LA STRETTA ANTI-COVID

Dall’Abruzzo alla Valle d’Aosta, le regioni allo scontro con il governo sulle aperture

Dopo lo strappo del governatore Marsilio, che ha deciso con un’ordinanza di far passare la regione dalla zona rossa a quella arancione, il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal governo: ma la cabina di regia ha deciso che ci sono le condizioni per un ritorno in arancione a partire dal 13 dicembre

di Andrea Carli

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2' di lettura

A lanciare il sasso nello stagno, mettendo in discussione la scelta del governo, è stato il presidente della regione Abruzzo Marsilio il 6 dicembre che giocando d’anticipo con un’ordinanza ha riportato anzitempo quella che era l'unica regione rossa d'Italia nella fascia inferiore, l’arancione. Risultato: ricorso al Tar da parte dell’esecutivo, e decisione dei giudizi amministrativi di accogliere la richiesta di sospensiva. L’Abruzzo torna rosso, ma solo per un giorno: nel frattempo infatti, alla luce del monitoraggio settimanale delle regioni a cura della cabina di regia (periodo di riferimento: 30/11-06/12) domenica 13 dicembre cambierà ancora colore e tornerà arancione.

A Pescara, il centro più grande della regione, negozi chiusi, e ragazzi di seconda e terza media a casa. Un brutto colpo per quegli esercenti che avevano riaperto da qualche giorno e che nelle giornate canoniche dello shopping, a 13 giorni dal Natale, dovranno tenere le saracinesche abbassate.

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Covid: in vigore legge anti-Dpcm della Valle d'Aosta

Ma a “forzare” sul terreno delle aperture è stata anche la Valle d’Aosta, tutt’ora in zona arancione: è stata pubblicata venerdì 11 dicembre sul Bollettino ufficiale regionale ed è entrata in vigore oggi, sabato 12, la legge della Valle d'Aosta che consente al presidente della Regione autonoma di disporre autonomamente l’apertura tra l'altro di esercizi commerciali, bar e ristoranti, la pratica sportiva e la libertà di movimento dei cittadini, in deroga ai Dpcm. La contestata norma, di cui il Governo ha già annunciato di voler valutare l'impugnativa, era stata approvata dal Consiglio regionale il 2 dicembre con i voti degli autonomisti e della Lega. Il centrosinistra, che fa parte della maggioranza regionale, si è astenuto. In base a un’ordinanza che sarà firmata dal presidente della regione, Erik Lavevaz, e che si baserà sulla legge regionale in vigore da poche ore, da mercoledì 16 dicembre riapriranno bar e ristoranti nella regione. A stretto giro sarà firmata un’altra ordinanza che darà il via libera, fin dal 12 dicembre, alla possibilità di effettuare delle escursioni con le ciaspole. Resterà il divieto per lo scialpinismo, a meno di non essere accompagnati da una guida alpina.

Cosa cambia dal 13 dicembre

Intanto da domenica 13 dicembre Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte diventano zone gialle (come si è detto l'Abruzzo torna arancione) mentre governo ed esperti continuano a raccomandare ovunque prudenza. Si intensificano shopping e spostamenti con l'avvicinarsi del Natale ma l'ultimo bilancio del coronavirus in Italia parla di 19.903 contagi e 649 morti. Per questo il governo conferma la linea del rigore e le deroghe si preannunciano comunque minime. Annunciato per gennaio l'inizio delle vaccinazioni anti Covid. Ma prima bisognerà fare in modo che comportamenti meno rigorosi nel periodo delle feste natalizie provochino una terza ondata di contagi nel primi mesi del nuovo anno.

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