ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOltre alla manovra

I dossier più caldi sul tavolo del Governo: dall’ex Ilva a Ita, a Tim e rete unica

Per quanto riguarda l’acciaieria di Taranto, è attesa per mercoledì 28 dicembre una riunione del Consiglio dei ministri. In caso di fumata nera, i sindacati sono pronti a organizzare una protesta

Ex Ilva, Urso: "Il Governo non vuole statalizzarla"

4' di lettura

Non ci sono solo la manovra (il testo è approdato oggi al Senato in vista del via libera definitivo, atteso nella serata di mercoledì 28 dicembre) o gli obiettivi del Pnrr da portare a casa entro la fine dell’anno. La corsa contro il tempo per il governo Meloni sfiora anche alcuni dei dossier economici più delicati, da cui dipende gran parte del futuro di settori strategici e di rilevanza fondamentale per la sicurezza nazionale, come la siderurgia, il trasporto aereo e le telecomunicazioni.

Tra ex Ilva, Ita Airways e Tim si tratta di una sfida da cui dipende in gran parte la modernizzazione del Paese, con oltre 25 mila posti di lavoro in ballo. In tutti e tre i casi ci si attende una soluzione entro la fine del’anno.E poi si si corre per convertire il decreto rave, con la maggioranza che teme l’ostuzionismo dell’opposizione.

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Ex Ilva

L’appuntamento per tentare di trovare una via d’uscita è fissato, salvo sorprese, per mercoledì 28 dicembre a Palazzo Chigi, in consiglio dei ministri. Con i sindacati che, nel caso di una fumata nera, sono pronti a organizzare una protesta davanti alla sede del governo entro il prossimo 13 gennaio. La situazione è incandescente e la scorsa settimana, dopo la riunione del consiglio di fabbrica, a Taranto si sono verificati incidenti, dopo l’ennesimo nulla di fatto nel corso dell’assemblea dei soci.

In Cdm potrebbe quindi approdare un provvedimento, probabilmente un decreto, che prevede un prestito ponte di 650-680 milioni di euro che consenta all’azienda di far fronte alla crisi di liquidità e di ridurre la sua pesante esposizione debitoria verso i principali fornitori. Mantenendo però la data di maggio 2024 per il passaggio in maggioranza dello Stato.

Urso: la situazione è grave

Una soluzione, questa,fortemente avversata dai sindacati, per i quali é invece necessario allontanare definitivamente ArcelorMittal, la cui gestione viene definita “fallimentare”. Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso «la situazione è grave», sia dal punto di vista finanziario che produttivo, con un’esposizione di centinaia di milioni verso Snam ed Eni e una produzione crollata da 10 milioni di tonnellate di acciaio nel 2005 ai 3 milioni di tonnellate nel 2021.

Tim e rete unica

Un altro dossier altrettanto strategico è quello che riguarda la rete unica. La scadenza fissata dal governo per la definizione delle migliori soluzioni di mercato è stata fissata al 31 dicembre. Nel quarto e ultimo degli incontri del tavolo aperto a Palazzo Chigi, in agenda per il 29 dicembre e a cui partecipano anche Vivendi e Cdp Equity, si dovrebbero dunque tirare le somme.

L’obiettivo del sottosegretario alla presidenza Alessio Butti e dei ministri Urso e del responsabile dell’Economia Giancarlo Giorgetti è arrivare entro quella data a una soluzione per definire i contorni di una rete nazionale a controllo pubblico e non verticalmente integrata, nel cui perimetro far rientrare anche Sparkle, vista la sensibilità’ e la rilevanza per la sicurezza nazionale della dorsale delle Tlc.

Le strade sembrano ancora tutte aperte, a partire dalla vendita della rete a uno o più soggetti sotto il controllo dello Stato, con la scissione di Tim: le infrastrutture da una parte (Cdp) e i servizi dall’altra (Vivendi). Sono circolati poi i nomi di Invitalia, ma anche di Poste e di Fs e sul fronte investitori istituzionali, oltre a Kkr, Macquarie (già azionista di Open Fiber) e Gip.

Ita Airways

Le nozze con Lufthansa appaino sempre più vicine. Il governo ha fissato i criteri in un nuovo Dpcm che ha ottenuto il via libera della Corte dei Conti. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale potrebbe avvenire a stretto giro.

L’obiettivo è di arrivare alla chiusura dell’operazione entro l’anno. Il provvedimento stabilisce le modalità per il prezzo di Ita, alcune cautele di governance, il possibile rapido coinvolgimento dell’acquirente nella gestione e soprattutto il meccanismo di acquisizione con uno o più aumenti di capitale riservati che consentirebbero di lasciare risorse all’interno della compagnia per favorirne lo sviluppo. In particolare, a differenza del precedente dpcm del governo Draghi, viene meno il vincolo per il Tesoro a cedere la maggioranza di Ita, permettendo quindi l’ingresso ad un socio con una quota di minoranza da far crescere poi progressivamente.

Ai fini della vendita assume importanza rilevante il piano industriale del candidato acquirente. Il nuovo Dpcm indica anche che il prezzo per l’acquisto di Ita dovrà tener conto del valore del patrimonio netto della società.

Dl Rave, le opposizioni tentano la spallata

Un’altra incognita per la maggioranza è rappresentata dal decreto anti-Rave. Il provvedimento è giunto alle battute finali. Dopo essere stato approvato, tra mille polemiche, il 13 dicembre al Senato, la Camera ha concluso l’esame in Commissione Giustizia dando il mandato al relatore 10 giorni dopo: il 23 dicembre.

E nell’Aula di Montecitorio è atteso oggi, martedì 27 dicembre. L’opposizione spera che alla fine il decreto, che dovrebbe essere convertito in legge entro il 30 dicembre, possa decadere con il prolungarsi dei tempi del suo esame in Aula. Così è corsa contro il tempo per un provvedimento profondamente inviso alle opposizioni e non solo per l’ introduzione nell’ordinamento del reato di «Rave party», ma anche per la cancellazione dei reati contro la pubblica amministrazione dall’elenco di quelli ostativi e per il reintegro anticipato nel posto di lavoro dei medici «No-Vax».

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