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Caro carburante, il conto per le famiglie sale a 14,7 miliardi

Focus del Codacons: per le casse statali si tratta di un maggiore guadagno da circa 5,6 miliardi di euro all’anno a titolo di Iva e accise, considerato che su ogni litro di benzina il 54,5% va in tasse, il 50,1% sul gasolio

di Andrea Carli

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2' di lettura

Ai livelli attuali il caro-carburanti determina un conto per le tasche degli italiani pari a 14,7 miliardi di euro tra maggiori spese, costi diretti e indiretti. È quanto sottolinea il Codacons, che ha realizzato uno studio per capire come l’escalation dei listini di benzina e gasolio si ripercuota sulle famiglie.

Oggi la benzina costa oltre il 10% in più rispetto a 4 mesi fa

A partire da maggio i prezzi dei carburanti hanno subito in Italia una salita costante al punto che oggi, basandosi sui dati settimanali ufficiali forniti dal Mase, la benzina registra un incremento del +10,5% rispetto ai prezzi medi di 4 mesi fa, mentre il gasolio è aumentato addirittura del +16,6%.

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Un pieno di benzina costa 228 euro all’anno in più a famiglia

Questo, osserva il Codacons, significa che da quando è iniziata la curva crescente dei listini alla pompa, un pieno di benzina costa oggi agli automobilisti 9,5 euro in più, pari ad una maggiore spesa da +228 euro all’anno a famiglia ipotizzando due pieni al mese ad automobile, mentre per un pieno di gasolio la maggiore spesa raggiunge quota 13,7 euro, ossia +329 euro all’anno a famiglia.

Per lo Stato maggiori incassi da 5,6 miliardi per Iva e accise

In Italia, in base all'ultimo dato Unrae, circolano 39.272.000 autovetture, ossia in media 1,5 automobili a famiglia residente. Facendo una media tra benzina e gasolio, ai listini attuali le famiglie italiane si ritrovano a spendere complessivamente 10.777.950.000 di euro in più su base annua solo per i rifornimenti di carburante ai distributori. Per le casse statali si tratta di un maggiore guadagno da circa +5,6 miliardi di euro all’anno a titolo di Iva e accise, considerato che su ogni litro di benzina il 54,5% va in tasse, il 50,1% sul gasolio.

Le conseguenze sui listini finali dei beni

I rincari dei carburanti, tuttavia, non si avvertono solo alla pompa, ma hanno effetti diretti sui prezzi dei prodotti trasportati – che rappresentano l'88% della merce venduta in Italia - con un incidenza fino allo 0,6% sui listini finali dei beni venduti sugli scaffali di negozi e supermercati. Un ulteriore aggravio di spesa da oltre 3,9 miliardi di euro all'anno per le famiglie italiane – calcola il Codacons.

Tra costi diretti e indiretti, e ai livelli attuali dei listini alla pompa, la maggiore spesa in capo agli italiani determinata dal caro-carburanti raggiunge quindi quota 14,7 miliardi di euro in un anno, conto che potrebbe aggravarsi qualora i prezzi di benzina e gasolio dovessero continuare a crescere.

Verso un bonus benzina da 80 euro

Lunedì 25 settembre è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri un nuovo pacchetto energia. Tra le soluzioni previste da un nuovo decreto, un bonus benzina da 80 euro che il Governo vorrebbe riconoscere a 1,3 milioni di famiglie. Secondo il Codacons si tratta di una goccia nel mare. Un aiuto da complessivi 104 milioni di euro che rappresenta appena lo 0,7% della stangata che gli italiani stanno subendo a causa dell'impennata dei carburanti. Un bonus inutile e immorale, se si considera che lo Stato sta registrando incassi record grazie al caro-benzina, e dispone ora di mezzi e risorse per intervenire sulle accise ottenendo un effetto calmierante non solo sui prezzi alla pompa, ma sui listini di tutti i prodotti venduti in Italia.

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