Contratto istituzionale di sviluppo

Dall’acropoli ai giardini urbani, rilancio per il centro di Cosenza

Fondi per 90 milioni di euro stanziati dal Cipe nel 2018. La sottosegretaria Orrico: «Si è perso troppo tempo, entro l'estate il contratto firmato»

di Donata Marrazzo

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Il centro storico di Cosenza, pieno di bellezze storiche, ha bisogno tuttavia di un progetto di ristrutturazione

Fondi per 90 milioni di euro stanziati dal Cipe nel 2018. La sottosegretaria Orrico: «Si è perso troppo tempo, entro l'estate il contratto firmato»


4' di lettura

«Già lo vedo rinato, pieno di vita, il centro storico di Cosenza. Attraverso i progetti che associazioni, comitati di quartiere, ordini professionali, enti e istituzioni mi hanno presentato, ho immaginato una nuova città dei Bruzi, con il suo vasto patrimonio artistico, letterario e filosofico, le biblioteche e il museo del fumetto, percorsi storici e traiettorie verdi. Ovunque giardini urbani rigogliosi a fare da ponte ai vecchi e ai nuovi presidi della cultura». Anna Laura Orrico, sottosegretaria al Ministero per i beni e le attività culturali, cosentina di origini, gestisce, con delega del ministro Dario Franceschini, il Contratto istituzionale di sviluppo per la riqualificazione del centro storico di Cosenza, bellissimo ma degradato. Fondi per 90 milioni di euro stanziati dal Cipe nel 2018. «Questo è un Cis preso per i capelli – dichiara Anna Laura Orrico –. Si è perso troppo tempo, ora dobbiamo arrivare all’estate con il contratto firmato».

Le proposte di istituzioni e cittadini
La sottosegretaria ha incontrato in prefettura i rappresentanti del territorio, istituzioni e cittadini, per raccogliere progetti e idee. L’associazione “Prima che tutto Crolli”, attiva da anni per il recupero dei centri storici, ha elaborato una proposta che è stata poi integrata da altre. «L’idea centrale è quella di realizzare una vera e propria acropoli recuperando la parte alta della città, dove hanno sede prestigiose strutture culturali, ma di prevedere, allo stesso tempo, con l’utilizzo di fondi aggiuntivi, interventi di edilizia sociale», spiega l’ingegnere Mimmo Gimigliano che è il coordinatore della proposta. “Giardini urbani diffusi” punta sulla riqualificazione del verde e gli orti urbani: con il Comitato Casco e la Fondazione Attilio ed Elena Giuliani progettano itinerari storici, artistici, culturali e paesaggistici che attraversano la città vecchia. La Fondazione, diretta dall’avvocato Franco Pellegrini, ha attivato un laboratorio urbano per la rigenerazione del centro storico.

La proposta del sindaco Occhiuto
Fondamentale il ruolo di enti e istituzioni: Regione, Provincia, Agenzia del demanio, Segretariato regionale del Mibact e Comune al momento della firma del Cis presenteranno le schede dei progetti. La valutazione tecnica spetta a Invitalia che è anche soggetto attuatore del contratto.

Il sindaco Mario Occhiuto offre piena collaborazione, pur con un pizzico di scetticismo considerati i tempi stretti. E mantiene una personale visione del problema e della soluzione: «La mia idea era quella di invertire il trend dello spopolamento, ponendo al centro la questione della sicurezza. Molti edifici privati sono a rischio crollo, sarebbe stato pertanto opportuno prevedere una deroga allo Sblocca Cantieri, nominando dei commissari per un intervento strategico, con procedure semplificate per gli espropri. Recuperando così gli immobili e destinandoli a studenti e giovani coppie». Occhiuto, che è architetto, parla anche in veste di delegato Anci ai lavori pubblici. Ma «il Mibact consente di agire su immobili di proprietà pubblica e con finalità culturali», precisa Anna Laura Orrico.

«Recupero urbano è questione culturale»
«Il recupero urbano della nostra città vecchia non è un problema tecnico o di metodo, ma culturale – precisa Nello Gallo, presidente dell’ordine degli Ingegneri di Cosenza – è una questione di conoscenza, attraverso la quale cogliere la complessità del problema». Gli ordini professionali - Ingegneri, Architetti, Geologi, Avvocati, Commercialisti - chiamati a partecipare al tavolo della sottosegretaria, hanno formulato «una proposta di sistema a supporto di una gestione trasparente dei progetti attraverso una piattaforma digitale - aggiunge Gallo -. Un’idea apprezzata, ma che va a incidere sulla governance attuativa del Cis, strumento che non sempre mostra livelli efficaci di attuazione. In ogni caso gli ordini verificheranno la correttezza delle procedure, sostenendo proposte che aiutino la crescita, coerenti con la visione degli enti locali, a tutela delle comunità e mai a sostegno di interessi diversi».

Piazza Piccola a tutela del tessuto popolare

Il comitato di quartiere Piazza Piccola, vero baluardo del centro storico di Cosenza. «Condividiamo, per una volta, l’idea dell’esproprio degli immobili a rischio crollo formulata dal Comune – afferma il portavoce Stefano Catanzariti – ma già sulla destinazione delle case ci differenziamo. Non vogliamo gentrificazione, espulsioni, solo integrare e preservare il tessuto popolare. Quanto ai 90 milioni del Cis, abbiamo proposto degli itinerari che valorizzino gli attrattori principali ma mettano in luce anche gli elementi minori. Perché, come dice l’urbanista Fulvio Terzi, storico della città, è sempre il contesto che crea il luogo». Autori di uno studio approfondito sulle condizioni urbane e sociali del centro storico, gli attivisti di Piazza Piccola hanno presentato alla Orrico un dettagliato elenco dei finanziamenti già impegnati o in corso di attivazione sui beni pubblici: «Vogliamo evitare duplicazioni e speculazioni. Da Agenda urbana ai fondi per la Metro, abbiamo calcolato che gli interventi potrebbero valere 150 milioni di euro. La messa in sicurezza dei luoghi però è il primo passo. A ogni scossa di terremoto, a ogni crollo spontaneo, ci ricordiamo che da qui, se non si interviene, non ne usciamo vivi».

Agevolazioni e detrazioni
Anche le agevolazioni previste dal Governo sono un contributo alla centralità ritrovata di Cosenza Vecchia. Ecobonus, Sisma bonus, Bonus facciate, prevedono detrazioni fino all’85 per cento. Rappresentanze economiche e culturali del territorio, sensibili al tema della riqualificazione - Confindustria Cosenza, Unindustria Calabria e Ance, Confcommercio, Confartigianato, Università della Calabria, Club Unesco, Fai, Fondazione Carical – propongono e affiancano progetti, fuori e dentro il Cis. L’Enea, attraverso Confapi Calabria, sta valutando interventi di efficientamento energetico per il centro storico, attraverso il programma “Italia in classe A”. Del resto, abbattere le emissioni di CO2 rientra fra le azioni principali della rigenerazione urbana.

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