Formazione sul campo

Dall’Its Mita Academy i supertecnici del sistema moda digitale toscano

I corsi si articolano in cinque percorsi: dai processi hi tech alla pelletteria fino al tessile

di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci

3' di lettura

Dai “super tecnici” in modellazione e prototipazione digitale di accessori in pelle agli esperti in sviluppo di strategie commerciali per il prodotto moda-tessile. Dall’alta sartoria uomo e donna alle calzature “green”, passando per la produzione luxury di oggetti in pelle e dall’accessoristica metallica. Siamo all’Its Mita (Made in Italy Tuscany) Academy, casa madre Scandicci (Firenze), dove «c’è voglia di ripartire», ci racconta il presidente della Fondazione Its, Massimiliano Guerrini. «Tutti i nostri neo-diplomati - ha spiegato Guerrini - sono già contesi dalle aziende, non solo toscane, e il tasso di occupazione è tornato a sfiorare il 100%, dopo i mesi piuttosto duri, con lockdown e attività da remoto, che ci auguriamo siano alle spalle».

L’Its Mita offre cinque percorsi formativi, di cui due messi in piedi con le premialità riconosciute a seguito dei monitoraggi annuali Istruzione-Indire. Sono ospitati circa 150 studenti, che si formano nel settore della pelletteria, ma anche nell’abbigliamento, nei tessuti tecnologici, nelle calzature.

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«I contenuti dei corsi spaziano dalla digitalizzazione del processo e del prodotto (modellazione in 3D, additive manufacturing), dalla capacità artigianali d’eccellenza nella realizzazione di accessori moda alle competenze chiave nella gestione ottimale della filiera produttiva, solo per fare degli esempi - ha aggiunto Guerrini -. I moduli sono di 2mila ore, di cui 600 in stage. Le restanti 1.400 ore si svolgono in aula e in laboratori d’avanguardia. Collaboriamo con 200 aziende, dalle multinazionali alle pmi del nostro territorio, fin dalla fase di co-progettazione dell’offerta didattica. Quasi tutta la nostra docenza proviene dal mondo produttivo. I risultati? Li stiamo vedendo proprio in questi giorni: praticamente i nostri neo diplomati si stanno scegliendo il lavoro».

Per il futuro si guarda al Pnrr e alla riforma degli Its, il testo ora all’esame del Senato, dopo il primo via libera alla Camera: «Gli Its - ha chiosato Guerrini - sono una palestra di innovazione e sostenibilità. Dobbiamo però garantire al settore finanziamenti certi e pluriennali, uscendo definitivamente dalla logica dei bandi regionali annuali. Vanno migliorati poi i laboratori, che possono avere anche una connotazione territoriale, in modo da essere utilizzati dall’intera comunità. E penso che gli Its possano dire la loro anche sul fronte delle politiche attive, vista l’innata capacità di incrociare domanda e offerta di impiego».

Le imprese apprezzano. Come sottolinea Claudio Delunas fondatore di Idee Partners, azienda nata nel 2008, circa 120 persone, ormai punto di riferimento nel comparto del Luxury and Fashion Accessories: «Siamo stati subito attratti da questa formazione pratica e professionalizzante offerta dagli Its - ha detto Delunas -. Gran parte del nostro middle management proviene infatti dal Mita. Entriamo in contatto con i ragazzi già durante i tirocini curriculari, più mesi di “palestra” dove i giovani si specializzano, in affiancamento, nelle linee produttive. Molti vengono poi confermati. Il segreto della formula Its sta nella co-progettazione dei percorsi che vengono tarati sulle reali esigenze del mondo del lavoro. L’azienda punta e crede moltissimo anche nella formazione continua. Ad esempio, per gli operai specializzati. Nelle nostre “classi interne” formiamo su materie molto tecniche con tutti gli strumenti per lavorare al meglio».

Sulla stessa lunghezza d’onda Furla, «che da sempre crede nelle nuove generazioni di talenti - ha evidenziato il Ceo di Furla, Mauro Sabatini -. Da diversi anni ci avvaliamo del supporto di Mita, per selezionare i migliori studenti che un giorno diventeranno degli artigiani, dei veri professionisti del settore. Grazie all’aiuto delle nostre maestranze, ai giovani studenti più talentuosi viene offerta la possibilità di vivere un’esperienza di scuola-lavoro all’interno di Furla Progetto Italia, il nuovo hub creativo, produttivo, di ricerca, sperimentazione e formazione, situato nel cuore del Chianti».

Il punto è che il Covid ha stravolto il mondo (anche del lavoro), «e sono cambiati i profili richiesti dal sistema dell’industria della moda e accessori - ha chiosato Paolo Bastianello, presidente Comitato Education di Confindustria Moda -. Ai profili tradizionali devono essere affiancati profili con più competenze nel digitale, nell’internazionalizzazione e in tutto quello che riguarda la sostenibilità. Ebbene, proprio per questo l’Its Mita, e l’intero sistema degli Its, è strategico per la manifattura made in Italy. Cito alcune figure: coordinamento di produzione, conoscenza di materiali, conoscenza dei trattamenti chimici di tutte le materie prime. Logicamente competenze tradizionali sul modellismo e sulle nuove tecniche di produzione, sul funzionamento dei macchinari. Tutto ciò che serve per rendere un’azienda efficiente. Tenendo conto che il Covid renderà molto più complessa la produzione e quindi meno stagionale. Dovremo essere pronti a offrire dei prodotti costantemente innovativi. Ci vuole una macchina produttiva e organizzativa che sia un orologio svizzero, dotata di alte competenze e di capacità di autonomia. Fattori fondamentali nella preparazione pratica e mentale dei giovani».

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