I TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI

Dall’obbligo di mascherine in aula alle chiusure delle attività, Tar in prima linea nell’emergenza Covid

Nella partita quotidiana per limitare la diffusione dei contagi non sono mancati ricorsi contro le decisioni dell’esecutivo

di An.C.

(foto Agf)

2' di lettura

Nella partita che governo e regioni stanno giocando contro i contagi da Coronavirus i Tar, ovvero i Tribunali amministrativi regionali sono chiamati in causa con sempre maggiore frequenza. Dall’obbligo di mascherine in classe per i più piccoli alla chiusura delle scuole, alle misure restrittive adottate sulle attività commerciali allo scopo di contenere i contagi: le occasioni non mancano e non sono mancate.

La scuola chiude, si muovono i genitori degli studenti

La scelta di mantenere le scuole chiuse e di continuare con la didattica a distanza ha fatto sì che in più di un’occasione le famiglie si rivolgessero al Tar. L’ultimo caso in ordine di tempo è stato in Calabria, dove un gruppo di genitori ha fatto ricorso al Tar di Catanzaro contro l'ordinanza del presidente facente funzioni della regione Nino Spirlì che ha stabilito la chiusura di scuole elementari e medie fino al 15 gennaio e delle superiori al 31. In una diretta Facebook Spirlì si è detto «scandalizzato». «È l'ennesimo ricorso - ha continuato - dei soliti genitori contro un'ordinanza che vuole tutelare la salute dei ragazzi dei loro familiari delle persone deboli che vivono nelle nostre case. Sono pronto a combattere fino all'ultimo secondo».

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L’intervento sull’obbligo di mascherina in classe per i minori di 12 anni

Il presidente della prima sezione del tribunale amministrativo del Lazio ha deciso che la Presidenza del Consiglio dei ministri dovrà consegnare al Tar della regione una «sintetica relazione» per chiarire le evidenze scientifiche alla base dell'imposizione dell'uso della mascherina anche durante l'orario scolastico per i bambini fra i 6 e gli 11 anni. La decisione è stata presa nell'ambito di un ricorso proposto contro il Dpcm del 3 dicembre scorso nella parte in cui «non prevede l'esenzione o le circostanze di esenzione per i minori infradodicenni come previsto dalle indicazioni internazionali Oms e Unicef».

Il braccio di ferro sull’apertura di bar e ristoranti in Valle d’Aosta

A metà dicembre il Tar ha bocciato la richiesta del governo di sospendere l'applicazione dell'ordinanza della Valle d’Aosta che derogava alla zona arancione. Risultato: bar e ristoranti sono rimasti aperti. Contrariamente a quanto era accaduto in Abruzzo dove i giudici al contrario avevano dato ragione all’eecutivo, ripristinando la zona rossa.

Lo stop all’ordinanza Solinas sugli arrivi controllati

Un altro episodio emblematico si è verificato a metà settembre. In questo caso il Tar interviene, su richiesta dello stato centrale, per fermare un’iniziativa regionale contraria alla linea definita dal governo. In particolare il Tribunale amministrativo regionale di Cagliari in quella occasione, dopo il ricorso presentato dall’esecutivo attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha deciso per lo stop all'ordinanza regionale che prevedeva tampone o certificati di negatività per chi arriva in Sardegna.

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