LinkedIn e lavoro

Dal wellness ai viaggi, le ricerche di personale anticipano la ripartenza

Secondo l’indagine del social network professionale, per la metà dei lavoratori la flessibilità è una priorità superiore a cultura aziendale o stipendio

di Marco lo Conte

Empatia e condivisione: ecco come cambia il lavoro con il lockdown

3' di lettura

Il segnale è chiaro ed è anticipatore del ciclo che caratterizza l'economia post lockdown: i settori caratterizzati dal maggior numero di offerte di lavoro a inizio 2021 sono quelli della pubblica sicurezza, seguito dal design e da wellness & fitness. Quest'ultimo, in particolare, registra una rilevante effervescenza, dopo mesi di chiusura e incertezza degli impianti sportivi, complice le graduali diminuzioni delle restrizioni causate dalla pandemia, che hanno avuto effetto anche sul settore dell'intrattenimento e dei viaggi, che si posiziona al quarto posto di questa speciale classifica. Ma nella top ten dei settori che più degli altri registrano ricerche di personale ci sono conferme e sorprese.

Caccia agli ingegneri del digitale

È quanto emerge dall'indagine realizzata da LinkedIn che ha analizzato i dati sulle offerte di lavoro nei mesi compresi tra febbraio e marzo 2021 per determinare da una parte i settori che registrano la maggiore richiesta di personale e dall'altra i ruoli professionali più richiesti in Italia, in base alla crescita del volume di mese in mese. L'analisi ha escluso i lavori provenienti dall'ambito delle agenzie di ricerca del personale. Il network professionale (740 milioni di utenti a livello mondiale di cui 15 milioni in Italia) ha registrato in quest'analisi come in Italia ci sia una grande varietà tra i settori in crescita dal punto di vista lavorativo: i ruoli più ricercati nel nostro Paese - e questa è una conferma di un trend esploso grazia al lavoro a distanza - sono gli sviluppatori e gli ingegneri del software e tutto il settore dell'It services, seguita dai corporate services: settori con il più alto numero di annunci di lavoro, seppur con una crescita percentuale inferiore ai precedenti.

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Seguono le costruzioni - e questa è in parte una sorpresa -, il legale e il manufacturing i quali, nonostante i rallentamenti e gli stop subiti nel recente periodo, dall'inizio del 2021 risultano in crescita rilevante. Al decimo posto invece hardware & networking. Nella sua indagine LinkedIn ha analizzato anche i ruoli professionali dal tasso di crescita più elevato: in testa gli addetti al back office, seguiti dai javascript developer e dagli addetti al settore vendite, seguiti da architetti, mechanical designer e account manager generici. Davanti agli agenti immobiliari, troviamo altre figure digital in particolare ingegneri software, web e full stack engineer, seguiti dai system engineer e sviluppatori back end.

Flessibilità e worklife balance

LinkedIn ha inoltre affidato a Censuswide la realizzazione della ricerca Workforce Confidence Index, che evidenzia il profondo cambiamento dell'approccio degli italiani al lavoro nell'èra post-Covid: quasi il 50% dei lavoratori considera la flessibilità la priorità assoluta di questa ripartenza, sia in termini di orario che per quanto riguarda il dove svolgere il proprio lavoro. Al secondo posto, con il 36% delle preferenze (era possibile fornire più di una preferenza) il cosiddetto worklife balance, ovvero l'equilibrio tra la vita lavorativa e la sfera personale, tema strettamente connesso al primo.

In calo cultura aziendale e stipendio

Al terzo posto la possibilità di sviluppare relazioni professionali in grado di offrire un reale valore aggiunto ( 36%), mentre il 28% degli intervistati punta ad acquisire competenze riutilizzabili in altri contesti lavorativi. Solo al quinto posto la cultura aziendale (26%) e al sesto l'impatto sociale (24%). A sorpresa, solo in coda in termini di priorità, i professionisti italiani (22%) considerano il salario. «Tutto ciò - dice Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia -, è un chiaro segnale di come le dinamiche degli ultimi tempi abbiano modificato in maniera sostanziale le aspettative e le prospettive per il futuro dei lavoratori italiani».

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