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Dal whisky alla moda: le invenzioni dell'intelligenza artificiale

di Biagio Simonetta


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Che sia uno dei trend del momento ci sono pochi dubbi. Basta spulciare fra i business plan delle migliori aziende al mondo per capire quando l'Intelligenza Artificiale stia catalizzando attenzioni. E se finora abbiamo assistito ad applicazioni più o meno interessanti (come i chatbot, gli assistenti vocali, i prototipi di auto a guida autonoma e qualche sistema di calcolo), il meglio pare debba ancora venire. Negli ultimi tempi si sono fatti strada diversi progetti che probabilmente iniziano a dare la dimensione esatta di quanto questa innovazione possa essere impattante.

Il whisky e l'AI
Un esempio lampante è quello di Microsoft, che grazie alla partnership con i finlandesi di Fourkind e con la distilleria svedese Mackmyra Whiskey, sta per creare il «primo whiskey al mondo sviluppato con intelligenza artificiale». Come funziona? Più o meno così: come parte del processo di distillazione, il whisky rimane fermo per anni in botti di legno carbonizzato. Questo rende il liquore limpido, conferendogli un colore più scuro e un sapore unico. Per quanto tempo rimane nelle botti, e ciò che le botti contenevano prima - come bourbon, vino, ecc. – sono le specifiche per creare una ricetta specifica. Chi si occupa di distillazione, gioca con queste variabili e con gli ingredienti utilizzati per creare diverse miscele di whisky.

Fino a oggi, questo intero processo è svolto da persone in carne e ossa, ognuna con le sue capacità. Oggi, invece, l'intelligenza artificiale sta entrando nel processo, affidando parte di questo lavoro alle macchine.
I dati raccolti in questi anni (dalla vendita alle preferenze dei clienti) stanno dando vita a modelli di apprendimento automatico. Modelli che iniziano a suggerire quali ricette sperimentare per le fasi della distillazione. L'intelligenza artificiale è in grado di generare oltre 70 milioni di ricette diverse. Ed evidenzia quelli che secondo i suoi calcoli saranno più popolari e di alta qualità, in base ai tipi di botte che sono attualmente disponibili.

Moda e AI
Si chiama “Fashion Flair” ed è un progetto dell'azienda cinese Huawei che mira ad utilizzare l'intelligenza artificiale e il suo ultimo smartphone (il Huawei P30) per creare una collezione di moda interamente digitale. Insieme ad un'equipe di sviluppatori italiani, Huawei ha creato l'app originale “Fashion Flair” che è stata addestrata con decine di migliaia di iconiche immagini di moda degli ultimi 100 anni e uno specifico set di scatti tratti dalle ultime collezioni di Annakiki. L'applicazione, utilizzando la doppia unità di calcolo neurale (NPU) presente all'interno dei dispositivi, è così in grado di creare una proposta di outfit seguendo gli input e i filtri impostati dal designer. Una volta rielaborate queste informazioni, l'applicazione restituisce una serie di proposte di outfit, potenzialmente infinite, che rappresentano un punto di partenza da cui iniziare il disegno di un capo, uno spunto ulteriore per il processo creativo dell'artista, che lo completerà poi con il suo inimitabile tocco.

Un agente immobiliare (robot) per amico
Anche il settore immobiliare è alle prese con innovazioni a base di AI. Badi, piattaforma creata per l'affitto di stanze che permette alle persone di pubblicare annunci, trovare e prenotare le stanze che soddisfano le proprie esigenze, ci sta lavorando. Sempre più spesso, del resto, si ha poco tempo per andare a vedere le stanze di persona e, soprattutto nelle grandi città, queste vengono affittate ancor prima di essere state viste. L'intelligenza artificiale, allora, automatizza alcuni compiti e definisce così un nuovo rapporto con gli acquirenti. Selezionando le proprietà adatte ai profili (ad esempio vicino a una scuola o ai mezzi pubblici), il machine learning accelera il processo di raccomandazione e offre proprietà più adatte. Più il sistema impara analizzando i dati degli utenti, più i risultati saranno rilevanti e in linea con le aspettative. L'intelligenza artificiale può eliminare la necessità di visitare fisicamente una stanza rendendo più facile la ricerca di un appartamento o di un coinquilino.

La crociera intelligente
Ma l'intelligenza artificiale è da poco approdata anche a bordo delle navi di MSC Crociere, che ha da poco lanciato il primo assistente virtuale per navi da crociera al mondo. Si chiama Zoe, ed è stato sviluppato in collaborazione con Harman e Samsung. Un'innovazione interessante, per l'industria crocieristica. ZOE, in sostanza, è un'intelligenza artificiale (AI) dotata di un sistema vocale in grado di interagire in sette lingue differenti e si trova all'interno di ogni cabina delle navi MSC. Lo speaker può rispondere a più di un centinaio di domande relative all'esperienza in crociera, fornendo informazioni sui servizi a bordo, guidando il crocierista nella scelta dei servizi e aiutandolo nelle prenotazioni.

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