L’EMERGENZA COVID

Dall’Aifa ai Nas, è allarme truffe vaccini

L’Uif: è un business che interessa la criminalità. Rischio di fenomeni corruttivi, usura e manovre speculative

di An.C.

Regioni avanti sull'acquisto di vaccini, sos mercato nero

3' di lettura

Da una parte la necessità di premere sull’acceleratore della campagna di vaccinazione anti Covid, così da raggiungere quanto prima la cosiddetta “immunità di gregge”. Dall’altra il rischio, che è già realtà, che i vaccini diventino un’occasione per truffare le persone. Alle prese con un’emergenza sanitaria che si prolunga da circa un anno, l’idea di acquisire il siero in tempi stretti, e comunque prima di quello che la macchina organizzativa ha previsto, fa gola.

Gli allarmi non mancano, e truffe vengono segnalate da più parti: dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ai Nas, i Nuclei antisofisticazioni e sanità, all’Uif, l'Unità di informazione finanziaria italiana che vigila contro il riciclaggio (unità indipendente sotto l'egida della Banca d'Italia). E la linea delineata da alcuni presidenti di regione - dal Veneto al Piemonte, dall’Emilia Romagna alla Campania - di cercare i vaccini sul mercato, considerati i ritardi che hanno contraddistinto le forniture da parte delle aziende farmaceutiche produttrici, potrebbe aumentare i rischi di nuove truffe.

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Truffe vaccini: Aifa, non derogare da acquisto centralizzato

«Il pericolo delle possibili truffe collegate alla vendita illegale di vaccini anti Covid è anche all'attenzione di Aifa», ha confermato il direttore generale dell'Agenzia, Nicola Magrini. «È fondamentale - ha aggiunto - che non si deroghi dal rispetto delle norme per l'importazione dei farmaci, lavorando semmai per far sì che il meccanismo di acquisto centralizzato gestito dalla Commissione Ue diventi più efficiente e rapido».

Nas, pericolo truffe è reale, indagini in corso

Quello delle possibili truffe collegate alla vendita illegale di vaccini anti Covid è «un pericolo reale di cui i Nas si stanno occupando e si sono occupati anche nei giorni scorsi». La situazione, hanno sottolineato i Carabinieri del Comando Tutela della Salute, «è già alla nostra attenzione e un episodio di tentata truffa, su cui le indagini sono in corso, si è verificato a Perugia», dove è stato individuato un presunto intermediario che cercava di vendere alla Regione una partita di vaccini Astrazeneca. L'azienda ha smentito di esser coinvolta e sull'episodio indaga la procura di Perugia, mentre «su altre indagini c'è massimo riserbo».

L’Uif: è un business che interessa la criminalità

La pandemia ha aperto nuove terreni fertili alla criminalità organizzata e l’Unità di informazione finanziaria italiana che vigila contro il riciclaggio, ha lanciato una nuova allerta dopo quella della scorsa primavera che indicava i rischi del commercio di mascherine e di dispositivi di protezione. Oggi è la campagna vaccinale, ha denunciato. a fare gola ai gruppi criminali. Lo ha messo nero su bianco la comunicazione che la Financial unit italiana guidata da Claudio Clemente ha inviato ai tutti i soggetti che hanno l'obbligo di segnalarle le operazioni sospette. «La progressiva diffusione dei vaccini - si legge nel documento - potrebbe determinare l'insorgere di interessi economici da parte di gruppi criminali e quindi di tipologie di illeciti simili ad altre già individuate in connessione con la pandemia, quali manovre speculative, fenomeni corruttivi, condotte fraudolente o distrattive con riferimento al commercio di vaccini, delle loro componenti, di test per la rilevazione di positività al virus o di falsi medicinali». Lo scorso aprile la Uif aveva richiamato il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi, di possibili manovre speculative,nonché il rischio di usura, di acquisizione diretta o indiretta delle imprese da parte di organizzazioni criminali.

L’elenco dei settori a rischio infiltrazioni

Ci sono dei settori più “fragili” e quindi più permeabili alle infiltrazioni della criminalità, ha messo in evidenza ancora il documento: «Nel richiamare la comunicazione di aprile va considerato che presentano vulnerabilità accentuate il già citato comparto dei presidi medico-sanitari,come pure i settori immobiliare, edile, dei servizi di pulizia, tessile, turistico, della ristorazione e della vendita di prodotti alimentari, dei servizi funerari e dei trasporti».

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