Il bando - Coopstartup Veneto

Dall’inclusione sociale alla sartoria etica, la palestra delle start up

di Valeria Zanetti

3' di lettura

Una palestra dove far crescere idee imprenditoriali giovani, sviluppate da cooperative o aspiranti coop, che spaziano dall’inclusione sociale allo slow tourism, dall’emporio di comunità alla sartoria etica. Sono 22 i partecipanti che nella primavera scorsa hanno risposto al primo bando Coopstartup Veneto, promosso da Legacoop Veneto, Coopfond, Coop Alleanza 3.0 e Genera Imprese, in partnership con Iuav e Fondazione Ca’ Foscari di Venezia, Muec, il master in economia della cooperazione dell'Università di Bologna, con la collaborazione con Hypernova e Generazioni Veneto.

Tra le idee candidate, sono stati selezionati 19 progetti, che attraverso Coopstartup sono cresciuti approfittando del percorso offerto. Accompagnamento, formazione e consulenza prestata dai promotori dell’iniziativa hanno permesso a 13 startup cooperative di predisporre un business plan. I piani d’impresa sono stati poi valutati, arrivando alla selezione dei tre gruppi finalisti e a tre menzioni speciali, che hanno anche vinto un premio in denaro di 9mila euro a fondo perduto.

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I migliori progetti sono stati presentati da Materiae di Padova, da Food Coop Conegliano, della provincia di Treviso, che attraverso il sostegno e l’auto economico ricevuto possono ora costituire un’impresa cooperativa, e Cooperativa sociale Levante di Padova, nata nell’anno della pandemia. Oltre alle risorse, le vincitrici riceveranno un accompagnamento consulenziale per la costituzione in cooperativa o lo sviluppo dell’impresa, che proseguirà per i tre anni successivi. Le menzioni speciali, invece, sono andate a Behind Venice, costituita nel capoluogo veneto, ad Agave Società cooperativa di Padova e a Essebipì, nel Vicentino, premiate con 3mila euro a fondo perduto, più il supporto consulenziale.

«Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti attraverso il bando – sottolinea Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto – che promuove il modello cooperativo come strumento di impresa. Come già facciamo attraverso lo “sportello StartUp”, rafforzato nel corso dell’ultimo anno, Coopstartup, che avrà cadenza biennale, si è mosso nella direzione di sperimentare nuovi processi e approcci alla promozione cooperativa». L’iniziativa vuole trasmettere i valori dell’impresa cooperativa e «offrire al contempo opportunità di lavoro durevoli, in un momento difficile di ripresa economica e sociale», prosegue. Non a caso le startup arrivate in finale sono frutto dell’inventiva di gruppi in cui l’età media è di circa 35 anni.

Materiae, ad esempio, è nato dall’ispirazione di quattro ragazze under 30, per offrire opportunità formative e lavorative nell’ambito della sartoria artigianale, a partire da una materia prima del tutto particolare: gli abiti scartati dai charity shop o empori dell’usato. Anche Agave, presentato da quattro donne (età media 47 anni) insegue il modello della sartoria etica e si articola in laboratorio sartoriale, negozio fisico e e-commerce, offrendo corsi di sartoria per disoccupati, richiedenti asilo e rifugiati. La prima startup promuove la sostenibilità ambientale e l’economia circolare, la seconda l’emancipazione di soggetti deboli.

Di inclusione si occupa anche Levante, coop sociale attiva nell’accoglienza di migranti e di persone senza fissa dimora e nei servizi alle famiglie in difficoltà. L’obiettivo, in questo caso è di trasmettere alla persona competenze che le consentano di essere indipendente, stabile ed inserita in un contesto sociale. Il progetto è stato presentato da un gruppo di nove persone, sei donne, con un’età media di 40 anni.

Tra le startup premiate anche Essepibì, gruppo di professionisti psicologi di Bassano, nel Vicentino, che vuole promuovere il benessere sociale nel territorio con attività consulenziale, dalla walking therapy ai corsi di formazione per i professionisti, sino al supporto scolastico e le iniziative per le famiglie.

Food Coop di Conegliano, nel Trevigiano, avvierà invece un emporio di comunità, in forma di negozio autogestito, valorizzando i concetti chiave di comunità, sostenibilità, consumo responsabile e privilegiando i prodotti etici e locali. C’è poi Behind Venice, cooperativa a forte connotazione territoriale, nata nel lockdown per far conoscere Venezia e la sua produzione artigianale grazie ad una piattaforma web dedicata (sito e web app), dove alcune mappe interattive e contenuti digitali consentono la scoperta di artigiani locali e la possibilità di acquistarne i prodotti nel marketplace “eBotteghe”.

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