INFRASTRUTTURE

Dal waterfront al nuovo ponte, la rivoluzione di Genova

La città, divenuta un modello nazionale dopo il Morandi, ha avviato un riassetto urbanistico che coinvolge pubblico e privati

di Raoul de Forcade

Nuova darsena.  La trasformazione dell'area ex Fiera è un'operazione da 350 milioni di euro, dei quali 250 impegnati dai privati e 100 dalla mano pubblica

3' di lettura

La vicenda del ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 con 43 vittime, ha costretto Genova a far fronte a un evento tragico e a un’emergenza anche logistica ed economica. Ma la città, grazie anche alla struttura commissariale per il ponte guidata dal sindaco Marco Bucci, che ha agito in collaborazione con la Regione, nonché (è giusto dirlo) con il supporto delle risorse messe sul tavolo dal Governo Conte, è riuscita a trasformare un evento nefasto in un’opportunità per imprimere un inedito sprint a molte opere infrastrutturali che erano magari già progettate o in fieri ma cristallizzate in impasse burocratico-amministrativi. Il tutto a dispetto dell’ulteriore emergenza creata dalla pandemia, che non ha impedito la consegna del nuovo ponte sul Polcevera, a due anni dal crollo. Una sfida vinta, capace di creare, tra l’altro, quel modello Genova che ora viene preso ad esempio e indicato come chiave di volta per accelerare lo sviluppo infrastrutturale a livello nazionale.

Proprio dal dramma del Morandi si è sviluppato, ad esempio, il Programma straordinario per la ripresa del porto approvato ai sensi dell’articolo 9 della legge 130/2018 (già decreto Genova), che prevede una serie di opere sulle banchine per un valore di 2,3 miliardi di euro. Tra queste ci sono la diga foranea di Genova (al centro del primo débat public in Italia, da poco conclusosi, e inserita anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ), che vale 1,3 miliardi (con una prima fase funzionale da 950 milioni), il riassetto dell’area Fincantieri a Sestri Ponente, la riqualificazione degli ex silos granari dell’Hennebique, nonché una serie di interventi di ultimo miglio ferrviario e di matrice ambientale. Parte di queste opere, tra cui la diga e gli interventi green, ricorda il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Paolo Signorini, «potranno avere, tra le poste di copertura il Recovery plan». «Il porto – dice Signorini - ha segnalato al nuovo ministero delle Transizione ecologica, una serie di progetti che vanno dall’elettrificazione delle banchine all’utilizzo di tecnologie ecosostenibili per i servizi portuali e anche un piano di copertura dei bacini di carenaggio del porto». Per l’espansione dei cantieri di Sestri, «abbiamo 480 milioni stanziati l’anno scorso dal Parlamento». Per l’Hennebique, a fine 2020 è stato firmato l’accordo tra l’Adsp e il raggruppamento di imprese (fra Vitali e Roncello Capital) che realizzerà l’intervento. Si tratta d’un investimento da 130 milioni con 10 dell’Adsp.

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Altra grande partita riguarda il riassetto del waterfront di Levante di Genova, area dove si svolge il Salone nautico: il primo step dell’operazione è la ristrutturazione del palasport nell’area ex Fiera. Il progetto che cambierà il volto dell’intera zona è nato dalla matita di Renzo Piano ed è stato messo in opera dal Comune. A fine gennaio sono partiti i cantieri per conto di Cds Holding. «Si tratta – spiega il vicesindaco di Genova, Pietro Piciocchi - di un esempio unico di sinergia tra pubblico e privato. Un’operazione da 350 milioni, 250 impegnati dai privati e 100 dalla mano pubblica. Cds ha comprato una parte dei terreni ex Fiera, con i vecchi padiglioni, dove sorgerà un distretto tematico della nautica; noi stiamo scavando il canale previsto da Piano, che creerà una nuova darsena per le barche, e realizzeremo anche un parco urbano. Contiamo di completare la parte pubblica il prossimo anno, mentre parte di quella privata sarà pronta nel maggio 2022».

In tema di parchi, sotto il nuovo ponte San Giorgio, che ha sostituto il Morandi, sorgerà il Parco del Polcevera. Primo tassello di questo spazio dedicato ai quartieri colpiti dal crollo, è la Radura della memoria, inaugurata a marzo. «Priorità dello spazio della Radura – dice Simonetta Cenci, assessore comunale all’urbanistica - è rendere riconoscibile la piazza come luogo della memoria, condivisa con i parenti delle vittime».

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