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Dall’aumento del salario minimo in Olanda a meno Iva in Spagna, pioggia di aiuti negli stati Ue

In un incontro con le parti sociali il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha proposto di « esentare da tasse e imposte ulteriori pagamenti fino a 3000 euro, se questi possono aiutare i lavoratori a superare meglio la crisi»

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4' di lettura

Di fronte a una corsa delle bollette che, sulla scia dello scontro in Ucraina, non sembra aver fine, i paesi che fanno parte dell’Unione europea corrono ai ripari per tutelare le famiglie, nell’attesa che Bruxelles promuova soluzioni ad hoc, come ad esempio il price cap, sul quale l’esecutivo Ue potrebbe avanzare una proposta prima del Consiglio Affari Energia del 30 settembre. Olanda, Spagna e Germania scelgono ciascuna una propria strada: dal salario minimo al taglio dell’Iva.

Olanda: governo aumenterà salario minimo del 10% contro caro-vita

Re Gugliemo Alessandro dei Paesi Bassi ha anticipato che il governo olandese annuncerà un aumento del 10% del salario minimo per aiutare i lavoratori ad affrontare il caro-vita. La misura fa parte di un pacchetto di aiuti da 18 miliardi di euro messo in campo dal governo per sostenere le famiglie a far fronte all’aumento dell’inflazione e dei prezzi dell’energia che verrà annunciato ufficialmente in serata dall’esecutivo. Il rialzo degli stipendi è il più alto annunciato sin qui in Europa. Aumenteranno anche i benefici sociali, comprese le indennità per i figli minori. Il governo olandese - ha aggiunto il Re - annuncerà un limite al prezzo dell’energia «in modo che le persone possano continuare a pagare le bollette». Le misure saranno parzialmente finanziate da «un contributo aggiuntivo temporaneo da parte delle compagnie di gas e petrolifere».

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Spagna, il Cdm approva la riduzione dell’Iva al 5%

Il Consiglio dei ministri spagnolo ha ad esempio approvato un decreto che stabilisce la riduzione dell’Iva sul gas dal 21% al 5%. La misura, preannunciata a inizio mese dal premier Pedro Sánchez, entrerà in vigore ad ottobre e resterà valida fino al 31 dicembre. Un provvedimento simile era già stato adottato per quanto riguarda l’elettricità. «Manteniamo il nostro impegno nei confronti della maggioranza sociale di questo Paese, riducendo le tasse sull’elettricità fino all’80%, per aiutare le famiglie e le aziende ad affrontare questa crisi energetica», ha commentato su Twitter Sánchez. La riduzione dell’imposta si applicherà anche a pellet, bricchetti e legna da ardere, destinati agli impianti di riscaldamento, i cui prezzi sono aumentati considerevolmente con l’avvicinarsi dell’inverno (per un risparmio pari a 19,4 milioni dei 209 milioni di risparmio totale stimato).

Germania: Scholz, fino 3000 euro esentasse a lavoratori

In Germania la Bundesbank nel suo rapporto mensile ha messo in evidenza che «aumentano i segnali di una recessione dell’economia tedesca nel senso di un arretramento dell’economia chiaro, durevole e di ampia portata». Il raffreddamento della congiuntura è previsto per l’ultimo trimestre del 2022, e il primo del 2023. Stando alla Buba, l’alta inflazione e l’insicurezza, inoltre, non toccheranno «soltanto l’industria ad intenso consumo di gas ed elettricità e i loro affari nell’export e negli investimenti, ma anche i consumi privati e servizi che ne dipendono». A metà settembre il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha incontrato le parti sociali. «Ho offerto di esentare da tasse e imposte ulteriori pagamenti fino a 3000 euro, se questi possono aiutare i lavoratori a superare meglio la crisi», ha spiegato Scholz dopo l’incontro a Berlino. Il cancelliere ha fatto riferimento ai tanti cittadini preoccupati per il forte aumento dei prezzi «al supermercato, al distributore di benzina e nei costi di riscaldamento» e alle imprese sempre più sotto pressione. Scholz ha poi aggiunto nuovamente che il suo governo «non lascerà nessuno solo». La concertazione tra governo e parti sociali proseguirà con una nuova riunione a novembre.

Lisbona: più sostegni contro il caro affitti

Le iniziative vengono promosse anche a livello di singoli comuni. Quello di Lisbona, nel suo piano di sostegno antinflazione ai cittadini, raddoppierà i fondi per il sussidio a coloro che vivono in affitto. Lo ha annunciato il sindaco Carlos Moedas durante l’inaugurazione di una scuola. Un piano di sussidi di questo tipo, nella capitale portoghese, già esiste e mira a mantenere la spesa per l’affitto di un singolo o di una famiglia entro il 30% del reddito complessivo degli affittuari, ma sovvenzionando sempre non più di un terzo della pigione mensile. Il recente caro affitti, motivato dall’inflazione, ma soprattutto dalla scarsità di appartamenti reperibili sul mercato, rende questi conti sempre più difficili da far quadrare, oltre che insufficienti rispetto alla quantità di famiglie che ne avrebbero bisogno. Moedas, dopo aver annunciato che non aumenterà gli affitti negli immobili comunali, dove risiedono circa 21 mila famiglie, spera di poter raggiungere almeno altri mille destinatari attraverso i nuovi pacchetti di sostegno da erogare, ma al momento non rivela quale sarà la cifra messa in campo dall’esecutivo municipale da lui guidato, essendo a capo di una maggioranza non assoluta, di centrodestra, che proprio qualche giorno fa era stata battuta dall’opposizione di sinistra sulla sospensione di nuove locazioni turistiche in quindici quartieri della capitale. Una sospensione che le sinistre hanno deciso di prorogare per un altro semestre, considerando che uno dei motivi principali del caro affitti sia proprio il ritorno in massa dei turisti nelle grandi città portoghesi dopo la crisi pandemica. Non a caso, il piano comunale antinflazione non è ancora pronto perché in fase di elaborazione fra tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale. Nel suo discorso Moedas ha inoltre ricordato l’impatto negativo che il prezzo delle case sta avendo sulla capacità di attrarre in città alcune figure professionali quali poliziotti e professori, e gli stessi studenti universitari.

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