Le indicazioni del ministro Franco

Iva, Irap, Irpef e cuneo, cosa potrebbe entrare nella riforma fiscale

Prima gli interventi a costo zero e le priorità come il superamento dell’Irap. Poi, in quanto prima occorre trovare le risorse, un taglio incisivo anche dell’Irpef

di Andrea Carli

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3' di lettura

I tempi sarebbero stretti. Secondo il calendario scritto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Recovery plan italiano consegnato alla Commissione europea, il governo dovrebbe dare il via libera alla legge delega sulla riforma del fisco entro la fine di luglio. I realtà potrebbe però essere necessario qualche giorno in più. «Escluderei» che sia sul tavolo del Consiglio dei ministri la prossima settimana, ha chiarito il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione della conferenza stampa sul novi decreto anti Covid.

Obiettivo riforma organica

Più probabile invece che entro questo mese arrivi la legge sulla concorrenza (anche in questo caso il termine indicato nel Recovery Plan è il 31 luglio). Ci sarà quindi qualche giorno in più per chiudere la delega fiscale. Facendo leva sul lavoro già fatto dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, l’obiettivo è arrivare a una “riforma organica” del sistema perché - come indicato anche da Draghi - non è «una buona idea» cambiare le tasse una alla volta, e che duri nel tempo.

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Operazione a tappe

Stando alle indicazioni fornite dal ministro dell’Economia Daniele Franco in occasione della recente audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, si delinea una riforma “a tappe”, graduale, da sviluppare mano a mano che verranno individuate le coperture finanziarie necessarie. E quindi: prima gli interventi a costo zero e le priorità come il superamento dell’Irap. Poi, una volta individuate le risorse, un taglio anche dell’Irpef. Al momento il quadro delle risorse disponibili resta incerto: difficile prevedere quale sarà l’evoluzione della pandemia coronavirus, con la diffusione delle varianti, a cominciare dalla Delta, che può mettere a rischio il target del +5% del Pil. Allo stato attuale per il 2022 sul tavolo restano i 2-3 miliardi stanziati con l’ultima legge di Bilancio.

Revisione dell’Iva a parità di gettito

Dopo l’intervento del ministro in parlamento, è possibile delineare le soluzioni che potrebbero entrare in questa delega. Franco ha ricordato che le commissioni Finanze nel documento che hanno elaborato hanno suggerito di ridefinire «la disciplina per la semplificazione» dell’Iva e «una possibile riduzione dell’aliquota ordinaria: direi - ha continuato il ministro dell’Economia - che la semplificazione e soprattutto l’aumento dell’efficienza dell’imposta attraverso riduzione di evasione ed elusione possono anche suggerire di ampliare questa prospettiva non escludendo che il legislatore delegato possa agire sul livello delle aliquote ridotte e la distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, interventi che possono anche avere luogo a parità di gettito Iva».

Priorità Irap e cuneo fiscale

Franco ha individuato due priorità. La prima: dopo molti ritocchi e revisioni, che ne hanno modificato la struttura originaria, il mantenimento dell’Irap, ha detto, «non appare più giustificato, c’è un’esigenza di semplificazione».Se l’Irap fosse riassorbita nell’Ires, una delle ipotesi, servirebbero circa 3 miliardi per coprire i versamenti di quei soggetti che non pagano l’imposta sulle società. La seconda priorità: «la questione del cuneo fiscale (la tassazione del lavoro, in particolare in alcune parti della curva in cui le aliquote marginali ma anche medie per alcuni lavoratori sono particolarmente elevate): credo - ha detto Franco - che questa sia una questione particolarmente importante». Ancora: «Il cuneo è particolarmente elevato, così come le aliquote da tassazione di lavoro», quindi la riforma «deve facilitare l’aumento del tasso di occupazione che nel nostro Paese è troppo basso, soprattutto per giovani, donne e Sud».

La semplificazione dei codici tributari

Con il ddl delega, che il governo si appresta a presentare, saranno delineati anche i «principi e i criteri direttivi» per riunire le norme fiscali in un «codice tributario», come richiesto nel documento delle commissioni. «Questa opera di codificazione - ha ammesso Franco - è senz’altro condivisibile».

Nella delega non ci sarà la patrimoniale

«La patrimoniale - ha ricordato il ministro dell’Economia - credo di avere già detto che non è nel documento» delle commissioni Finanze «e non sarà nella delega».

La revisione delle aliquote Irpef demandata ai decreti attuativi

Le questioni più spinose come la revisione delle aliquote Irpef - i partiti sono ancora divisi tra una riduzione che mantenga però il sistema a scaglioni o il passaggio all’aliquota continua alla tedesca - verranno rimandate ai decreti attuativi che saranno scritti sentendo anche le parti sociali e mettendo in campo una squadra di esperti per ottenere la «massima condivisione».

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