ingorgo parlamentare

Dal voto su Salvini ai tre Dl Alitalia, Milleproroghe e PopBari: gennaio di fuoco per le Camere

Dalla decisione sul processo a Salvini per la nave Gregoretti ai tre decreti Alitalia, Milleproroghe e Popolare di Bari. Il calendario di gennaio delle Camere parte già ingolfato

di Mariolina Sesto

Milleproroghe, ecco le scadenze che slittano

Dalla decisione sul processo a Salvini per la nave Gregoretti ai tre decreti Alitalia, Milleproroghe e Popolare di Bari. Il calendario di gennaio delle Camere parte già ingolfato


3' di lettura

Dalla decisione sul processo a Salvini per la nave Gregoretti ai tre decreti Alitalia, Milleproroghe e Popolare di Bari. Dal dilemma giustizia, con il Ddl Costa e quello Dem pronti a “tagliare la strada” alla riforma Bonafede alle firme per il referendum sul taglia-parlamentari. Il calendario di gennaio di Montecitorio e Palazzo Madama parte già ingolfato. Tutto avrà inizio con il primo vertice di maggioranza dell’anno. Appuntamento a Palazzo Chigi il 7 gennaio.

Il rischio ingorgo da decreti alla Camera
Rientro dalla pausa natalizia con rischio “ingorgo” per i deputati: alla Camera infatti, a gennaio, le commissioni saranno impegnate con l’esame di tre decreti, quello per Alitalia, il decreto per il salvataggio della Popolare di Bari e anche con il Milleproroghe che, una volta pubblicato in Gazzetta, dovrebbe essere assegnato sempre a Montecitorio. Si entrerà subito nel vivo con il provvedimento con il prestito ponte per Alitalia, per il quale la commissione Trasporti ha fissato la scadenza degli emendamenti al 7 gennaio. Dall’8 partirà invece un ciclo di audizioni sul decreto “per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento», mentre gli emendamenti andranno presentati entro il 13 gennaio (alle 11). Alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali dovrebbe poi essere assegnato anche il Milleproroghe. Decreto che contiene al suo interno le controverse misure sulla revisione delle concessioni autostradali. Il Governo menterrà la sua compattessa quando sarà il momento di votare quelle tìfatidiche norme?

Il caso Gregoretti in giunta per le autorizzazioni
La richiesta di processo per Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti pimoberà nella giunta per le autorizzazioni del Senato il 20 gennaio. Probabile il sì visto che M5S e Pd si sono schierati contro il leader leghista. Poi in febbario la parola passerà all’Aula dove la Lega cercherà in tutti i modi di strappare il voto segreto per avere più chance di capovolgere il verdetto. Saranno appuntamenti al calor bianco per Palazzo Madama e, tra i due voti parlamentari, ci saranno anche i due appuntamenti elettorali regionali dell’Emilia e della Calabria.

Il nodo giustizia
Di certo c’è che la riforma Bonafede sulla prescrizione entra in vigore il primo gennaio 2020. Ma le insidie parlamentari non sono poche. Il Pd ha presentato un suo Ddl che interviene per limitare i tempi dei processi. E alla Camera è in corso l’esame del Ddl del forzista Enrico Costa che Italia Viva minaccia di votare se nel frattempo non sarà stata trovata una quadra.

Le firme per il referendum sul taglia-parlamentari
Dodici gennaio, altra data da cercheiare in rosso sul calendario parlamentare di gennaio. È la scadenza per presentare le 64 firme (un quinto dei componenti del Senato) per richiedere il referendum cui sottoporre il Ddl costituzionale per il taglio dei parlamentari. Le firme, in realtà, sono già state trovate ma - in teoria - fino al 12 gennaio qualcuno ha tempo per ripensarci. Farà fede insomma, la lista presente quel giorno. L’appuntamento con il referendum - per quanto scontato - è importante perché, se la legislatura si interrompesse prima, si andrebbe al voto con le Camere di 945 parlamentari.

Legge elettorale
Il 15 febbraio sarà la Consulta a esprimersi sulla legittimità costituzionale del referendum leghista che dà lo stop alla parte proporzionale del sistema di voto. Questa decisione influirà non poco sul prosieguo della trattativa politica per riformare la legge elettorale. Una riforma che, al momento, è indirizzata verso una svolta proporzionalista.

Piano innovazione
Anche se non di competenza parlamentare, a gennaio arriverà il piano operativo per l’innovazione, slittato qualche settimana fa per alcune divisioni interne al governo. « Entro gennaio renderemo pubblico il piano, che contemplerà una trentina di azioni» ha assicurato la ministra Pisano. Tra i punti del piano c’è anche il brand “Made.IT” per la tecnologia Made in Italy. Entro metà gennaio è attesa la nuova versione, rivista per soddisfare l’intero esecutivo.

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