Emergenza Coronavirus

Vaccini: dall’«Astranight» al last minute, gli incentivi delle regioni per smaltire le dosi

Le iniziative concentrate soprattutto al Sud puntano ad aumentare il ritmo della campagna vaccinale. Ma anche il Friuli Venezia Giulia lancia la vaccinazione “a sportello”

di Riccardo Ferrazza

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3' di lettura

Vaccinazioni “a sportello” (cioè ad accesso libero, senza prenotazione e convocazione) e giornate speciali (come l’AstraNight di sabato 8 maggio a Matera) sono gli strumenti che le Regioni mettono in campo per promuovere la campagna vaccinale. Soprattutto al Sud, dove si concentrano i valori più bassi di somministrazioni in rapporto alla popolazione (Campania, Calabria e Sicilia sono nelle ultime tre posizioni) e le dosi di vaccino vengono smaltite con più difficoltà (Sicilia, Calabria e Sardegna chiudono la graduatoria nel rapporto dosi disponibili/dosi somministrate). Iniziative che però vengono accompagnate da polemiche.

“Astranight” a Matera , somministrate 250 dosi su 75

Come nel caso di “AstraNight” di sabato 8 maggio, quando a Matera, dalle ore 22 alle 6 del mattino successivo, nella tenda donata dal Qatar e allestita come punto vaccinale in uno dei parcheggi dell’ospedale Madonna delle Grazie, potranno vaccinarsi con AstraZeneca, senza prenotazione, 750 persone tra i 60 e i 79 anni, con la priorità assegnata ad alcune fasce di disabili. Ma secondo quanto riferito domenica 9 maggio da un dirigente dell'azienda sanitaria materana, solo 250 delle 750 dosi disponibili sono state somministrate. Le somministrazioni si sono concluse mezz'ora dopo la mezzanotte e secondo quanto si è appreso, tutto si è svolto regolarmente e senza difficoltà.

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L’annuncio del presidente della Regione, Vito Bardi, aveva provocato le critiche di chi contestava il metodo scelto. Cgil, Cisl e Uil della provincia di Matera ne avevano chiesto l’annullamento per il pericolo di assembramento e la violazione del coprifuoco. «L’iniziativa - hanno scritto i sindacati - è veramente assurda se si considera che la platea dei destinatari non è composta da giovani o giovanissimi ma da persone nella fascia di età 60-79, tra le quali, dovrebbero essere vaccinate prioritariamente alcune categorie di soggetti fragili». La Basilicata ha ricevuto 63.600 dosi di AstraZeneca ma 30mila sono ancora in frigorifero: la percentuale di utilizzo (53%) è tra le più basse, battuta solo dalla Sicilia (50%).

Il metodo “a sportello” era stato già utilizzato dalla Regione in Basilicata a metà aprile quando per tre giorni circa cinquemila persone, tra i 60 e i 79 anni, si sono vaccinate con AstraZeneca dopo essersi presentate, senza prenotazione, nei punti vaccinali nei pressi degli ospedali di Potenza e Matera.

In Campania vaccini anche a chi ha meno di 30 anni

Era invece aperto a tutte le fasce d’età l’«open day» di Marcianise (Caserta) andato avanti per 13 ore a partire dalle 14 del 3 maggio. Alla fine quasi 2.500 le persone vaccinate, tra cui centinaia di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. L’Asl di Caserta ha annunciato un nuovo evento per martedì 11 maggio: sarà un “Astra day” di 24 ore a partire dalle 6 del mattino e riguarderà le persone maggiorenni residenti nel territorio dell’Asl di Caserta. L’accesso non sarà libero come a Marcianise ma chi vorrà vaccinarsi dovrà registrarsi dalla mezzanotte dell’8 maggio. La Campania è riuscita finora a utilizzare l’81% delle scorte di Astrazeneca, valore superiore di 7 punti alla media nazionale.

Calabria, vax day di 4 giorni per recuperare il ritardo

Il “vax day” è un metodo usato anche dalla Calabria per risalire nella classifica nazionale: la Regione ha somministrato 33.171 dosi ogni 100mila abitanti (il valore più basso dopo quella della Sicilia) e il 27% della popolazione nella fascia 80-89 anni non ha ancora ricevuto la prima dose. Nella “quattro giorni vaccinale” dall’1 al 4 maggio sono state somministrate quasi 60mila dosi, con una media quotidiana di 15mila vaccini, valore superiore all’ultimo target indicato dal commissario Figliuolo (12.384). Anche la Calabria ha sottolineato una certa diffidenza verso i vaccini, in particolare Astrazeneca. Delle 201.100 dosi consegnate solo il 59% è stato inoculato: una delle percentuali più basse.

In Friuli Venezia Giulia vaccino «last minute»

«In Friuli Venezia Giulia nella fascia 60-70 anni si supera di poco il 60% di adesione, è chiaro che è un problema» ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Nella Regione in questa classe di età hanno ricevuto una dose il 24,9% dei residenti: la media nazionale è del 40,8 per cento.

Per correggere la tendenza possono servire iniziative come quella annunciata nel fine settimana: tra Gorizia e Trieste, chi avrà diritto potrà prenotare una vaccinazione all’ultimo minuto. Ci sono circa duemila dosi in più a disposizione rispetto alle somministrazioni già programmate tra venerdì e domenica. Le somministrazioni sono riservate ai cittadini tra i 60-79 anni (che non appartengono a categorie prioritarie: persone estremamente vulnerabili, Polizia e Forze dell'ordine, Protezione civile, conviventi e caregiver di persone fragili).

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