La lettera

Dall’Italia centrale un modello per le semplificazioni

di Gianguido D'Alberto

Teramo (AgfCreative)

3' di lettura

Gentile direttore,

nel dibattito politico-istituzionale assume sempre più rilevanza che il rilancio del Paese passi attraverso un’azione di radicale riforma del sistema normativo dei contratti pubblici, nel senso di una reale semplificazione e accelerazione che garantiscano attuazione e immediata ricaduta degli investimenti da attuare.

Loading...

È un tema che i sindaci, per il tramite di Anci, sollevano da tempo, proponendo l’adozione di strumenti di semplificazione che, con coraggio istituzionale, favoriscano un reale processo di rinascita che prenda avvio dai contratti pubblici.

È altresì evidente che, dopo la terribile fase emergenziale, il Paese necessiti, ancor di più, di dotarsi di un quadro normativo semplice, capace di agevolare la ripartenza del sistema economico.

Nello stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) tale tematica viene trattata dettagliatamente nel paragrafo intitolato “Semplificazione in materia di contratti pubblici”, dove vengono indicati gli obiettivi, le modalità di attuazione, le misure urgenti e a regime, i tempi, ponendo in evidenza implicitamente come sia ormai improrogabile avviare tale percorso.

Il tema è stato affrontato anche nel rapporto del Comitato di esperti in materia economica e sociale dove sono emerse indicazioni chiare sul superamento del Codice dei contratti in vigore: la commissione di esperti guidata da Vittorio Colao ha ravvisato che potrebbe prospettarsi la creazione immediata di un canale efficiente per le opere strategiche e l’utilizzo del modello “Direttive Ue + integrazione minima”.

Ritengo si possa inserire in questo dibattito quanto già avviene nel cratere sismico Centro Italia, dove, grazie all’accelerazione impressa dal Commissario straordinario del governo Giovanni Legnini, dopo lunghi anni di immobilità, la ricostruzione è stata avviata, beneficiando dell’applicazione di un apparato normativo che ha stabilito regole certe, di facile applicazione, immediatamente operative. Di fatto si è andati oltre il cosiddetto “Modello Genova”, che ha consentito di ricostruire il ponte Morandi in pochi mesi e che spesso è stato invocato, applicando su larga scala un sistema di accelerazione più ampio che potremmo definire “modello di semplificazione centro Italia”.

Sono numerose le ordinanze emanate dal commissario Legnini, alcune delle quali a beneficio diretto di città capoluogo di provincia, quali Teramo e Ascoli, che con imponenti stanziamenti dedicati potranno dare avvio sia al percorso di ricostruzione degli immobili pubblici, sia di quelli privati. Si pensi a quanto disciplinato dall’Ordinanza 100 che disciplina il procedimento di concessione dei contributi per la ricostruzione privata, mutando il paradigma del rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione, attribuendo a quest’ultima il potere di controllo delle domande e dei progetti, mentre alle professioni tecniche, adeguatamente riconosciute, sono state demandate funzioni di rilevanza pubblica di attestazione e certificazione, e quindi di responsabilità nella determinazione del contributo, la cui concessione deve avvenire entro tempi certi e ridotti rispetto al regime previgente.

Quanto sopra testimonia come nel nostro Paese vi sia un esempio di come la semplificazione possa essere realizzata. Diventa auspicabile seguire il modello adottato nel centro Italia, dove si è generato un laboratorio di semplificazione normativa che sta funzionando, attuando gli intenti che perseguono i Sindaci delle aree colpite dal sisma.

Ciò che avviene in un’ottica di straordinarietà causata dall’emergenza, può diventare un modello da utilizzare nell’intero territorio nazionale così da recuperare anche quel gap di fiducia nelle istituzioni pubbliche, percepite spesso come distanti dalle necessità del cittadino.

I sindaci sono uniti nella convinzione che tale divario vada ridotto e che ciò possa avvenire creando e utilizzando strumenti di fiducia tra istituzioni e cittadini, tra istituzioni e mondo produttivo.

Come dimostra l’esperienza del cratere sismico Centro-Italia, nel tempo della resilienza e della ripresa dell’intero Paese, abbiamo tutti bisogno di una semplificazione che deve uscire dalla dimensione della eccezionalità per rappresentare il normale modello di costruzione del nuovo rapporto fra politica, istituzioni e comunità.

Ciò mi porta a rivolgere un appello al governo centrale affinché possa far riferimento all’esperienza della ricostruzione nel Centro Italia, così da tradurre in applicazione nazionale i risultati già conseguiti in un’area del Paese dove si è agito con coraggio e unità sinergica di intenti e dove un proposito è divenuto realtà.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti