ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’impatto del conflitto in Ucraina

Dall’1,9 di Confindustria al 2,4 della Commissione Ue, ecco le (ultime) stime di crescita per quest’anno

Secondo le stime di Bruxelles, il Pil italiano scenderà al 2,4% nel 2022 e all’1,9% nel 2023, rispetto al 4,1% e al 2,3% previsti a febbraio

di Andrea Carli

(foto imagoeconomica)

3' di lettura

Una girandola di stime e previsioni per testare il polso dell’economia italiana e fotografarne lo stato di salute in una fase internazionale particolarmente delicata, caratterizzata dalle tensioni nei mercati di molte commodities, aumento dei prezzi del gas europeo (in parte effetto del conflitto in atto), con un rischio stagflazione alla fine non più così lontano. Anche lo spread ha cominciato a muoversi.

Rimanendo solo alle ultime settimane, sono stati divulgati report da Prometeia (31 marzo), Centro studi di Confindustria (2 aprile), Ref Ricerche (6 aprile), Fondo monetario internazionale (19 aprile) e, per il momento ultima, la Commissione europea (16 maggio 2022). In queste rilevazioni, la forbice della crescita per quest’anno oscilla tra un +1,9% e un +2,4 per cento.

Loading...

Il Documento di economia e finanza 2022 ha messo in evidenza che il clima di incertezza determinato dalla guerra in Ucraina ha determinato una revisione al ribasso della crescita in termini reali del Pil per quest’anno di 1,3 punti percentuali rispetto a quanto previsto dalla Nadef (dal 4,2 al 2,9 per cento), per il 2023 di 0,3 punti percentuali (dal 2,6 al 2,3 per cento) e di 0,1 punti percentuali per il 2024 (dall’1,9 all'1,8 per cento).

Ue taglia stime crescita Italia, Pil al 2,4% nel 2022

L’onda d’urto del conflitto si fa dunque sentire anche sulle prospettive di crescita dell’economia italiana, e frena la ripresa. Nelle nuove previsioni di primavera, pubblicate lunedì 16 maggio, la Commissione europea ha tagliato le stime di crescita del Paese: il Pil dovrebbe scendere al 2,4% nel 2022 e rallentare all’1,9% nel 2023, rispetto al 4,1% e al 2,3% previsti a febbraio. Il ridimensionamento scaturirebbe dall’impatto della guerra della Russia contro l’Ucraina, che pesa su catene di approvvigionamento e prezzi. Bruxelles ha messo in evidenza che «la maggior parte della crescita dell’Italia» per il 2022 è «attribuibile a un effetto di trascinamento» legato alla «rapida ripresa» registrata nel 2021. A causa dell’attuale contesto geopolitico, è la conclusione, «le prospettive restano soggette a pronunciati rischi al ribasso». Nonostante la guerra, tuttavia, deficit e debito italiano caleranno: il primo registrerà un 5,5% nel 2022 e un 4,3% nel ’23, il secondo il 147,9% quest’anno e il 146,8% l’anno prossimo.

Allarme Fmi: rischio recessione per Italia, Francia, Italia, Gb

Il 19 aprile il Fondo monetario internazionale ha diffuso il World Economic Outlook. Per l’Italia l’aumento del Pil si fermerà 2,3%, rispetto al 3,8% stimato dall’Fmi a gennaio. Il 22 aprile è sempre l’Fmi a lanciare l’allarme: per «alcune delle più grandi economie europee come Francia, Germania, Regno Unito e Italia» è prevista «una crescita trimestrale molto debole o negativa alla metà del 2022». Questa «battuta d’arresto della ripresa è nascosta nelle previsioni di crescita annuali» che risentono del rimbalzo del 2021. In particolare, il Fmi ha previsto per l’Italia un Pil a +2,3% quest’anno, +1,7% il prossimo e +1,3% nel 2024. Il responsabile del Dipartimento Ue del Fmi, Alfred Kammer, ha messo in evidenza che economie come «Francia, Germania, Italia e Gb sono previste crescere a malapena o anche contrarsi per due trimestri consecutivi quest’anno».

Ref Ricerche: crescita intorno al 2% per l’intero 2022

In un report del 6 aprile Ref Ricerche ha spiegato che «nell’area euro la prima metà del 2022 vedrà probabilmente variazioni del Pil di segno leggermente negativo, eventualmente compensate da un rimbalzo nel periodo estivo, ma solo se i prezzi dell’energia inizieranno a scendere e se troveranno conferma le riaperture nei settori dei servizi e la partenza della stagione turistica. La crescita che si registrerà per l’intero anno, intorno al 2 per cento per l’Italia, sarà quindi essenzialmente quella derivante dall’eredità statistica indotta dagli incrementi del 2021».

CsC taglia il Pil a +1,9%, inizio anno in recessione

Il 2 aprile il Centro studi di Confindustria ha stimato una crescita del Pil 2022 tagliata a +1,9% «con un’ampia revisione al ribasso (-2,2 punti)» rispetto alle stime dello scorso ottobre «quando tutti i previsori erano concordi su un +4%». Il tutto in uno scenario in cui «la durata della guerra è una variabile cruciale», e ipotizzando che da luglio finisca o si riducano incertezza e tensioni.

Prometeia, con guerra nuova era economia, Pil +2,2%

Il 31 marzo Prometeia ha aggiornato le sue previsioni macroeconomiche e ha indicato «5 motivi per cui la guerra in Ucraina apre una nuova era per l’economia» con un Pil atteso nel 2022 in crescita, in Eurozona e in Italia del 2,2% e nel mondo del 2,5 per cento. «L’inflazione (+5% in Italia nel 2022) - si legge nel rapporto - taglierà la spesa di famiglie e imprese; le catene globali di fornitura potrebbero subire nuovi arresti; le banche centrali cambiano approccio; l’incertezza spaventa i mercati finanziari e le politiche di bilancio orientate ad attenuare gli impatti degli aumenti, ma non in grado di far recuperare il rallentamento del Pil».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti