New space economy

Dall’Europa una costellazione di satelliti attorno alla Luna (a guida italiana)

Due diversi consorzi, uno guidato da Telespazio, studieranno la fattibilità di un complesso sistema di geolocalizzazione lunare e di telecomunicazioni

di Leopoldo Benacchio

4' di lettura

Moonlight è il nome della nuova iniziativa dell'Agenzia spaziale europea, Esa, per il ritorno alla Luna. Nome bene augurante per l'Europa, dato che la luce della Luna, fin dall'antica Grecia ha ispirato poesia, letteratura, splendida musica, ricordiamo la sonata di Beethoven, e anche gran bei film.
Dopo tanto parlare negli ultimi anni del ritorno al nostro satellite ora si fa sul serio ed Esa si muove dando l'incarico a due diversi Consorzi europei di studiare la fattibilità tecnologica ed economica di un complesso, quanto indispensabile, sistema di geolocalizzazione lunare e di telecomunicazioni da e per la Luna.

Si pensa a una piccola costellazione di satelliti attorno alla Luna, con basi di ascolto sulla Terra e sul nostro satellite.

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L'Italia, con Telespazio, guida una delle due, con partner importanti, sia nazionali che europei. E non poteva essere diversamente, dato che fu proprio questa compagnia, oggi partecipata da Leonardo in maggioranza, e Thales, a farci vedere 60 anni fa il primo uomo che poneva piede sul nostro satellite, e da allora ha accompagnato lo sviluppo italiano nel campo delle telecomunicazioni da e per lo spazio.

Abitazioni e laboratori lunari

Stazioni spaziali, abitazione e laboratori sul suolo lunare, moduli di trasporto merci, astronauti che vanno e vengono dalla Terra e dalle stazioni, tanti robot in azione e poi infine mezzi di tutti i generi che si muovono e probabilmente scavano anche al suolo del nostro pianeta.

È questa la visione dei prossimi dieci anni che vedranno la Luna abitata permanentemente e sfruttata in favore del nostro pianeta. Almeno 80 le iniziative che si prevedono da qui alla fine del decennio verso la Luna, sia istituzionali che private e prima fra tutte la complessa missione Nasa Artemis, che prevede un nuovo sbarco sul nostro satellite per il 2024 e la costruzione di una Stazione spaziale attorno alla Luna stessa.

Ma ci sono anche rischi: popoli diversi, lingue, sistemi diversi, si rischia una biblica babele di tanti diversi sistemi di comunicazione, e questo e il peggio che potrebbe capitare per uno sviluppo armonioso dell'iniziativa lunare.

Una infrastruttura di satelliti attorno alla Luna, con basso tempo di latenza e visibilità 24 ore al giorno, permetterà lo sviluppo delle tante iniziative e una forte economia di scala sulla parte telecomunicazioni, che favorirà anche i Paesi meno forti dal punto di vista economico e tecnologico.

Studio di fattibilità

È questo il succo del messaggio dato da Eloide Viau, nuovo direttore responsabile delle telecomunicazioni di Esa. E in questo Esa potrà giocare l'esperienza importantissima sviluppata per lo sviluppo del sistema Galileo che al momento, è bene ricordarlo è il più importante e preciso per il sistema di geolocalizzazione, gestito da due centri europei, uno dei quali è al Fucino, presso proprio Telespazio.

Esa quindi al momento ha commissionato uno studio di fattibilità, certo non facile, che potrebbe portare al dimensionamento del sistema definitivo che probabilmente seguirà, finalmente anche in Europa, un modello di partnership privato pubblico.

Al Consorzio guidato da Telespazio partecipano gli operatori satellitari Inmarsat e Hispasat, aziende manifatturiere quali Thales Alenia Space, OHB e MDA, ALTEC, e con il coinvolgimento di PMI come Nanoracks Europe e Argotec, Università e Centri di ricerca quali SEE Lab SDA Bocconi e Politecnico di Milano.Il secondo Consorzio è guidato da Surrey Satellite Technology Limited (SSTL), con sede nel Regno Unito, e comprende anche una serie di società, tra cui il produttore di satelliti Airbus, i fornitori di reti satellitari SES e Kongsberg Satellite Services e la Goonhilly Earth Station nel Regno Unito.

Una bella gara insomma. Si tratta comunque, secondo Luigi Pasquali, coordinatore delle Attività spaziali di Leonardo e Amministratore Delegato di Telespazio, di avere anche una visione in avanti, perché c'è tanto da fare per sostenere la vita sulla Luna.

Non è una passeggiata, insomma, ma secondo Pasquali il nostro marchio, il “made in Italy” potrebbe essere un vantaggio dato che, una volta che sarà sbarcato il o la prima astronauta e sarà stata costruita il primo ambiente lunare, ci saranno problemi sempre crescenti da risolvere in cui noi abbiamo qualcosa da dire: alimentazione, progettazione architettonica, ambiente e arredamento, studio e sviluppo di materiali.

Ci si aspetta da tutto questo una ricaduta importante per noi, nel senso per la vita sulla Terra, come fu per Apollo. Un piccolo esempio fatto da Pasquali: la guida autonoma fondamentale per la mobilità e il lavoro sulla Luna è anche elemento fondamentale per le smart City, in cui ci si prefigura automobili in grado di gestirsi da sole semplificando il traffico, migliorando i parcheggi, dando così più spazio alla vivibilità in città che saranno sempre più popolate.

Le ricadute sulla Terra

Andando sulla Luna, in sostanza, possiamo migliorare anche la sostenibilità sulla Terra, che di fatto è anche uno dei business più promettenti dell'immediato futuro.

Soldi in gioco pochi per i due Consorzi, appena sufficienti per stilare lo studio di fattibilità, qualche milione, ma la prima fase di questo progetto, secondo alcune stime potrebbe portare a un impegno successivo almeno di 500 milioni, o anche oltre, dato che si tratta di un progetto a cofinanziamento.

Sarà questo, insomma, uno dei grandi progetti Esa, come per esempio ExoMars che il prossimo anno porterà la bandiera europea sul pianeta Marte, ed è probabile che occorrerà che l'Europa, e i singoli Stati, aumentino il budget spaziale, oggi inferiore ai 10 miliardi, meno della metà di Nasa. Consegna a 12 mesi, poi confronto fra i due Consorzi, adozione di uno o dell'altro o anche di una fusione dei due, come spesso succede in Europa per motivi politici.

Quel che è certo è che alla prossima riunione dei ministri europei competenti per lo spazio, fine 2022 si presume che dovranno essere messe sul tavolo comunque ulteriori risorse.Facciamo una scommessa, molto giustificata, sulla squadra a guida italiana, che comunque da quello che si è visto dalla conferenza stampa di Telespazio tenutasi oggi, intende giocarsela fino in fondo.

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