Interventi

Dall’Europa un esempio e una nuova agenda

di Paola Profeta

Christine Lagarde e Ursula von der Leyen (Epa)

3' di lettura

Il 2 luglio 2019, Christine Lagarde viene designata dal Consiglio Europeo per succedere a Mario Draghi come presidente della Banca Centrale Europea, prima donna in questo ruolo. Era già stata la prima donna a capo del Fondo Monetario Internazionale. Nella stessa data, il Consiglio Europeo designa Ursula van der Leyen alla carica di Presidente della Commissione Europea. Con 11 commissarie su 26, la Commissione guidata da van der Leyen è la più bilanciata per rappresentanza di genere di sempre. Due donne ai vertici delle più importanti istituzioni europee, tempi del potere e luoghi di decisioni che hanno impatto su tutta Europa, e non solo. Un traguardo importante per la parità di genere, per il riconoscimento del valore delle donne, che può portare all’inizio non solo di una maggiore inclusione delle donne nei luoghi decisionali, ma anche di una nuova agenda a favore della parità di uomini e donne.

Anche da altri campi, tradizionalmente guidati da uomini, arrivano segnali di cambiamento. Dai media alla ricerca scientifica alla politica, sono molte nel 2019 le donne arrivate in posizioni di vertice.

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Solo per ricordarne alcune, Roula Khalaf è la prima donna dopo 151 anni a dirigere il «Financial Times», principale quotidiano economico-finanziario del Regno Unito fondato nel 1888. Fabiola Gianotti viene riconfermata (prima volta che ciò accade) alla direzione del Cern di Ginevra. Esther Duflo vince il premio Nobel per l’economia. Sanna Marin diventa primo ministro in Finlandia: a 34 anni è a capo di una coalizione di partiti tutti a guida femminile. Donne in queste posizioni hanno la potenzialità di avviare un cambiamento nei loro campi, non solo a favore del riconoscimento e dell’inclusione delle donne, ma anche di una maggiore attenzione ad alcuni temi tipicamente poco affrontati dagli uomini.

Tra questi, sicuramente l’ambiente. Su questo tema, una giovane donna di soli 16 anni si è guadagnata il titolo di personaggio dell’anno 2019, secondo «Time». Greta Thunberg, attivista svedese, è forse la più conosciuta di tutte. A capo di un movimento internazionale a difesa del clima, simbolo della lotta a difesa dell’ambiente, riesce a scuotere le coscienze di tutti noi. Il suo messaggio è semplice, ma potentissimo e sta sensibilizzando intere generazioni. Le sue accuse ai governi di non prendere sul serio la drammatica situazione ambientale sono feroci, le sue parole infuocate, le sue proteste senza appello.

Anche l’Italia ha le sue donne esemplari del 2019. Marta Cartabia è la prima donna Presidente della Corte Costituzionale. Liliana Segre, tenendo viva la memoria delle discriminazioni razziali e dell’orrore delle deportazioni nei campi di sterminio, è diventata il simbolo della lotta alle intolleranze.

Le donne ai vertici aiutano la promozione della parità di genere. Ma da sole non bastano, devono essere il risultato di un processo di cambiamento totale del Paese. Nell’ultimo anno, l’Italia ha purtroppo perso ben 6 posizioni nella classifica annuale del World Economic Forum sulla parità di genere. Siamo, come al solito, tra gli ultimi in Europa, insieme a Grecia, Malta e Cipro.

Ma qualche buona notizia ci fa ben sperare. Il 2019 passerà alla storia per l’anno della svolta per il professionismo femminile nello sport. A fine anno è stata prorogata la legge Golfo-Mosca, che impone quote di rappresentanza di genere per le società quotate e società a controllo pubblico. La quota di rappresentanza per ciascun genere, prevista dalla legge, è stata elevata dal 33% al 40%. Il governo eletto nel 2019 ha visto, dopo anni, il ritorno del Ministero delle pari opportunità. La ministra Elena Bonetti sta già lavorando a un piano nazionale per la parità di genere. Un piano urgente e necessario per recuperare posizioni nel nuovo anno.

Il cambiamento ha bisogno di azioni e di donne esemplari. Perché, come ha detto recentemente Barack Obama, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore se le donne fossero ai posti di comando. L’augurio è che nel 2020 si moltiplichino e mettano in atto strategie vincenti.

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