liquidazione e fondi pensione

Dall’azienda sì, dall’Inps no: lo strano caso del Tfr pregresso da versare al fondo pensione

Che ne è della liquidazione accumulata prima di aderire al fondo pensione? Dipende: anche se la norma è uniforme per tutti, di fatto chi è attivo in aziende con oltre 50 dipendenti non può conferire a previdenza complementare il Tfr pregresso. Ecco perché

di Paolo Pellegrini (*)


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Foto Marka

3' di lettura

Come noto, qualunque lavoratore dipendente privato, dopo aver lasciato il Tfr presso il datore di lavoro, può a un certo punto ripensarci e aderire a un fondo pensione, destinandovi il Tfr maturando da quel momento in poi. Si può decidere di versare anche il Tfr frattanto lasciato in azienda? Il versamento avviene in sospensione di imposta? La risposta è affermativa. La 244/2007 ha per prima sancito in modo esplicito la possibilità per i lavoratori di versare il Tfr “maturato” in azienda ad una forma pensionistica complementare.

I chiarimenti delle Entrate
Quasi contemporaneamente è intervenuta l'Agenzia delle Entrate (cfr. Circolari 70/E/2007 e 1/E/2008) fornendo chiarimenti circa le modalità di tassazione del cosiddetto Tfr “pregresso” destinato ai fondi pensione. In particolare è necessario comunicare al fondo pensione i periodi di maturazione del Tfr (M1 ante 31.12.2000; M3 ante 31.12.2006; M3 post 1.1.2007) e la parte corrispondente alla rivalutazione, già tassata in capo al datore di lavoro, per consentire il corretto trattamento fiscale.

Gli scaglioni fiscali
Infatti, le somme versate al fondo pensione a titolo di “Tfr pregresso” sotto il profilo fiscale concorreranno ad incrementare convenzionalmente la posizione di previdenza complementare in corrispondenza dei periodi di formazione del Tfr (ad es. il Tfr maturato in azienda dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 se versato al fondo pensione a titolo di Tfr pregresso concorre ad incrementare M2 indipendentemente dalla data in cui viene effettuato il versamento), trovando applicazione, in corrispondenza di ciascun montante (M1, M2 ed M3) il regime di tassazione vigente pro-tempore.

L’orientamento della vigilanza
Anche la Covip, con le risposte a quesito di maggio 2009 e maggio 2014, ha chiarito che il versamento del Tfr pregresso a forme pensionistiche complementari è possibile, anche con riferimento alla quota lasciata in azienda post 1.1.2007, a patto che il lavoratore e il datore di lavoro siano d'accordo. L'istituto del versamento del Tfr pregresso rappresenta una importante possibilità di finanziamento aggiuntivo della posizione di previdenza complementare per tutti i lavoratori aderenti che hanno precedentemente maturato il Tfr in azienda. È tuttavia necessario che il lavoratore e il datore di lavoro siano d'accordo.

Qual è il vantaggio fiscale?
Per i montanti post 1° gennaio 2007 è molto probabile che il versamento sia vantaggioso: il Tfr lasciato in azienda è soggetto a tassazione separata e riliquidato con l'aliquota media degli ultimi 5 anni, mentre se versato nel fondo pensione è soggetto a tassazione sostitutiva a seconda della prestazione richiesta (23% o 15-9%). Più difficile, invece, è quantificare la convenienza fiscale del versamento di Tfr maturato prima del 31 dicembre 2006, poiché il Tfr versato al fondo pensione è soggetto a imposizione separata. Il vantaggio fiscale si ripropone se si intende optare per la RITA, poiché anche su tale montante si applicheranno le aliquote sostitutive a seconda della prestazione richiesta (23% o 15-9%).

È sempre possibile versare il Tfr pregresso al fondo pensione?
Si è già detto che il versamento è possibile solo se datore di lavoro e lavoratore sono d'accordo. Quando però il Tfr post 1.1.2007 è confluito nel fondo di Tesoreria (per le aziende con più di 50 addetti – conta la media nell'anno 2006 o nell'anno di costituzione), occorre che il datore di lavoro “estragga” tali versamenti dall'Inps. Purtroppo ad oggi non sono disponibili procedure per conseguire questo risultato. Questo nonostante le norme dicano che il lavoratore che ha il Tfr versato in Tesoreria non debba essere penalizzato.

(*) Vicedirettore di Mefop

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