stabilizzazione della Libia. Sullo sfondo, il crescente attivismo nel paese del Nord Africa del presidente turco Erdogan, che non ha escluso la possibilità di un intervento al fianco del governo libico di unità nazionale, da sempre interlocutore ufficiale dell’Italia (è l’unico riconosciuto dalle Nazioni Unite). Roma punta a tornare a svolgere una funzione di mediazione tra le parti.

Venerdì 13 dicembre: il presidente del Consiglio è a Bruxelles. A margine del Consiglio europeo sul Meccanismo europeo di stabilità Conte ha un colloquio con la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. Sul tavolo il dossier libico: il paese è sempre più instabile. Urge una mossa europea. Quattro giorni dopo, martedì 17, la missione lampo del ministro degli Affari esteri: Luigi Di Maio vola a Tripoli per incontrare il capo del Governo di unità nazionale Fayez al Sarraj, il generale Khalifa Haftar a capo dell’Esercito nazionale libico (Lna), il vicepremier Maitig e il presidente del Parlamento libico di Tobruk Aghila Saleh. Infine, mercoledì 18 dicembre: ancora Conte incontra a Villa Madama il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Tra le questioni anche la Libia. Il governo M5S-Pd-Italia Viva e LeU ha in più di un’occasione ribadito il sostegno italiano al processo politico sotto egida Onu quale unica soluzione sostenibile, anche in vista della Conferenza di Berlino.

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Di Maio: l’Italia ha perso ruolo in Libia, deve riprenderlo
Una partita, quella che si gioca nel paese del Nord Africa, alla quale il Conte due ultimamente non ha dato grande importanza. Come peraltro confermato dallo stesso Di Maio: «L’Italia ha perso terreno in Libia, non possiamo negarlo, ma è il momento in cui deve riprendersi il ruolo naturale di principale interlocutore, da sempre amico del popolo libico». «Gli incontri di oggi (17 dicembre, ndr) sono stati proficui e importanti - ha aggiunto -. Con Sarraj ci sentiremo entro oggi per aggiornarci sull’esito della missione e con Haftar ci vedremo nelle prossime settimane a Roma». Le forze di Haftar - nei giorni scorsi il generale ha annunciato «l’ora zero per l’avvio dell’offensiva su Tripoli» - hanno peraltro abbattutto un drone da ricognizione italiano.

L’Italia istituirà inviato speciale in Libia
Di ritorno dalla Libia il capo politico M5S ha delineato due elementi che caratterizzeranno la strategia del Governo nei prossimi giorni. Il primo: l’Italia istituirà un inviato speciale per la Libia che risponderà direttamente alla Farnesina per poter avere un rapporto di alto livello politico continuo, intenso, con tutte le parti libiche. Il secondo: nell’ottica di far sentire la presenza europea in Libia, dopo la scesa in campo della Turchia che si è detta pronta a intervenire con modalità “Boots on the ground”, non escludendo dunque l’ipotesi di un intervento militare a sostegno di Sarraj, Di Maio ha detto di lavorare a una «seconda missione in Libia, magari a guida europea», con la presenza del nuovo Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell. Italia, Francia, Germania e Regno Unito puntano a ottenere quanto prima un cessate il fuoco, così da invitare gli attori libici, l’Unione africana e la Lega araba a sedersi a uno stello tavolo: quello della Conferenza di Berlino che, nei piani delle potenze europee, dovrebbe tenersi tra il 15 e il 20 gennaio.

Per approfondire:
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