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Cina, dalla Banca centrale 1,57 mld $ per stabilizzare il mercato

Mossa obbligata per il governatore Yi Gang alle prese con una valuta ai massimi da tre anni a questa parte che non accenna a frenare

di Rita Fatiguso

2' di lettura

La Banca centrale immette liquidità per 1,57 mld di dollari di pronti contro termine
per mantenere una liquidità ragionevolmente ampia nel sistema bancario. Il tasso di interesse per i pronti contro termine a sette giorni è stato fissato al 2,2%, stando a quanto dichiarato dalla stessa Banca centrale. Con il pronti contro termine la Banca centrale acquista titoli dalle banche commerciali attraverso un’offerta, con un accordo per venderli in futuro. Lo yuan ai massimi da cinque anni, le riserve eccessive di dollari e la crescita in frenata dell’economia hanno spinto la Banca centrale a una mossa obbligata.

Manovra d’urto per la Banca centrale cinese

Il Governatore è andato in soccorso del sistema bancario appesantito da un eccesso di depositi in dollari e dalla corsa che sembra senza fine dello yuan sul dollaro.

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Le quotazioni sono ai massimi da cinque anni a questa parte e l’Istituto centrale sta cercando di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per gestire il mercato cinese.

Il biglietto rosso ha guadagnato l’1,7% sfiorando la soglia psicologica di 6.4 yuan per dollaro. L’anno scorso si è apprezzato del 12 per cento.

La soglia psicologica per gli operatori

L’annuncio di un limite più basso ai tassi di interesse sui depositi bancari, necessario anche per stoppare la competizione tra le banche è stata un’altra mossa che va in questa direzione. D’ora in poi il limite massimo dovrebbe essere il risultato dell’aggiunta al benchmark fissato di un determinato numero di punti base e non più il frutto della moltiplicazione di un valore predeterminato.

La Banca centrale ha anche stabilito un limite in aumento per le riserve in valuta estera a carico di ogni istituto per cercare di gestire il surplus di riserve registrato a partire dal 2020, in termini di dollari le riserve sono cresciute del 2,9 per cento. Sud Corea e Taiwan hanno registrato rispettivamente il 10.6% e il 13.2% .

Altre turbolenze finanziarie si profilano, inoltre, a fine mese salterà il divieto di contrattazione su un totale di azioni da 141 miliardi di dollari, anche questa è una misura adottata per raffreddare i mercati. Per non parlare dell’effetto boomerang dell’inflazione, altro nemico giurato del Governo cinese.

Frena l’economia reale, in parte anche i servizi

Sul fronte dell’economia reale a maggio i servizi hanno segnalato un’altra forte performance. L’attività commerciale e i nuovi ordini sono entrambi aumentati, nonostante i tassi di espansione si siano ammorbiditi da aprile, mentre le imprese hanno continuato ad aggiungere i loro livelli di personale.

Tuttavia, l’ultimo sondaggio condotto da Caixin ha mostrato un forte aumento dei costi degli input, che a sua volta ha portato ad un aumento più ripido dei prezzi finali.

L’indice del settore dei servizi Pmi di Caixin, riportato da Ihs Markit, è sceso a 55,1 a maggio, rispetto a 56,3 di aprile, ma è rimasto saldamente sopra il livello neutro di 50,0 per segnalareun marcato aumento dell’attività.

Le aspettative delle imprese per il prossimo anno sono rimaste fortemente positive a maggio, anche se il grado complessivo di ottimismo è sceso al minimo da quattro mesi.

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