IL COMMENTO

Dall’energia ai rifiuti, integrare i servizi per tutelare i consumatori

La relazione annuale 2019 del Presidente di Arera Stefano Besseghini è la prima da quando l'Autorità indipendente di regolazione si occupa contemporaneamente di energia, servizio idrico e rifiuti. Una delle poche così nel mondo. Il Presidente lancia subito una sfida: la regolazione congiunta dei settori energia, servizio idrico e rifiuti offre un'occasione unica per una lettura intersettoriale della tutela dei consumatori

di Alfredo De Girolamo


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3' di lettura

La relazione annuale 2019 del Presidente di Arera Stefano Besseghini è la prima da quando l'Autorità indipendente di regolazione si occupa contemporaneamente di energia, servizio idrico e rifiuti. Una delle poche così nel mondo. Il Presidente lancia subito una sfida: la regolazione congiunta dei settori energia, servizio idrico e rifiuti offre un'occasione unica per una lettura intersettoriale della tutela dei consumatori. Da qui la sottolineatura sull'importanza di superare i sussidi incrociati nelle tariffe e promuovere un utilizzo integrato dei bonus da parte degli utenti più in difficoltà. Besseghini lo dice in modo chiaro: serve una legge nazionale per integrare le banche dati e favorire un uso congiunto dei bonus, utilizzati ancora da solo il 36% degli utenti a basso reddito.

Nell'ultima pagina una delle frasi più interessanti, sulla quale vorrei soffermarmi: «il settore dei servizi pubblici appare certamente uno dei più rilevanti in termini di investimenti, i cui effetti possono rapidamente dispiegarsi sia in termini di occupazione che di miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini». Dunque è questa la consapevolezza che Besseghini esplicita con forza e che coincide sicuramente con quella del mondo delle imprese, ma fino ad ora poco presente nelle politiche di Governo e nel dibattito pubblico.

L'allarme che il Presidente lancia in modo così esplicito permette di sollevare un velo di ipocrisia tipico del nostro Paese: il divario fra Centro-Nord e Sud è gravissimo, e aumenta, caratterizzato in modo evidente in tutti i servizi. Lo chiama “service divide”. Tutti lo sanno, ma non se ne parla: i servizi energetici, idrici, ambientali (e anche quello dei trasporti) hanno standard e qualità diverse nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Sud, in una forma intollerabile in un Paese sviluppato e civile.
Tre temi orizzontali, che attraversano tutti i settori, allarmi e opportunità lanciati al mondo della politica e dei decisori politici.

I settori
Non è un caso che la Relazione annuale inizia con il riferimento al settore dei rifiuti urbani, sui cui l'Autorità ha competenze da un anno e mezzo ed ha avviato i primi provvedimenti nel 2019. Un settore complesso, che Arera sta affrontando con prudenza e attenzione, in un servizio caratterizzato da eterogeneità gestionale, per cui serve una regolazione flessibile e asimmetrica, in grado di recepire e valorizzare le specificità territoriali. La Relazione conferma il timing contenuto nei recenti provvedimenti: primo periodo di regolazione reale dal 2020 al 2023. Obiettivi prioritari la trasparenza del settore ed il passaggio da tassa a tariffa, due idee chiare.

Sul servizio idrico la Relazione ricorda i progressi fatti, l'aumento degli investimenti negli ultimi anni e del tasso di realizzazione degli stessi, anche grazie alla regolazione. Si propone l'introduzione della “sunshine regulation” un modo per consentire a tutti di confrontare qualità e tariffe di tutti i gestori, in una logica di trasparenza e confronto. La sfida adesso è quella dell'innovazione, con l'introduzione di contatori smart. La principale criticità il “water service divide”, con l'Italia del Sud ancora caratterizzata dal mancato rispetto dei criteri di regolazione, da frammentazione gestionale, da mancanza di politiche industriali, da una morosità inaccettabile in un Paese civile.

In campo energetico la Relazione sottolinea la necessità di integrare le reti a scala europea, di promuovere reti locali capaci di assorbire la produzione diffusa da fonti rinnovabili, sia nel settore elettrico che in quello del gas, di raggiungere gli obiettivi europei e globali legati al contrasto ai cambiamenti climatici. Sulla distribuzione di gas si denunciano i continui rinvii delle gare locali e si propone, giustamente, di allungare i tempi delle concessioni, oggi limitati a 12 anni.

Sul lato consumatori si avvicina la sfida del 2020 con il superamento dei regimi di maggior tutela ed il passaggio di tutti i consumatori al regime di libero mercato. Una scelta complessa, che riguarderà milioni di consumatori, sicuramente i meno informati e consapevoli, e per evitare impatti negativi Arera ha attivato servizi di supporto e informazione ai consumatori di alta qualità: il portale consumi, lo sportello del consumatore. Besseghini lancia un allarme e un richiamo alle aziende che operano nel segmento della vendita retail di energia elettrica e gas. Una concorrenza troppo aggressiva e spregiudicata ha reso poco attraente il mercato libero per molti consumatori, occorre un salto di qualità e di maturità delle imprese.

Insomma la regolazione ha migliorato i settori energia e servizio idrico sia sul lato della crescita delle imprese che sul lato della tutela del consumatore. Adesso la sfida è di fare altrettanto nel delicato e difficile settore dei rifiuti urbani. Qualità, efficienza, trasparenza, innovazione, queste le parole chiave. Un settore fondamentale per la crescita economica del Paese ma che deve superare un divario territoriale fra Centro-Nord e Sud inaccettabile.

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